
Alonso svela il futuro: «Barcellona potrebbe essere la mia ultima gara in F1»
Il due volte campione del mondo, a quasi 45 anni, lega il proprio addio alla rotazione biennale del Circuit de Catalunya, rinviando ogni decisione definitiva alla pausa estiva.
È stato un giovedì di commozione e di calcoli a lunga scadenza, quello che ha accompagnato Fernando Alonso nella conferenza stampa del Gran Premio di Spagna. Davanti ai cronisti accreditati a Barcellona, il pilota asturiano ha lasciato cadere una frase destinata a rimbalzare nei box e tra gli appassionati: «Probabilmente sarà la mia ultima corsa a Barcellona in Formula 1». Parole che, pur non annunciando un ritiro imminente, hanno aperto uno squarcio sul futuro di uno dei piloti più amati e longevi della storia recente del Circus.
La ragione di questa malinconica premonizione è scritta nei nuovi accordi commerciali che ridisegnano la geografia della Formula 1: a partire dal 2027, il tracciato catalano entrerà in rotazione biennale con Spa-Francorchamps. Ciò significa che dopo l’appuntamento di domenica, la F1 tornerà a Montmeló soltanto nel 2028. Alonso, che compirà 45 anni il mese prossimo, ha aggiunto con un sorriso amaro: «L’anno prossimo Barcellona non sarà in calendario. Non ho ancora deciso se continuerò, lo farò dopo la pausa estiva, ma è difficile immaginarmi qui nel 2028». La stampa spagnola ha subito interpretato le sue esitazioni come il prologo di un addio, mentre gli osservatori britannici sottolineano come la pausa forzata renda altamente improbabile un suo ritorno su questa pista.
La stagione in corso non ha aiutato a dissipare i dubbi. Nonostante la straordinaria longevità agonistica e due titoli mondiali conquistati con Renault, Alonso sta vivendo un 2025 di sofferenza al volante dell’Aston Martin, tradito da una monoposto poco competitiva. I commentatori mediorientali, da sempre attenti al campione spagnolo, evidenziano come la frustrazione per una vettura che raramente lotta per il podio possa accelerare la riflessione sul ritiro. Eppure, nel paddock e tra i tifosi italiani – che lo ricordano con affetto per gli anni in Ferrari, spesso a un passo dal titolo – resta la speranza di vederlo ancora protagonista, magari su altri circuiti più congeniali alla sua classe.
L’addio a Barcellona, se davvero sarà tale, rappresenterebbe un punto di svolta non solo per la Spagna motoristica, ma per l’intero movimento europeo della Formula 1. La progressiva espansione extraeuropea del calendario e l’introduzione di rotazioni tra circuiti storici ridisegnano il rapporto tra piloti, pubblico e luoghi simbolo. Alonso, con il suo carisma e la sua capacità di reinventarsi, incarna forse l’ultima generazione di campioni capace di legarsi indissolubilmente a un Gran Premio. Il weekend catalano si preannuncia così carico di emozione e di metafore: un uomo, una pista, un futuro tutto da scrivere.
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