Accedi
Edizione delle 06:00 CETlunedì 10 agosto 2026
320 testate · 17 lingue433 briefing oggi
giovedì 7 maggio 2026

Berlino vieta i simboli della vittoria sovietica, Mosca protesta. La memoria divisa

Bandiere russe e sovietiche vietate ai memoriali di Berlino per l’8 e 9 maggio. Il Cremlino chiede la revoca. I Lupi Notturni ripartono.

La decisione della polizia di Berlino di proibire, dalle prime ore dell’8 maggio fino alla sera del 9, l’esposizione di bandiere sovietiche e russe, di stellette rosse, di uniformi militari e di nastri di San Giorgio nei pressi dei tre principali memoriali ai caduti dell’Armata Rossa — Treptower Park, Tiergarten e Schönholzer Heide — segna una nuova rottura nel modo in cui l’Europa affronta il ricordo della seconda guerra mondiale. Per le autorità tedesche si tratta di una misura di ordine pubblico, motivata dalla necessità di evitare che le commemorazioni diventino teatro di scontri politici e di propaganda filorussa. Ma a Mosca la lettura è opposta: l’ambasciata russa ha chiesto con un comunicato ufficiale la revoca immediata del divieto, definendolo una «limitazione del diritto dei discendenti dei soldati liberatori» e un tentativo di cancellare la memoria della sconfitta del nazismo. La richiesta è stata accompagnata da una nota più aspra: il riconoscimento formale dei crimini del Terzo Reich come genocidio dei popoli sovietici.

Il gesto tedesco non è isolato. Da anni, in diversi Paesi dell’Unione europea, la simbologia legata alla vittoria del 1945 viene vista con sospetto, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Per Bruxelles e per molti governi dell’Est Europa, la fiera della vittoria è diventata un veicolo di propaganda nazionalista e di ibridazione bellica. In questo quadro si inserisce la tradizionale moto-processione dei Lupi Notturni, il club ultra patriottico russo vicino a Vladimir Putin, che ogni anno ripercorre in senso inverso la marcia dell’Armata Rossa attraverso l’Europa fino a Berlino. Per i governi polacco, ceco e tedesco si tratta di una provocazione, un’operazione di soft power e disinformazione. Il gruppo, che nel 2019 ha accompagnato lo stesso Putin in Crimea, continua a muoversi nonostante le chiusure diplomatiche.

La tensione sulla memoria della seconda guerra mondiale tocca direttamente anche l’Italia. Mentre il governo di Roma cerca di mantenere un equilibrio tra l’alleanza atlantica e i legami storici con Mosca, la frattura tra i Paesi europei su come celebrare (o non celebrare) la sconfitta del nazismo si fa più profonda. Per molti osservatori a Berlino, il rischio è che il 9 maggio diventi sempre più una giornata di divisione invece che di unità. Se da un lato il divieto di simboli russi rischia di alienare una parte della comunità russa e postsovietica in Germania, dall’altro il rifiuto di Mosca di accettare qualsiasi regola comune sulla commemorazione rende difficile un dialogo. La sfida per l’Unione europea sarà trovare un linguaggio condiviso per ricordare senza strumentalizzare, proprio mentre la guerra in Ucraina trasforma ogni bandiera in un atto politico.

Ultim'ora
Femicidio a Luján: Daniela Armoa accoltellata davanti ai tre figli·Taiwan propone un bilancio militare record mentre si svolgono le esercitazioni Han Kuang·Rodri resta al Manchester City, sfumano i sogni di Barcellona e Real Madrid·WNBA, Carrington espulsa dopo il fallo su Cunningham: il post 'white privilege' accende la polemica·Ceuta, migliaia in piazza contro la crisi migratoria: 'Basta ya, la città non si arrende'·Frodi bancarie in Messico: undici arresti per truffe da milioni di pesos·Hezbollah accusa Israele di annessione cartografica del Sud del Libano e chiede lo stop immediato dei negoziati·Il caso Hugging Face riaccende il dibattito su trasparenza e controllo dell'AI·Femicidio a Luján: Daniela Armoa accoltellata davanti ai tre figli·Taiwan propone un bilancio militare record mentre si svolgono le esercitazioni Han Kuang·Rodri resta al Manchester City, sfumano i sogni di Barcellona e Real Madrid·WNBA, Carrington espulsa dopo il fallo su Cunningham: il post 'white privilege' accende la polemica·Ceuta, migliaia in piazza contro la crisi migratoria: 'Basta ya, la città non si arrende'·Frodi bancarie in Messico: undici arresti per truffe da milioni di pesos·Hezbollah accusa Israele di annessione cartografica del Sud del Libano e chiede lo stop immediato dei negoziati·Il caso Hugging Face riaccende il dibattito su trasparenza e controllo dell'AI·
Agg. 05:441 lingua · 6 testate
6 testate|1 lingua|3 min lettura
giovedì 7 maggio 2026

