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Algeria-Austria 3-3, il sospetto di un biscotto e l'ombra di Gijón

Il pareggio al 96' qualifica entrambe ed elimina l'Iran, scatenando accuse di combine e il ricordo della vergogna del 1982.

L'ultimo atto del Gruppo J si è consumato in un crescendo di sospetti e colpi di scena, con l'Austria e l'Algeria che hanno chiuso sul 3-3 un match a lungo sospeso tra calcolo e spettacolo. Il risultato ha spedito entrambe agli ottavi di finale – gli austriaci come secondi, i nordafricani tra le migliori terze – condannando l'Iran, vittorioso per 1-1 contro l'Egitto, a un'eliminazione che sa di beffa. A Kansas City, il punteggio si è mosso con regolarità fino al 2-2 (Arnautović al 28', Belghali al 45', Sabitzer al 55', Mahrez al 60'), poi la partita si è spenta in un possesso palla algerino di oltre 700 passaggi, mentre l'Austria rinunciava a pressare, consapevole che il pari avrebbe garantito la qualificazione a entrambe.

La quiete è esplosa al 93', quando un filtrante ha colto di sorpresa la difesa austriaca e Mahrez ha firmato il 3-2. Un gol che, paradossalmente, danneggiava l'Algeria: la vittoria l'avrebbe proiettata al secondo posto e a un incrocio con la Spagna, eliminando l'Austria e regalando il passaggio all'Iran. Le immagini dei tifosi algerini ammutoliti, e poi in festa tre minuti dopo per il colpo di testa di Kalajdzic che ha fissato il 3-3 definitivo, hanno fatto il giro del mondo. La sequenza ha alimentato il sospetto di un'intesa tacita, con i social invasi da appelli alla FIFA perché indaghi.

Dall'Europa e dal Nord Africa sono arrivate smentite nette. Il tecnico austriaco Rangnick ha definito «follia» l'idea di un accordo, citando la drammaticità degli ultimi secondi, mentre il selezionatore algerino Petković ha parlato di «vittoria del calcio». Lo stesso Mahrez, intervistato dopo la gara, ha ammesso un certo imbarazzo: «Sapevo che era una situazione scomoda, ma dovevo rispettare il gioco e provare a segnare». Le sue parole, lette a Teheran, sono suonate come una beffa ulteriore: l'Iran, che aveva sperato fino all'ultimo nel biscotto, si è visto sfuggire la qualificazione proprio per quel gol inatteso e per la reazione austriaca.

L'episodio ha riportato alla memoria il «Patto di Gijón» del 1982, quando Germania Ovest e Austria confezionarono un 1-0 che eliminò proprio l'Algeria. Oggi i ruoli si sono rovesciati, ma il meccanismo – un pareggio che accontenta tutti – resta lo stesso. L'Austria affronterà la Spagna a Los Angeles, mentre l'Algeria se la vedrà con la Svizzera a Vancouver: due incroci che, fino all'ultimo respiro di Kansas City, sembravano scritti in modo opposto.

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lunedì 29 giugno 2026

Algeria-Austria 3-3, il sospetto di un biscotto e l'ombra di Gijón

Il pareggio al 96' qualifica entrambe ed elimina l'Iran, scatenando accuse di combine e il ricordo della vergogna del 1982.

L'ultimo atto del Gruppo J si è consumato in un crescendo di sospetti e colpi di scena, con l'Austria e l'Algeria che hanno chiuso sul 3-3 un match a lungo sospeso tra calcolo e spettacolo. Il risultato ha spedito entrambe agli ottavi di finale – gli austriaci come secondi, i nordafricani tra le migliori terze – condannando l'Iran, vittorioso per 1-1 contro l'Egitto, a un'eliminazione che sa di beffa. A Kansas City, il punteggio si è mosso con regolarità fino al 2-2 (Arnautović al 28', Belghali al 45', Sabitzer al 55', Mahrez al 60'), poi la partita si è spenta in un possesso palla algerino di oltre 700 passaggi, mentre l'Austria rinunciava a pressare, consapevole che il pari avrebbe garantito la qualificazione a entrambe.

La quiete è esplosa al 93', quando un filtrante ha colto di sorpresa la difesa austriaca e Mahrez ha firmato il 3-2. Un gol che, paradossalmente, danneggiava l'Algeria: la vittoria l'avrebbe proiettata al secondo posto e a un incrocio con la Spagna, eliminando l'Austria e regalando il passaggio all'Iran. Le immagini dei tifosi algerini ammutoliti, e poi in festa tre minuti dopo per il colpo di testa di Kalajdzic che ha fissato il 3-3 definitivo, hanno fatto il giro del mondo. La sequenza ha alimentato il sospetto di un'intesa tacita, con i social invasi da appelli alla FIFA perché indaghi.

Dall'Europa e dal Nord Africa sono arrivate smentite nette. Il tecnico austriaco Rangnick ha definito «follia» l'idea di un accordo, citando la drammaticità degli ultimi secondi, mentre il selezionatore algerino Petković ha parlato di «vittoria del calcio». Lo stesso Mahrez, intervistato dopo la gara, ha ammesso un certo imbarazzo: «Sapevo che era una situazione scomoda, ma dovevo rispettare il gioco e provare a segnare». Le sue parole, lette a Teheran, sono suonate come una beffa ulteriore: l'Iran, che aveva sperato fino all'ultimo nel biscotto, si è visto sfuggire la qualificazione proprio per quel gol inatteso e per la reazione austriaca.

L'episodio ha riportato alla memoria il «Patto di Gijón» del 1982, quando Germania Ovest e Austria confezionarono un 1-0 che eliminò proprio l'Algeria. Oggi i ruoli si sono rovesciati, ma il meccanismo – un pareggio che accontenta tutti – resta lo stesso. L'Austria affronterà la Spagna a Los Angeles, mentre l'Algeria se la vedrà con la Svizzera a Vancouver: due incroci che, fino all'ultimo respiro di Kansas City, sembravano scritti in modo opposto.

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