
Canberra abolisce il bollo per le prime case: un taglio alle tasse per frenare la crisi abitativa
Il governo del Territorio della Capitale Australiana ha presentato il bilancio 2026-27 con una mossa destinata a fare scuola: l'azzeramento dell'imposta di bollo per chi acquista la prima casa, una misura senza precedenti nel paese. La decisione, che si inserisce in un percorso ventennale di eliminazione graduale di questa tassa ritenuta inefficiente e iniqua, è il cardine di una manovra da oltre dieci miliardi di dollari di spesa annuale. Secondo gli analisti di Canberra, l'esenzione riguarderà anche gli acquirenti di appartamenti e villette a schiera, con l'obiettivo dichiarato di agevolare l'ingresso nel mercato immobiliare per i giovani e ridurre la pressione sugli affitti. Tuttavia, il provvedimento arriva in un contesto di finanza pubblica tesa: il deficit per l'esercizio in corso è stimato in 323 milioni di dollari, e il ritorno al pareggio di bilancio è slittato al 2028-29, anche a causa degli effetti della guerra in Medio Oriente su prezzi e crescita economica.
La stretta fiscale si accompagna a un aumento medio delle aliquote sulla proprietà del 5%, che compenserà parzialmente la perdita di gettito derivante dall'abolizione del bollo. Viene inoltre cancellata la controversa tassa sanitaria da 250 dollari, introdotta l'anno scorso e già ridotta a 100 dopo le proteste: il governo ha potuto eliminarla grazie a maggiori trasferimenti federali nell'ambito della riforma sanitaria nazionale. Sul fronte della spesa corrente, l'esecutivo ha imposto un tetto alla crescita del pubblico impiego, che non potrà superare l'incremento demografico del territorio. La ministra per il Pubblico Impiego, Rachel Stephen-Smith, ha giustificato la misura sottolineando che molti dipendenti accettano volentieri le buonuscite volontarie. Intanto, l'Ufficio del Revisore Generale ha annunciato diciotto audit nei prossimi due anni, tra cui verifiche sull'efficacia delle consultazioni pubbliche per le infrastrutture e sulla gestione dei bilanci scolastici.
Dal punto di vista degli investimenti, il governo ha promesso di non tagliare alcun progetto, ma ha annunciato un risparmio di 700 milioni di dollari in quattro anni attraverso il rinvio di alcuni lavori pubblici. Tra le opere in bilico spicca il nuovo ospedale da 1,5 miliardi, mentre il debito complessivo del territorio è destinato a superare i 12 miliardi. La scelta di privilegiare il sostegno alla prima casa rispetto al risanamento dei conti riflette una priorità politica chiara, ma espone l'esecutivo a critiche per la mancanza di una strategia di medio termine. Per Bruxelles, abituata a dibattere di austerity e crescita, il caso di Canberra offre uno spunto interessante: la tensione tra equità generazionale e sostenibilità fiscale è destinata a diventare un tema centrale anche in Europa, dove molti governi cercano di conciliare la domanda di alloggi accessibili con il contenimento del debito pubblico.
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