Accedi
Edizione delle 20:00 CETvenerdì 7 agosto 2026
320 testate · 17 lingue97 briefing oggi
Difesa e Sicurezzamartedì 23 giugno 2026

Al via i licenziamenti di massa nell’intelligence USA: nel mirino i centri antiterrorismo

L’amministrazione Trump avvia il ridimensionamento dell’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, suscitando l’allarme del Congresso e interrogativi sulla tenuta della cooperazione transatlantica.

Lunedì 22 giugno l’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale statunitense (ODNI) ha dato avvio a un’ondata di licenziamenti che, secondo fonti dell’intelligence citate dalla stampa americana, colpirà in modo particolarmente severo il Centro nazionale antiterrorismo (NCTC) e il Centro nazionale per il controspionaggio e la sicurezza. L’operazione, condotta dal direttore facente funzione William Pulte su mandato esplicito del presidente Donald Trump, prevede il taglio di centinaia di posizioni in un’agenzia creata dopo l’11 settembre 2001 proprio per colmare le falle di coordinamento che resero possibili quegli attacchi. La decisione si inserisce in un più ampio programma di riduzione della forza lavoro federale che, secondo il Government Accountability Office, ha già portato nel 2025 al licenziamento di circa 256.000 dipendenti, pari all’11% del totale.

La Casa Bianca ha difeso l’iniziativa richiamando un messaggio pubblicato da Trump sul social Truth Social, nel quale il presidente ordinava a Pulte di «eseguire l’immediato e necessario ridimensionamento dell’ufficio» e di restituire il personale alle agenzie di provenienza. Fonti vicine all’amministrazione descrivono la mossa come una razionalizzazione volta a eliminare duplicazioni e a riportare gli analisti a diretto contatto con le strutture operative. Al contrario, i vertici democratici delle commissioni intelligence di Senato e Camera – il senatore Mark Warner e il deputato Jim Himes – hanno inviato a Pulte una lettera in cui avvertono che tagli di tale portata, sommandosi a una già avvenuta riduzione del 30% dell’organico nei primi sei mesi del 2025 sotto la precedente direttrice Tulsi Gabbard, rischiano di compromettere la capacità dell’agenzia di prevenire complotti terroristici. I legislatori sottolineano inoltre che un dirigente privo di esperienza nel settore – Pulte proviene dall’Agenzia federale per il finanziamento immobiliare – non dovrebbe procedere a ristrutturazioni radicali senza consultare il Congresso.

Sul piano operativo, la riorganizzazione solleva interrogativi che vanno oltre i confini statunitensi. L’ODNI coordina diciotto agenzie di intelligence e rappresenta l’interfaccia privilegiata per i servizi alleati nella condivisione di informazioni sensibili. Analisti di Bruxelles osservano che un indebolimento del NCTC potrebbe ridurre la tempestività e la qualità dei flussi informativi verso i partner europei, Italia compresa, in un momento in cui la minaccia jihadista, pur frammentata, continua a manifestarsi tanto in Africa subsahariana quanto in Afghanistan. La cooperazione antiterrorismo tra Roma e Washington, storicamente solida, si basa in larga misura su canali che transitano proprio attraverso le strutture di coordinamento ora in via di smantellamento.

La vicenda si colloca in un contesto di forte instabilità ai vertici dell’intelligence americana. Tulsi Gabbard aveva annunciato le dimissioni, con effetto dal 30 giugno, ufficialmente per assistere il marito colpito da una rara forma di cancro alle ossa; osservatori a Washington ritengono tuttavia che pesassero anche le divergenze con la Casa Bianca sulla gestione del dossier iraniano. Trump aveva inizialmente designato il procuratore federale Jay Clayton come successore permanente, salvo ritirare la candidatura poche ore prima dell’audizione di conferma al Senato, lasciando Pulte – figura fedele al presidente e priva di vincoli istituzionali – alla guida temporanea dell’ufficio. Al momento non è stata indicata una data per la presentazione di un nuovo candidato, mentre i licenziamenti procedono e il Congresso valuta possibili iniziative di controllo.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Declino americano vs. Sicurezza nazionale
35%Media
4 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.40
Critica ai tagli di TrumpCelebrazione del declino USA
RUSIRNATLSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI+0.30aligned
Stampa iraniana e affini+0.40aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa russa e CSI+0.30
Voce

La Russia osserva con soddisfazione il caos nell'intelligence americana, conferma della propria narrazione sul declino USA.

