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Economia e Mercatimartedì 23 giugno 2026

Argentina, Pil in crescita del 2,3% ma l’economia corre a due velocità

Export e agro trainano il primo trimestre 2026 oltre le attese, mentre industria e investimenti cedono e gli indicatori sociali si deteriorano.

Il prodotto interno lordo argentino è cresciuto del 2,3% tendenziale nel primo trimestre del 2026, con un avanzamento dello 0,7% destagionalizzato sul trimestre precedente. Il dato, diffuso dall’istituto nazionale di statistica Indec, ha superato le stime degli analisti che si attestavano attorno all’1,7%. La fotografia trimestrale rivela però un’espansione disomogenea: le esportazioni sono balzate del 9,8% su base annua e i consumi privati del 2,7%, mentre la formazione lorda di capitale fisso è crollata dell’11,6% e la produzione manifatturiera ha segnato un -1,7%, sottraendo tre decimi di punto alla crescita complessiva.

Sul lato dell’offerta, i settori primari hanno dominato la scena: pesca (+27,5%), agricoltura e allevamento (+18,1%) ed estrazione mineraria (+12,3%), quest’ultima sostenuta dal litio e dagli idrocarburi di Vaca Muerta. Anche l’intermediazione finanziaria (+7,5%) e i servizi legati al turismo e alla ristorazione (+2,8%) hanno contribuito, sebbene in quest’ultimo caso l’Indec precisi che la spinta proviene in larga misura dall’occupazione informale. Sul fronte opposto, oltre alla manifattura, hanno ceduto il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-0,3%) e l’amministrazione pubblica (-1,4%), riflesso del piano di austerità avviato alla fine del 2023. Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha celebrato sui social un «nuovo record storico» del Pil e dei consumi privati, sottolineando che dodici dei sedici comparti hanno registrato espansione.

Gli osservatori economici latinoamericani mettono tuttavia in guardia contro una lettura uniforme del dato. Il consumo privato, spiegano analisti di Buenos Aires, è stato gonfiato dall’aumento delle importazioni di beni finali e automobili e dalle spese dei residenti all’estero, dinamiche che non necessariamente si traducono in un miglioramento del tenore di vita interno. Il potere d’acquisto delle famiglie resta sotto pressione: i salari sono cresciuti dell’11% nei primi mesi dell’anno, restando indietro rispetto a un’inflazione vicina al 12%, e la morosità bancaria delle famiglie è schizzata dal 3,7% di aprile 2025 al 12,1% di un anno dopo. Il tasso di disoccupazione si attesta al 7,8%, oltre due punti sopra il livello registrato all’inizio della presidenza Milei, mentre l’informalità lavorativa ha raggiunto il 44% e la sottoccupazione è salita di 1,1 punti.

Per l’Italia e l’Europa, il caso argentino offre un banco di prova di una stabilizzazione macroeconomica ottenuta con un drastico risanamento fiscale che ha domato l’inflazione a tre cifre, ma che convive con una crescente divaricazione tra i settori esportatori ad alta produttività e il tessuto industriale e commerciale rivolto al mercato interno. Gli investimenti in macchinari e attrezzature di produzione nazionale sono calati rispettivamente dell’11,5% e del 26,4%, segnalando una capacità produttiva che fatica a rinnovarsi. La prossima pubblicazione dell’indicatore mensile di attività (EMAE) e le rilevazioni della banca centrale sulle aspettative di crescita – che per l’intero 2026 si collocano al 2,9% – saranno i riferimenti per valutare se il ciclo espansivo riuscirà a coinvolgere anche i comparti finora rimasti indietro.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
2 blocchi · posizioni da 0.00 a 0.00
CriticoFavorevole
LATATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Le testate dei blocchi latinoamericano e atlantico non hanno pubblicato la notizia sulla crescita del PIL argentino nei materiali forniti.
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Nessuna voce presente nei materiali.

Meccanismoassenza di copertura

Non è possibile identificare una tecnica retorica perché il blocco non ha coperto la notizia.

