
Brasile, otto indagati per un piano di attentati durante le elezioni del 2026
La polizia del Distretto Federale ha eseguito perquisizioni in cinque Stati contro un gruppo che, su Telegram, discuteva attacchi a edifici istituzionali a Brasilia.
La Polícia Civil do Distrito Federal ha avviato martedì 4 agosto l’operazione Rede Interrompida, che ha portato a otto perquisizioni in cinque Stati del Brasile – Santa Catarina, Paraná, São Paulo, Pernambuco e Rio Grande do Sul – contro altrettanti sospettati, di età compresa tra 19 e 31 anni, accusati di pianificare azioni violente a Brasilia durante il periodo elettorale di ottobre 2026. Secondo gli investigatori, i gruppi individuati sulla piattaforma Telegram condividevano mappe, piante architettoniche e modelli tridimensionali di edifici della capitale – tra cui il Palazzo presidenziale, il Parlamento, la Corte suprema e i ministeri – e discutevano l’invasione di questi obiettivi, la selezione di bersagli, il reclutamento in altri Stati e la formazione tattica. Le comunicazioni monitorate contenevano anche manuali per la fabbricazione di esplosivi.
Il capo dell’intelligence della polizia di Brasilia, Maurílio Coelho, ha dichiarato che i sospettati non si identificavano né con la destra né con la sinistra, ma erano contrari «al sistema politico nel suo insieme» e miravano a una presunta «rivoluzione politica». L’indagine, nata da un rapporto tecnico del laboratorio Ciberlab del Ministero della Giustizia, ha escluso fino a questo momento il movente terroristico: i reati ipotizzati sono associazione a delinquere, incitamento al crimine, apologia di reato e violazioni della legge antirazzismo. La polizia ha precisato che la responsabilità individuale dipenderà dalla perizia sui materiali sequestrati, tra cui telefoni e computer, e che il fascicolo resta coperto dal segreto istruttorio.
Parallelamente, la polizia del Mato Grosso do Sul ha condotto un’altra operazione, denominata Lívia, contro lo stesso ecosistema digitale, dopo la morte di una ragazza di 13 anni che si è tolta la vita durante una diretta su Discord. Secondo il coordinatore del Ciberlab, Alessandro Barreto, la vittima era stata sottoposta a una serie di sfide – prima uccidere un animale, poi scrivere una lettera d’addio e infine uccidersi – e i sospettati avrebbero assistito e incoraggiato il gesto. Le due operazioni, ha aggiunto la polizia, condividono il filo conduttore dell’odio contro donne e ragazze: nei messaggi sequestrati emergono frasi misogine come «le donne non possono essere delegate, giudici o procuratrici perché combinano solo guai».
L’operazione ha portato alla decisione delle autorità del Distretto Federale di anticipare l’attivazione della Célula Integrada de Inteligência per il monitoraggio delle elezioni del 2026, che riunirà 22 organi federali e distrettuali fino alla conclusione del voto. Il Brasile si è dotato ad aprile di una legge che rafforza la responsabilità delle piattaforme digitali per i contenuti diffusi dagli utenti, e il segretario nazionale per i Diritti digitali, Victor Fernandes, ha chiesto all’Autorità nazionale per la protezione dei dati di verificare se Telegram abbia mancato all’obbligo di impedire la circolazione di materiale illecito. L’inchiesta prosegue sotto sigilo per accertare il grado di organizzazione del gruppo e l’eventuale esistenza di altre cellule.
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La polizia brasiliana ha scoperto una grave cospirazione: una cellula che reclutava tra gli stati, conservava manuali per bombe e mirava al cuore della democrazia. La minaccia è reale, imminente e stratificata ideologicamente.
Elenciando molteplici forme di estremismo (misoginia, neonazismo, retorica antisistema), la copertura costruisce una gerarchia di minacce che rende il gruppo più pericoloso e giustifica la portata dell'operazione di polizia.
La campagna di Lula va avanti, concentrata su sovranità e risorse. Le elezioni sono la vera storia – l'operazione di polizia è irrilevante per il percorso democratico che il Brasile sta seguendo.
Ignorando completamente le incursioni della polizia e dedicando invece tutta l'attenzione al lancio della campagna di Lula, la copertura implica che la minaccia estremista non sia abbastanza significativa da interrompere il normale ciclo politico.
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Le autorità brasiliane hanno agito contro un gruppo che discuteva di attacchi. I fatti sono semplici: otto sospetti, cinque stati, un'operazione di polizia.
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Le autorità brasiliane hanno perquisito otto uomini, ma l'assenza di armi e arresti suggerisce che il complotto fosse più chiacchiere che azione. Il livello di minaccia rimane incerto.
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