Meccanismoriproiezione

Si enfatizza la debolezza strutturale degli USA, omettendo le ragioni interne dei tagli per proiettare una crisi sistemica.

RevanscismoTrionfo
Stampa iraniana e affini+0.40
Voce

L'Iran vede nei tagli all'intelligence USA la prova del fallimento dell'imperialismo americano.

Meccanismouniversalizzazione

Si collega l'evento a una narrazione più ampia di declino imperiale, usando un tono di trionfo e scetticismo verso le pretese americane.

TrionfoScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50
Voce

Gli Stati Uniti devono difendere le loro istituzioni da un attacco interno.

Meccanismogiudizializzazione

Si inquadra la vicenda come una minaccia alla sicurezza nazionale, usando un tono allarmato e richiamando la necessità di controlli istituzionali.

AllarmeIndignazione
Stampa sud-est asiatica0.00
Voce

Il Sud-est asiatico prende atto dei cambiamenti negli USA senza allarmismi, concentrandosi sulle proprie priorità.

Meccanismodistacco pragmatico

Si minimizza l'impatto regionale, adottando un tono distaccato e fattuale, senza inserire l'evento in una cornice ideologica.

DistaccoPragmatismo
Ultim'ora
Ceuta: tra 14 e 141 morti, il bilancio della tragedia resta incerto·Le lezioni che ci portiamo dall'infanzia: amore, pace e identità·Oltre cinquanta corpi in decomposizione scoperti in un’impresa funebre di Chicago·La vigilia di Madeira: Ronaldo tra la promessa al figlio e il mistero delle nozze·Drohne con esplosivo a Lipsia: il governo tedesco si riunisce d'urgenza·Trump tenta di nuovo di licenziare la governatrice della Fed Lisa Cook nonostante la sentenza della Corte Suprema·Leao, Modric e Ramos in campo: a Jakarta il Milan sfida il Chelsea di Alonso·Il documentario sugli omicidi di Idaho domina Netflix mentre Kohberger ritratta la confessione·Ceuta: tra 14 e 141 morti, il bilancio della tragedia resta incerto·Le lezioni che ci portiamo dall'infanzia: amore, pace e identità·Oltre cinquanta corpi in decomposizione scoperti in un’impresa funebre di Chicago·La vigilia di Madeira: Ronaldo tra la promessa al figlio e il mistero delle nozze·Drohne con esplosivo a Lipsia: il governo tedesco si riunisce d'urgenza·Trump tenta di nuovo di licenziare la governatrice della Fed Lisa Cook nonostante la sentenza della Corte Suprema·Leao, Modric e Ramos in campo: a Jakarta il Milan sfida il Chelsea di Alonso·Il documentario sugli omicidi di Idaho domina Netflix mentre Kohberger ritratta la confessione·
Agg. 07:514 lingue · 9 testate
9 testate|4 lingue|3 min lettura
martedì 23 giugno 2026

Al via i licenziamenti di massa nell’intelligence USA: nel mirino i centri antiterrorismo

L’amministrazione Trump avvia il ridimensionamento dell’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, suscitando l’allarme del Congresso e interrogativi sulla tenuta della cooperazione transatlantica.

Lunedì 22 giugno l’Ufficio del direttore dell’intelligence nazionale statunitense (ODNI) ha dato avvio a un’ondata di licenziamenti che, secondo fonti dell’intelligence citate dalla stampa americana, colpirà in modo particolarmente severo il Centro nazionale antiterrorismo (NCTC) e il Centro nazionale per il controspionaggio e la sicurezza. L’operazione, condotta dal direttore facente funzione William Pulte su mandato esplicito del presidente Donald Trump, prevede il taglio di centinaia di posizioni in un’agenzia creata dopo l’11 settembre 2001 proprio per colmare le falle di coordinamento che resero possibili quegli attacchi. La decisione si inserisce in un più ampio programma di riduzione della forza lavoro federale che, secondo il Government Accountability Office, ha già portato nel 2025 al licenziamento di circa 256.000 dipendenti, pari all’11% del totale.

