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lunedì 20 luglio 2026

Buenos Aires, scontri e arresti dopo la finale persa, ma l’Obelisco si tinge di “Gracias”

Al termine di Argentina-Spagna, la polizia ha disperso con gas e idranti i tifosi che lanciavano bottiglie: almeno 12 fermati. In migliaia però hanno reso omaggio alla squadra con una festa pacifica.

La notte di Buenos Aires ha restituito due volti della stessa passione. Poche ore dopo la sconfitta per 1-0 contro la Spagna nella finale del Mondiale 2026, migliaia di persone si sono radunate attorno all’Obelisco. Mentre una parte della folla ha trasformato il raduno in un omaggio corale alla Selección – con proiezioni di messaggi come “Gracias Scaloneta” e fuochi d’artificio – un’altra frangia ha ingaggiato scontri violenti con le forze dell’ordine. Secondo i media locali, tra cui Infobae, il bilancio provvisorio parla di almeno dodici arresti (quindici secondo altre fonti), sette agenti feriti e diversi tifosi contusi.

La dinamica degli scontri, ricostruita dalle testate argentine, colloca l’innesco intorno alle 23:45 ora locale. Alcuni sostenitori avrebbero scavalcato le barriere di sicurezza per salire sul monumento, scagliando poi bottiglie di vetro e oggetti contro la polizia. La reazione delle unità antisommossa è stata immediata: gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma per disperdere i gruppi più esagitati. Un video circolato in rete mostra un tifoso colpito alla testa da un agente, mentre un altro uomo sarebbe stato raggiunto da un calcio al volto sferrato da un passante. Le autorità hanno chiuso le principali arterie del centro per contenere la situazione.

Eppure, la cornice prevalente della serata è stata quella del ringraziamento. Come documentato da Todo Noticias e Diario Popular, la città si era fermata già nel pomeriggio: trasporti sospesi, negozi chiusi, strade deserte durante i novanta minuti. Al fischio finale, il silenzio si è sciolto in una mobilitazione che ha riempito l’Avenida 9 de Julio di bandiere, cori e striscioni. Sulla facciata dell’Obelisco sono state proiettate le immagini dei trionfi in Copa América e in Qatar, accompagnate dalla scritta “La hinchada más linda del mundo”. Il ct Lionel Scaloni, dal New Jersey, ha commentato: “Mi riempie d’orgoglio che la gente scenda in strada anche senza aver vinto. L’idea che conti solo la vittoria viene spazzata via”.

Sul piano politico, il presidente Javier Milei ha annunciato che il giorno scelto da giocatori e staff per festeggiare il cammino mondiale sarà dichiarato festa nazionale. Milei, che per scaramanzia non ha assistito alla finale al MetLife Stadium, ha scritto su X che la data sarà fissata “secondo la volontà dei calciatori e dello staff tecnico”. L’annuncio arriva mentre la nazionale si prepara a rientrare in Argentina. Resta da definire il calendario delle celebrazioni ufficiali, mentre il dispositivo di sicurezza attorno all’Obelisco – con circa mille agenti e un presidio medico – ha retto l’urto di una notte in cui il dolore sportivo ha saputo convivere con la riconoscenza.

Divergenza — chi la racconta come
44%Media
3 blocchi · posizioni da 0.00 a +0.20
CriticoFavorevole
SEALATIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa sud-est asiatica0.00neutral
Stampa latinoamericana+0.20neutral
Stampa indiana e sudasiatica+0.10neutral
Stampa sud-est asiatica0.00

Il Sud-est asiatico inquadra la finale come un evento sportivo globale, concentrandosi su dettagli tecnici e curiosità sui giocatori, come la religione di Lamine Yamal. Le notizie sono trattate con distacco, senza enfasi emotiva o politica.

DistaccoPragmatismo
Stampa latinoamericana+0.20

La stampa latinoamericana celebra la partecipazione argentina alla finale con orgoglio e gratitudine, trasformando la sconfitta in un momento di unità nazionale. Le cabale e i messaggi di ringraziamento, come le luci sull'Obelisco, enfatizzano il percorso più che il risultato.

TrionfoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.10

Il subcontinente indiano analizza la finale attraverso metafore storiche e culturali, collegando la partita a narrazioni più ampie di colonialismo e identità. L'approccio è riflessivo e allegorico, con riferimenti al fiore del ceibo e alla storia sudamericana.

