
Brasile atterra negli USA, Ancelotti: «Nessun favorito». Neymar punta al quarto Mondiale
La Seleção sbarca a Newark tra riti scaramantici e misure di sicurezza serrate. Il ct italiano frena sul recupero di Neymar, mentre il Brasile cerca di spezzare un digiuno iridato di 24 anni.
Sotto un arcobaleno beneaugurante e un doppio “battesimo” dell’aereo — con archi d’acqua spruzzati dai vigili del fuoco sia a Rio de Janeiro sia all’arrivo — la nazionale brasiliana ha toccato il suolo statunitense all’aeroporto di Newark, nel New Jersey. “La città è nostra”, recitava un video diffuso sui social, mentre le strade si tingevano già di verdeoro. Un’accoglienza che mescola folklore e tensione pre-mondiale, seguita con attenzione tanto dalla stampa brasiliana quanto dai media nordamericani.
In conferenza stampa, Carlo Ancelotti ha voluto smorzare i toni trionfalistici: «Non c’è un favorito, ci sono squadre molto forti. Il Brasile competerà con tutte alla pari», ha dichiarato il tecnico italiano, il primo straniero a guidare la Seleção in un Mondiale. Parole pronunciate con la calma che gli è propria, mentre la Canarinha si lasciava alle spalle un roboante 6-2 inflitto al Panama nell’ultimo test pre-partenza. Sul tormentato recupero di Neymar, il ct non ha mostrato fretta: «Sta progredendo bene», ha assicurato, rinviando però il ritorno in campo dell’attaccante – alle prese con l’ennesimo infortunio – direttamente all’esordio contro il Marocco del 13 giugno al MetLife Stadium.
Per il fuoriclasse del Psg sarà il quarto Mondiale, probabilmente l’ultimo con l’ambizione di incidere dopo anni segnati dagli infortuni. Salterà le amichevoli contro Haiti e l’Egitto (quest’ultimo il 6 giugno a Cleveland), ma Ancelotti ha confermato che sarà della partita quando conterà davvero. Intanto, nel quartier generale di Newark, l’attenzione è già massima: il primo allenamento si è svolto a poche ore dall’atterraggio, nel centro sportivo del New York Red Bulls a Columbia Park, con un imponente schieramento di sicurezza che ha tenuto lontani i tifosi.
L’arrivo negli Stati Uniti riaccende i riflettori su una squadra che cerca di ritrovare l’identità smarrita in qualificazioni sudamericane tra le più sofferte della sua storia, chiusa addirittura al quinto posto. La stampa spagnola sottolinea il paradosso di un Brasile che non vince il trofeo dal 2002 e che si affida proprio a un italiano per rompere l’incantesimo. Un paradosso che, per i lettori europei, aggiunge fascino a una spedizione già carica di aspettative, in un torneo che per la prima volta vedrà 48 squadre e che potrebbe consacrare Vinícius Jr., Gabriel Martinelli e i loro compagni – oppure prolungare una siccità che dura ormai da ventiquattro anni.
| Stampa latinoamericana | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.30 | critical |
La Seleção parte per gli Stati Uniti con fiducia. Ancelotti rassicura sulle condizioni di Neymar, che si sta riprendendo bene, e l'atmosfera è positiva. La tifoseria sogna il sesto titolo mondiale, seguendo ogni dettaglio del viaggio e degli allenamenti.
La nazionale brasiliana cerca fortuna con un rito scaramantico: l'aereo viene 'battezzato' con getti d'acqua prima della partenza per gli Stati Uniti. Dopo 24 anni senza titoli, il Brasile non è più favorito e si aggrappa a ogni possibile segno di buon auspicio.
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