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Società e Culturalunedì 15 giugno 2026

Brasile, debutta il Sisu+: 9.436 posti per colmare i vuoti nelle università pubbliche

Mentre India e Bangladesh ampliano il sostegno agli studenti meritevoli, il nuovo meccanismo brasiliano punta a ridurre le selezioni frammentate e a riempire i corsi rimasti scoperti.

A partire da lunedì 15 giugno, il Ministero dell’Istruzione brasiliano ha aperto le iscrizioni al Sisu+, una fase complementare inedita del Sistema di Selezione Unificata che mette a disposizione 9.436 posti in 532 corsi di laurea presso 34 atenei e istituti federali. Possono partecipare soltanto i candidati che hanno già concorso al Sisu regolare del 2026 e che hanno sostenuto almeno una delle ultime tre edizioni dell’Esame Nazionale di Scuola Media Superiore (Enem), con una nota superiore a zero nella prova di scrittura. L’iniziativa, regolamentata da un editto pubblicato a fine maggio, nasce con l’obiettivo dichiarato di assorbire le cattedre rimaste vuote dopo le chiamate ordinarie e di ridurre la proliferazione di selezioni interne gestite autonomamente dagli atenei, semplificando l’accesso all’istruzione superiore pubblica.

La spinta a ottimizzare l’occupazione dei banchi universitari si inserisce in un pacchetto di riforme che tocca anche la Legge sulle Quote e il finanziamento studentesco. In parallelo, il Fondo per il Finanziamento Studentesco (Fies) ha chiuso proprio il 15 giugno il termine per l’adesione delle istituzioni private al secondo semestre, mentre l’Esame Nazionale di Valutazione della Formazione Medica (Enamed) ha aperto le iscrizioni per i futuri medici fino al 29 giugno. Non tutti i corsi, però, beneficiano del Sisu+: discipline ad altissima domanda come Medicina, Odontoiatria, Psicologia e Biomedicina non figurano tra le opzioni, a conferma di una saturazione che rende superflua qualsiasi coda di assegnazione. La distribuzione geografica delle opportunità è disomogenea: la Paraíba guida l’offerta con 1.776 posti, mentre il Piauí ne conta appena 21, e tredici Stati complessivamente partecipano alla tornata.

Oltre Atlantico, il tema della selezione meritocratica e del sostegno agli studenti svantaggiati anima anche altre latitudini. In India, la Commissione per il Servizio Pubblico (UPSC) ha pubblicato i risultati degli esami preliminari per i servizi civili: 13.343 candidati su oltre un milione di aspiranti sono stati ammessi alla prova principale, in lieve calo rispetto all’anno precedente, per 1.016 posti vacanti nei ruoli diplomatici, amministrativi e di polizia. In Bangladesh, il governo ha prorogato di undici giorni – fino al 25 giugno 2026 – il termine per le domande di borsa di studio destinate agli studenti del primo anno dei corsi di laurea triennale e dei diplomi religiosi, riservate a famiglie economicamente fragili. Entrambi i movimenti, pur nella diversità dei contesti, segnalano una tensione comune: incanalare il talento verso l’istruzione superiore e il pubblico impiego senza disperdere risorse.

Il nesso tra formazione e lavoro emerge con forza dai dati sull’occupazione in Brasile. Lo Stato del Paraná ha aperto la settimana con oltre 20 mila posti di lavoro con contratto regolare, concentrati nella produzione alimentare e nei servizi, mentre il Governo di Rondônia ha nominato più di mille docenti di scuola secondaria, selezionati tramite un concorso che aveva attirato 128 mila candidati. Queste cifre ricordano che la partita dell’istruzione si gioca anche sul terreno della domanda di competenze. Se il Sisu+ rappresenta un tentativo di ingegneria amministrativa per non lasciare indietro nemmeno un banco, resta da verificare se il modello potrà ispirare riforme analoghe in Europa, dove il dibattito sull’efficienza dei sistemi di accesso all’università e sul riempimento dei posti vacanti – specie nelle discipline scientifiche – è tutt’altro che sopito. Per ora, Brasilia scommette su un meccanismo che, nelle intenzioni, trasforma le cattedre vuote in una seconda chance per migliaia di giovani.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
2 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.30
CriticoFavorevole
LATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana+0.30aligned
Stampa indiana e sudasiatica0.00neutral
Stampa latinoamericana+0.30

Il Brasile lancia il Sisu+, una fase complementare per riempire i posti rimasti nelle università pubbliche, offrendo oltre 9.000 opportunità. L'iniziativa, insieme agli aggiornamenti su Fies ed Enamed, punta ad ampliare l'accesso all'istruzione superiore e alle carriere pubbliche, dando una seconda chance a chi ha già sostenuto l'Enem. Il Ministero dell'Educazione presenta il pacchetto come un passo pragmatico verso una maggiore inclusione.

PragmatismoTrionfo
Stampa indiana e sudasiatica0.00

In India, l'UPSC ha annunciato che 13.343 candidati hanno superato l'esame preliminare per i servizi civili, un numero leggermente inferiore all'anno scorso, per oltre mille posti vacanti. In Bangladesh, è stata prorogata la scadenza per le borse di studio del Prime Minister's Education Assistance Trust destinate a studenti universitari economicamente svantaggiati. Entrambe le notizie riflettono una gestione amministrativa ordinaria dell'accesso all'istruzione e all'impiego pubblico, senza toni trionfalistici.