DistaccoPragmatismo
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Incendio a Monterrey: un morto e una ferita in un’abitazione·Alce e capriolo sulla E4: due interventi per animali selvatici in Svezia·Il Senato conferma Erica Schwartz alla guida dei CDC, agenzia in crisi·Ritrovata sana e salva l’adolescente scomparsa a Ensenada·Fifa ammette errori sul progetto Ffe e chiude le fila attorno a Infantino·Dubai, la polizia mette in guardia dalle false offerte di lavoro part-time che sfruttano i conti correnti·Zverev eliminato all'esordio a Montreal, Griekspoor sorprende il numero 1 del tabellone·Gaza dà sepoltura a 112 corpi di due clan, uccisi in un raid israeliano del 2023 e rimasti per quasi tre anni sotto le macerie·Incendio a Monterrey: un morto e una ferita in un’abitazione·Alce e capriolo sulla E4: due interventi per animali selvatici in Svezia·Il Senato conferma Erica Schwartz alla guida dei CDC, agenzia in crisi·Ritrovata sana e salva l’adolescente scomparsa a Ensenada·Fifa ammette errori sul progetto Ffe e chiude le fila attorno a Infantino·Dubai, la polizia mette in guardia dalle false offerte di lavoro part-time che sfruttano i conti correnti·Zverev eliminato all'esordio a Montreal, Griekspoor sorprende il numero 1 del tabellone·Gaza dà sepoltura a 112 corpi di due clan, uccisi in un raid israeliano del 2023 e rimasti per quasi tre anni sotto le macerie·
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Buenos Aires, scontri e arresti dopo la finale persa, ma l’Obelisco si tinge di “Gracias”

Al termine di Argentina-Spagna, la polizia ha disperso con gas e idranti i tifosi che lanciavano bottiglie: almeno 12 fermati. In migliaia però hanno reso omaggio alla squadra con una festa pacifica.

La notte di Buenos Aires ha restituito due volti della stessa passione. Poche ore dopo la sconfitta per 1-0 contro la Spagna nella finale del Mondiale 2026, migliaia di persone si sono radunate attorno all’Obelisco. Mentre una parte della folla ha trasformato il raduno in un omaggio corale alla Selección – con proiezioni di messaggi come “Gracias Scaloneta” e fuochi d’artificio – un’altra frangia ha ingaggiato scontri violenti con le forze dell’ordine. Secondo i media locali, tra cui Infobae, il bilancio provvisorio parla di almeno dodici arresti (quindici secondo altre fonti), sette agenti feriti e diversi tifosi contusi.

La dinamica degli scontri, ricostruita dalle testate argentine, colloca l’innesco intorno alle 23:45 ora locale. Alcuni sostenitori avrebbero scavalcato le barriere di sicurezza per salire sul monumento, scagliando poi bottiglie di vetro e oggetti contro la polizia. La reazione delle unità antisommossa è stata immediata: gas lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma per disperdere i gruppi più esagitati. Un video circolato in rete mostra un tifoso colpito alla testa da un agente, mentre un altro uomo sarebbe stato raggiunto da un calcio al volto sferrato da un passante. Le autorità hanno chiuso le principali arterie del centro per contenere la situazione.

Eppure, la cornice prevalente della serata è stata quella del ringraziamento. Come documentato da Todo Noticias e Diario Popular, la città si era fermata già nel pomeriggio: trasporti sospesi, negozi chiusi, strade deserte durante i novanta minuti. Al fischio finale, il silenzio si è sciolto in una mobilitazione che ha riempito l’Avenida 9 de Julio di bandiere, cori e striscioni. Sulla facciata dell’Obelisco sono state proiettate le immagini dei trionfi in Copa América e in Qatar, accompagnate dalla scritta “La hinchada más linda del mundo”. Il ct Lionel Scaloni, dal New Jersey, ha commentato: “Mi riempie d’orgoglio che la gente scenda in strada anche senza aver vinto. L’idea che conti solo la vittoria viene spazzata via”.

Sul piano politico, il presidente Javier Milei ha annunciato che il giorno scelto da giocatori e staff per festeggiare il cammino mondiale sarà dichiarato festa nazionale. Milei, che per scaramanzia non ha assistito alla finale al MetLife Stadium, ha scritto su X che la data sarà fissata “secondo la volontà dei calciatori e dello staff tecnico”. L’annuncio arriva mentre la nazionale si prepara a rientrare in Argentina. Resta da definire il calendario delle celebrazioni ufficiali, mentre il dispositivo di sicurezza attorno all’Obelisco – con circa mille agenti e un presidio medico – ha retto l’urto di una notte in cui il dolore sportivo ha saputo convivere con la riconoscenza.

Divergenza — chi la racconta come
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Il Sud-est asiatico inquadra la finale come un evento sportivo globale, concentrandosi su dettagli tecnici e curiosità sui giocatori, come la religione di Lamine Yamal. Le notizie sono trattate con distacco, senza enfasi emotiva o politica.

DistaccoPragmatismo
Stampa latinoamericana+0.20

La stampa latinoamericana celebra la partecipazione argentina alla finale con orgoglio e gratitudine, trasformando la sconfitta in un momento di unità nazionale. Le cabale e i messaggi di ringraziamento, come le luci sull'Obelisco, enfatizzano il percorso più che il risultato.

TrionfoPragmatismo
Stampa indiana e sudasiatica+0.10

Il subcontinente indiano analizza la finale attraverso metafore storiche e culturali, collegando la partita a narrazioni più ampie di colonialismo e identità. L'approccio è riflessivo e allegorico, con riferimenti al fiore del ceibo e alla storia sudamericana.

DistaccoPragmatismo

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