La Casa Bianca ha difeso l’iniziativa richiamando un messaggio pubblicato da Trump sul social Truth Social, nel quale il presidente ordinava a Pulte di «eseguire l’immediato e necessario ridimensionamento dell’ufficio» e di restituire il personale alle agenzie di provenienza. Fonti vicine all’amministrazione descrivono la mossa come una razionalizzazione volta a eliminare duplicazioni e a riportare gli analisti a diretto contatto con le strutture operative. Al contrario, i vertici democratici delle commissioni intelligence di Senato e Camera – il senatore Mark Warner e il deputato Jim Himes – hanno inviato a Pulte una lettera in cui avvertono che tagli di tale portata, sommandosi a una già avvenuta riduzione del 30% dell’organico nei primi sei mesi del 2025 sotto la precedente direttrice Tulsi Gabbard, rischiano di compromettere la capacità dell’agenzia di prevenire complotti terroristici. I legislatori sottolineano inoltre che un dirigente privo di esperienza nel settore – Pulte proviene dall’Agenzia federale per il finanziamento immobiliare – non dovrebbe procedere a ristrutturazioni radicali senza consultare il Congresso.

Sul piano operativo, la riorganizzazione solleva interrogativi che vanno oltre i confini statunitensi. L’ODNI coordina diciotto agenzie di intelligence e rappresenta l’interfaccia privilegiata per i servizi alleati nella condivisione di informazioni sensibili. Analisti di Bruxelles osservano che un indebolimento del NCTC potrebbe ridurre la tempestività e la qualità dei flussi informativi verso i partner europei, Italia compresa, in un momento in cui la minaccia jihadista, pur frammentata, continua a manifestarsi tanto in Africa subsahariana quanto in Afghanistan. La cooperazione antiterrorismo tra Roma e Washington, storicamente solida, si basa in larga misura su canali che transitano proprio attraverso le strutture di coordinamento ora in via di smantellamento.

La vicenda si colloca in un contesto di forte instabilità ai vertici dell’intelligence americana. Tulsi Gabbard aveva annunciato le dimissioni, con effetto dal 30 giugno, ufficialmente per assistere il marito colpito da una rara forma di cancro alle ossa; osservatori a Washington ritengono tuttavia che pesassero anche le divergenze con la Casa Bianca sulla gestione del dossier iraniano. Trump aveva inizialmente designato il procuratore federale Jay Clayton come successore permanente, salvo ritirare la candidatura poche ore prima dell’audizione di conferma al Senato, lasciando Pulte – figura fedele al presidente e priva di vincoli istituzionali – alla guida temporanea dell’ufficio. Al momento non è stata indicata una data per la presentazione di un nuovo candidato, mentre i licenziamenti procedono e il Congresso valuta possibili iniziative di controllo.

Divergenza — chi la racconta come
Asse: Declino americano vs. Sicurezza nazionale
35%Media
4 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.40
Critica ai tagli di TrumpCelebrazione del declino USA
RUSIRNATLSEA
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa russa e CSI+0.30aligned
Stampa iraniana e affini+0.40aligned
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa russa e CSI+0.30
Voce

La Russia osserva con soddisfazione il caos nell'intelligence americana, conferma della propria narrazione sul declino USA.

Meccanismoriproiezione

Si enfatizza la debolezza strutturale degli USA, omettendo le ragioni interne dei tagli per proiettare una crisi sistemica.

RevanscismoTrionfo
Stampa iraniana e affini+0.40
Voce

L'Iran vede nei tagli all'intelligence USA la prova del fallimento dell'imperialismo americano.

Meccanismouniversalizzazione

Si collega l'evento a una narrazione più ampia di declino imperiale, usando un tono di trionfo e scetticismo verso le pretese americane.

TrionfoScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50
Voce

Gli Stati Uniti devono difendere le loro istituzioni da un attacco interno.

Meccanismogiudizializzazione

Si inquadra la vicenda come una minaccia alla sicurezza nazionale, usando un tono allarmato e richiamando la necessità di controlli istituzionali.

AllarmeIndignazione
Stampa sud-est asiatica0.00
Voce

Il Sud-est asiatico prende atto dei cambiamenti negli USA senza allarmismi, concentrandosi sulle proprie priorità.

Meccanismodistacco pragmatico

Si minimizza l'impatto regionale, adottando un tono distaccato e fattuale, senza inserire l'evento in una cornice ideologica.

DistaccoPragmatismo

Questa notizia è apparsa su

9 testate · 4 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmano il patto di difesa della Mecca

11 lingue · 64 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

L’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA

3 lingue · 11 testate

Leggi di più