Omissione

Mancano completamente articoli sul PIL argentino, quindi non si può determinare cosa venga omesso.

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martedì 23 giugno 2026

Argentina, Pil in crescita del 2,3% ma l’economia corre a due velocità

Export e agro trainano il primo trimestre 2026 oltre le attese, mentre industria e investimenti cedono e gli indicatori sociali si deteriorano.

Il prodotto interno lordo argentino è cresciuto del 2,3% tendenziale nel primo trimestre del 2026, con un avanzamento dello 0,7% destagionalizzato sul trimestre precedente. Il dato, diffuso dall’istituto nazionale di statistica Indec, ha superato le stime degli analisti che si attestavano attorno all’1,7%. La fotografia trimestrale rivela però un’espansione disomogenea: le esportazioni sono balzate del 9,8% su base annua e i consumi privati del 2,7%, mentre la formazione lorda di capitale fisso è crollata dell’11,6% e la produzione manifatturiera ha segnato un -1,7%, sottraendo tre decimi di punto alla crescita complessiva.

Sul lato dell’offerta, i settori primari hanno dominato la scena: pesca (+27,5%), agricoltura e allevamento (+18,1%) ed estrazione mineraria (+12,3%), quest’ultima sostenuta dal litio e dagli idrocarburi di Vaca Muerta. Anche l’intermediazione finanziaria (+7,5%) e i servizi legati al turismo e alla ristorazione (+2,8%) hanno contribuito, sebbene in quest’ultimo caso l’Indec precisi che la spinta proviene in larga misura dall’occupazione informale. Sul fronte opposto, oltre alla manifattura, hanno ceduto il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-0,3%) e l’amministrazione pubblica (-1,4%), riflesso del piano di austerità avviato alla fine del 2023. Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha celebrato sui social un «nuovo record storico» del Pil e dei consumi privati, sottolineando che dodici dei sedici comparti hanno registrato espansione.

Gli osservatori economici latinoamericani mettono tuttavia in guardia contro una lettura uniforme del dato. Il consumo privato, spiegano analisti di Buenos Aires, è stato gonfiato dall’aumento delle importazioni di beni finali e automobili e dalle spese dei residenti all’estero, dinamiche che non necessariamente si traducono in un miglioramento del tenore di vita interno. Il potere d’acquisto delle famiglie resta sotto pressione: i salari sono cresciuti dell’11% nei primi mesi dell’anno, restando indietro rispetto a un’inflazione vicina al 12%, e la morosità bancaria delle famiglie è schizzata dal 3,7% di aprile 2025 al 12,1% di un anno dopo. Il tasso di disoccupazione si attesta al 7,8%, oltre due punti sopra il livello registrato all’inizio della presidenza Milei, mentre l’informalità lavorativa ha raggiunto il 44% e la sottoccupazione è salita di 1,1 punti.

Per l’Italia e l’Europa, il caso argentino offre un banco di prova di una stabilizzazione macroeconomica ottenuta con un drastico risanamento fiscale che ha domato l’inflazione a tre cifre, ma che convive con una crescente divaricazione tra i settori esportatori ad alta produttività e il tessuto industriale e commerciale rivolto al mercato interno. Gli investimenti in macchinari e attrezzature di produzione nazionale sono calati rispettivamente dell’11,5% e del 26,4%, segnalando una capacità produttiva che fatica a rinnovarsi. La prossima pubblicazione dell’indicatore mensile di attività (EMAE) e le rilevazioni della banca centrale sulle aspettative di crescita – che per l’intero 2026 si collocano al 2,9% – saranno i riferimenti per valutare se il ciclo espansivo riuscirà a coinvolgere anche i comparti finora rimasti indietro.

Divergenza — chi la racconta come
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Divergenza tra blocchi di stampa
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Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Le testate dei blocchi latinoamericano e atlantico non hanno pubblicato la notizia sulla crescita del PIL argentino nei materiali forniti.
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Non è possibile identificare una tecnica retorica perché il blocco non ha coperto la notizia.

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Non è possibile identificare una tecnica retorica perché il blocco non ha coperto la notizia.

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