
Svezia, la lista per il Mondiale 2026: attacco da sogno con Isak e Gyökeres, escluso il talento Bardghji
Graham Potter annuncia i 26 convocati per la Copa del Mondo: il gruppo F con Olanda, Tunisia e Giappone attende il ritorno scandinavo dopo otto anni.
A trenta giorni esatti dal calcio d’inizio del Mondiale 2026, la Svezia ha rotto gli indugi, diventando la seconda nazionale – dopo la Bosnia – a ufficializzare la lista definitiva dei ventisei convocati. Il tecnico inglese Graham Potter, chiamato a guidare il ritorno scandinavo in una Coppa del Mondo dopo l’assenza in Qatar 2022, ha puntato su un trio offensivo di caratura internazionale: Alexander Isak, goleador del Liverpool, e Viktor Gyökeres, centravanti dell’Arsenal, affiancati da Anthony Elanga del Newcastle. Un attacco che, secondo gli osservatori del calcio europeo, rappresenta il principale fattore di imprevedibilità di una squadra inserita nel Gruppo F con Olanda, Tunisia e Giappone. La qualificazione è arrivata attraverso i play‑off contro la Polonia, un successo sofferto che ha restituito alla scena mondiale un calcio svedese storicamente solido ma spesso privo di fuoriclasse.
La sorpresa più discussa è l’esclusione di Roony Bardghji, diciottenne talento legato al Barcellona e considerato una delle promesse più brillanti del calcio nordico. Dalla prospettiva di Stoccolma, la scelta di Potter è dettata dalla volontà di privilegiare l’esperienza in un girone che non perdona: Victor Lindelöf e Lucas Bergvall garantiscono solidità difensiva, mentre il reparto avanzato già formato lascia poco spazio a un esperimento. Gli analisti di Bruxelles, attenti alle dinamiche del calcio continentale, vedono in questa decisione un segnale della maturità tattica del commissario tecnico, che preferisce non rischiare su un giovane ancora lontano dal salto definitivo in nazionale maggiore.
Per l’Italia, reduce da due Mondiali consecutivi mancati, il ritorno della Svezia rappresenta una lezione amara: la federazione scandinava, con una base demografica ridotta, ha saputo costruire un progetto tecnico che oggi schiera due dei migliori attaccanti della Premier League. La sfida con l’Olanda, in particolare, sarà il banco di prova decisivo per misurare le ambizioni svedesi. Il torneo, allargato a quarantotto squadre e ospitato tra Stati Uniti, Messico e Canada, offre alla Svezia l’opportunità di recitare il ruolo di sorpresa, a patto che il reparto offensivo mantenga le promesse. L’assenza di Bardghji resta un azzardo, ma Potter ha dimostrato di saper leggere le partite: il suo cammino nordamericano potrebbe riscrivere la narrativa di un calcio che, fuori dai riflettori, cresce con intelligenza.
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