
Addio a Jean Ziegler, il sociologo che sfidò il capitalismo in abito su misura
Jean Ziegler, il sociologo e politico svizzero che ha incarnato per decenni la critica radicale al capitalismo, è morto all’età di 92 anni. La notizia, confermata dalla moglie, ha suscitato reazioni in tutta Europa, dove Ziegler era conosciuto non solo come intellettuale, ma come una figura capace di unire rigore accademico e militanza politica. Per gli analisti di Zurigo, la sua scomparsa segna la fine di un’epoca per la sinistra elvetica, che perde uno dei suoi volti più noti e controversi. Ziegler, nato a Thun nel 1934, è stato deputato socialista al Consiglio nazionale per oltre trent’anni, ma la sua fama internazionale è legata soprattutto al ruolo di relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all’alimentazione, incarico che ha ricoperto dal 2000 al 2008.
La sua figura, come osservano i commentatori di Ginevra, era fatta di contraddizioni: un uomo che amava vestire con eleganza, foulard al collo e abiti su misura, ma che predicava la rivoluzione contro le disuguaglianze globali. Per i media tedeschi, Ziegler è stato un provocatore nato, capace di utilizzare la forma del dialogo platonico per spiegare alla nipote i mali del capitalismo. La sua critica al sistema economico, spesso accusato di generare fame e povertà, lo portò a simpatizzare con regimi autoritari, suscitando critiche da parte di chi lo accusava di trascurare i diritti civili in nome della giustizia sociale. Tuttavia, come sottolineano gli osservatori di Berna, Ziegler aveva spesso ragione nel denunciare gli abusi del potere economico, anticipando temi oggi centrali nel dibattito pubblico.
Dal punto di vista italiano ed europeo, la sua eredità intellettuale si inserisce in un filone di pensiero che ha influenzato movimenti no-global e associazioni per la sovranità alimentare. La sua battaglia contro la speculazione finanziaria e per il diritto al cibo ha trovato eco in molte campagne continentali, dalla rete di Slow Food alle mobilitazioni contro i trattati di libero scambio. Per gli analisti di Bruxelles, Ziegler rappresentava una voce scomoda ma necessaria, capace di ricordare all’Europa le sue responsabilità verso il Sud del mondo. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama della critica sociale, ma il suo pensiero continua a vivere nei libri e nelle iniziative che hanno ispirato.
Guardando al futuro, la domanda che sorge, secondo gli osservatori di Parigi, è se esista oggi una figura in grado di raccogliere il testimone di Ziegler, unendo competenza sociologica e impegno politico con la stessa efficacia comunicativa. In un’epoca di frammentazione del dibattito pubblico, la sua capacità di parlare a un pubblico vasto, mescolando accademia e attivismo, appare più rara che mai. La sua vita, spesa tra aule universitarie e palazzi delle Nazioni Unite, resta un esempio di come la critica al sistema possa essere condotta con stile e determinazione, anche quando si indossa un abito su misura.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
10 lingue · 36 testate
Da Economy & MarketsDazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyPasseggiata spaziale sulla Iss per preparare i nuovi pannelli solari Irosa
3 lingue · 7 testate