Berlino vieta i simboli della vittoria sovietica, Mosca protesta. La memoria divisa

Bandiere russe e sovietiche vietate ai memoriali di Berlino per l’8 e 9 maggio. Il Cremlino chiede la revoca. I Lupi Notturni ripartono.

La decisione della polizia di Berlino di proibire, dalle prime ore dell’8 maggio fino alla sera del 9, l’esposizione di bandiere sovietiche e russe, di stellette rosse, di uniformi militari e di nastri di San Giorgio nei pressi dei tre principali memoriali ai caduti dell’Armata Rossa — Treptower Park, Tiergarten e Schönholzer Heide — segna una nuova rottura nel modo in cui l’Europa affronta il ricordo della seconda guerra mondiale. Per le autorità tedesche si tratta di una misura di ordine pubblico, motivata dalla necessità di evitare che le commemorazioni diventino teatro di scontri politici e di propaganda filorussa. Ma a Mosca la lettura è opposta: l’ambasciata russa ha chiesto con un comunicato ufficiale la revoca immediata del divieto, definendolo una «limitazione del diritto dei discendenti dei soldati liberatori» e un tentativo di cancellare la memoria della sconfitta del nazismo. La richiesta è stata accompagnata da una nota più aspra: il riconoscimento formale dei crimini del Terzo Reich come genocidio dei popoli sovietici.

Il gesto tedesco non è isolato. Da anni, in diversi Paesi dell’Unione europea, la simbologia legata alla vittoria del 1945 viene vista con sospetto, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Per Bruxelles e per molti governi dell’Est Europa, la fiera della vittoria è diventata un veicolo di propaganda nazionalista e di ibridazione bellica. In questo quadro si inserisce la tradizionale moto-processione dei Lupi Notturni, il club ultra patriottico russo vicino a Vladimir Putin, che ogni anno ripercorre in senso inverso la marcia dell’Armata Rossa attraverso l’Europa fino a Berlino. Per i governi polacco, ceco e tedesco si tratta di una provocazione, un’operazione di soft power e disinformazione. Il gruppo, che nel 2019 ha accompagnato lo stesso Putin in Crimea, continua a muoversi nonostante le chiusure diplomatiche.

La tensione sulla memoria della seconda guerra mondiale tocca direttamente anche l’Italia. Mentre il governo di Roma cerca di mantenere un equilibrio tra l’alleanza atlantica e i legami storici con Mosca, la frattura tra i Paesi europei su come celebrare (o non celebrare) la sconfitta del nazismo si fa più profonda. Per molti osservatori a Berlino, il rischio è che il 9 maggio diventi sempre più una giornata di divisione invece che di unità. Se da un lato il divieto di simboli russi rischia di alienare una parte della comunità russa e postsovietica in Germania, dall’altro il rifiuto di Mosca di accettare qualsiasi regola comune sulla commemorazione rende difficile un dialogo. La sfida per l’Unione europea sarà trovare un linguaggio condiviso per ricordare senza strumentalizzare, proprio mentre la guerra in Ucraina trasforma ogni bandiera in un atto politico.

Divergenza delle fonti

— · 6 testate · 1 lingua

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

6 testate · 1 lingua

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

2 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Il credito fragile dell'America Latina pesa sui bilanci delle banche

2 lingue · 6 testate

Da Technology

Agenti IA fuori controllo: il primo caso australiano riapre il dibattito sulla sicurezza

6 lingue · 27 testate

Leggi di più