DistaccoPragmatismo
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lunedì 15 giugno 2026

Brasile, debutta il Sisu+: 9.436 posti per colmare i vuoti nelle università pubbliche

Mentre India e Bangladesh ampliano il sostegno agli studenti meritevoli, il nuovo meccanismo brasiliano punta a ridurre le selezioni frammentate e a riempire i corsi rimasti scoperti.

A partire da lunedì 15 giugno, il Ministero dell’Istruzione brasiliano ha aperto le iscrizioni al Sisu+, una fase complementare inedita del Sistema di Selezione Unificata che mette a disposizione 9.436 posti in 532 corsi di laurea presso 34 atenei e istituti federali. Possono partecipare soltanto i candidati che hanno già concorso al Sisu regolare del 2026 e che hanno sostenuto almeno una delle ultime tre edizioni dell’Esame Nazionale di Scuola Media Superiore (Enem), con una nota superiore a zero nella prova di scrittura. L’iniziativa, regolamentata da un editto pubblicato a fine maggio, nasce con l’obiettivo dichiarato di assorbire le cattedre rimaste vuote dopo le chiamate ordinarie e di ridurre la proliferazione di selezioni interne gestite autonomamente dagli atenei, semplificando l’accesso all’istruzione superiore pubblica.

La spinta a ottimizzare l’occupazione dei banchi universitari si inserisce in un pacchetto di riforme che tocca anche la Legge sulle Quote e il finanziamento studentesco. In parallelo, il Fondo per il Finanziamento Studentesco (Fies) ha chiuso proprio il 15 giugno il termine per l’adesione delle istituzioni private al secondo semestre, mentre l’Esame Nazionale di Valutazione della Formazione Medica (Enamed) ha aperto le iscrizioni per i futuri medici fino al 29 giugno. Non tutti i corsi, però, beneficiano del Sisu+: discipline ad altissima domanda come Medicina, Odontoiatria, Psicologia e Biomedicina non figurano tra le opzioni, a conferma di una saturazione che rende superflua qualsiasi coda di assegnazione. La distribuzione geografica delle opportunità è disomogenea: la Paraíba guida l’offerta con 1.776 posti, mentre il Piauí ne conta appena 21, e tredici Stati complessivamente partecipano alla tornata.

Oltre Atlantico, il tema della selezione meritocratica e del sostegno agli studenti svantaggiati anima anche altre latitudini. In India, la Commissione per il Servizio Pubblico (UPSC) ha pubblicato i risultati degli esami preliminari per i servizi civili: 13.343 candidati su oltre un milione di aspiranti sono stati ammessi alla prova principale, in lieve calo rispetto all’anno precedente, per 1.016 posti vacanti nei ruoli diplomatici, amministrativi e di polizia. In Bangladesh, il governo ha prorogato di undici giorni – fino al 25 giugno 2026 – il termine per le domande di borsa di studio destinate agli studenti del primo anno dei corsi di laurea triennale e dei diplomi religiosi, riservate a famiglie economicamente fragili. Entrambi i movimenti, pur nella diversità dei contesti, segnalano una tensione comune: incanalare il talento verso l’istruzione superiore e il pubblico impiego senza disperdere risorse.

Il nesso tra formazione e lavoro emerge con forza dai dati sull’occupazione in Brasile. Lo Stato del Paraná ha aperto la settimana con oltre 20 mila posti di lavoro con contratto regolare, concentrati nella produzione alimentare e nei servizi, mentre il Governo di Rondônia ha nominato più di mille docenti di scuola secondaria, selezionati tramite un concorso che aveva attirato 128 mila candidati. Queste cifre ricordano che la partita dell’istruzione si gioca anche sul terreno della domanda di competenze. Se il Sisu+ rappresenta un tentativo di ingegneria amministrativa per non lasciare indietro nemmeno un banco, resta da verificare se il modello potrà ispirare riforme analoghe in Europa, dove il dibattito sull’efficienza dei sistemi di accesso all’università e sul riempimento dei posti vacanti – specie nelle discipline scientifiche – è tutt’altro che sopito. Per ora, Brasilia scommette su un meccanismo che, nelle intenzioni, trasforma le cattedre vuote in una seconda chance per migliaia di giovani.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
2 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.30
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Il Brasile lancia il Sisu+, una fase complementare per riempire i posti rimasti nelle università pubbliche, offrendo oltre 9.000 opportunità. L'iniziativa, insieme agli aggiornamenti su Fies ed Enamed, punta ad ampliare l'accesso all'istruzione superiore e alle carriere pubbliche, dando una seconda chance a chi ha già sostenuto l'Enem. Il Ministero dell'Educazione presenta il pacchetto come un passo pragmatico verso una maggiore inclusione.

PragmatismoTrionfo
Stampa indiana e sudasiatica0.00

In India, l'UPSC ha annunciato che 13.343 candidati hanno superato l'esame preliminare per i servizi civili, un numero leggermente inferiore all'anno scorso, per oltre mille posti vacanti. In Bangladesh, è stata prorogata la scadenza per le borse di studio del Prime Minister's Education Assistance Trust destinate a studenti universitari economicamente svantaggiati. Entrambe le notizie riflettono una gestione amministrativa ordinaria dell'accesso all'istruzione e all'impiego pubblico, senza toni trionfalistici.

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