
Anmat vieta creme Átomo e sciroppo Zetrotrax dopo furto in stabilimento
L'agenzia regolatoria argentina ha bloccato la circolazione di lotti specifici di cui non può garantire sicurezza e conservazione, a seguito di un furto in una pianta farmaceutica.
Con due disposizioni pubblicate sul Bollettino Ufficiale giovedì 6 agosto, l'Anmat, l'agenzia argentina che vigila su farmaci e tecnologia medica, ha proibito l'uso, la commercializzazione e la distribuzione di due lotti di creme antiinfiammatorie Átomo Desinflamante e di tre lotti dello sciroppo Zetrotrax. La decisione scaturisce dal furto di oltre novemila unità di prodotto finito e di migliaia di flaconi non ancora confezionati, avvenuto nella pianta di Haedo della Dalban Pharma, società che svolge per conto terzi attività di preparazione e condizionamento. Non potendo verificare le condizioni di conservazione dei beni sottratti, l'agenzia ha ritenuto impossibile accertarne la sicurezza, la qualità e l'integrità, e ha quindi disposto il blocco per tutelare i consumatori.
I lotti colpiti sono, per Átomo Desinflamante Forte (crema da 100 grammi, lotto 00023, scadenza maggio 2028) e per Átomo Desinflamante Clásico (crema da 110 grammi, lotto 00214, stessa scadenza), rispettivamente 5.740 e 3.360 unità rubate; per Zetrotrax, sciroppo da 240 millilitri, si tratta dei lotti EAIB6, EAIB7 ed EAIB8, con 2.314, 1.706 e 2.340 confezioni sottratte rispettivamente. Le aziende titolari, Gramon Millet per le creme e Laboratorios Dalban per lo sciroppo, hanno precisato che i prodotti rubati non avevano avuto alcuna commercializzazione precedente e che i rimanenti sono stati avviati alla distruzione. L'Anmat ha inoltre trasmesso la documentazione alla Direzione nazionale di gestione e controllo normativo, competente per la tutela del consumatore.
La misura non riguarda l'intera linea Átomo né altri lotti di Zetrotrax, ma solo quelli identificati. L'agenzia ha invitato i cittadini a verificare il numero di lotto stampato sulle confezioni e a non utilizzare o acquistare i prodotti interessati, la cui provenienza è ignota. La vicenda illustra come i furti negli stabilimenti farmaceutici possano generare rischi sanitari concreti, spingendo le autorità a interventi cautelativi anche in assenza di segnalazioni di danni.
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La salute pubblica viene prima di tutto: i prodotti a rischio devono essere ritirati.
La tecnica è quella di presentare le decisioni come ovvie e necessarie, evitando dettagli che possano sollevare dubbi sulla loro giustificazione.
Attenzione: i farmaci contraffatti sono un pericolo serio per la salute pubblica.
L'allerta viene amplificata per creare un senso di urgenza e responsabilità, enfatizzando la gravità del rischio senza entrare nel contesto normativo più ampio.
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