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Economia e Mercatilunedì 29 giugno 2026

Carestia di chip, la memoria diventa un lusso: Apple alza i prezzi e scatta la class action

Un'ondata di rincari travolge l'elettronica di consumo mentre tre colossi asiatici finiscono in tribunale con l'accusa di aver drogato il mercato della DRAM.

Il 25 giugno un gruppo di consumatori e piccole imprese americane ha depositato presso la corte federale della California settentrionale una class action contro Samsung Electronics, SK Hynix e Micron, i tre produttori che controllano la quasi totalità del mercato globale delle memorie DRAM. L’accusa è di aver coordinato un taglio artificiale della produzione di moduli DDR3 e DDR4, dirottando le risorse verso le più costose memorie HBM destinate ai data center per l’intelligenza artificiale. L’effetto, secondo l’atto di citazione, è stato un’impennata dei prezzi al dettaglio stimata intorno al 700% in quattro anni, una dinamica che ha spinto Apple ad annunciare nelle stesse ore aumenti fino al 20% su MacBook e iPad, e Microsoft a ritoccare verso l’alto il prezzo di Xbox.

La tensione sul mercato delle memorie non è un fenomeno inedito. Già nel 2005 Samsung e Hynix patteggiarono multe per oltre 480 milioni di dollari con il Dipartimento di Giustizia statunitense per un cartello sui prezzi della DRAM. Oggi la pressione aggiuntiva viene dalla domanda generata dall’intelligenza artificiale: i chip HBM, necessari per gli acceleratori e i server, assorbono linee produttive che prima rifornivano il mercato consumer. Analisti asiatici, tra cui Ming-Chi Kuo, segnalano che il divario tra domanda e offerta è destinato ad allargarsi almeno fino al 2027, con una quota crescente di capacità produttiva che migrerà dai dispositivi personali ai data center. In questo scenario, secondo gli osservatori di Seul, i tre grandi avrebbero potuto sfruttare la loro posizione dominante per mantenere artificialmente bassa l’offerta di memorie tradizionali, in un mercato dove le barriere all’ingresso – costi di una fabbrica fino a decine di miliardi di dollari e know-how accumulato in decenni – rendono impossibile l’ingresso di nuovi concorrenti.

L’impatto si sta propagando lungo tutta la filiera. Negli Stati Uniti, piccole aziende come Mono Technologies raccontano di aver visto il costo di un singolo chip DRAM passare da 35 a 300 dollari, mettendo a rischio la sostenibilità di intere linee di prodotto. In Europa, e in Italia, i rivenditori segnalano che gli stock acquistati a prezzi precedenti stanno esaurendosi, e i rincari si trasferiranno ai consumatori nel giro di settimane o mesi, aggravati dalla volatilità dei cambi e dai costi logistici. Apple, nel frattempo, sta cercando di diversificare le fonti di approvvigionamento: secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa di Pechino, Cupertino avrebbe avviato un’attività di lobbying presso la Casa Bianca per ottenere il permesso di acquistare chip dal produttore cinese CXMT, oggi soggetto a restrizioni all’esportazione. L’obiettivo non sarebbe tanto ridurre i costi, quanto garantirsi un canale di fornitura aggiuntivo in una fase in cui la priorità è la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il procedimento legale in California è solo all’inizio. Se il giudice accoglierà la richiesta di estendere la class action a tutti gli acquirenti di dispositivi con DRAM, il contenzioso potrebbe assumere dimensioni sistemiche, con richieste di risarcimento triplo. Nel frattempo, gli analisti di Wall Street, pur criticando la scelta di Apple di scaricare i costi sui consumatori, la giudicano una mossa inevitabile per preservare i margini. La prossima finestra di osservazione sarà la trimestrale di Apple del 30 luglio, che potrebbe offrire i primi segnali sull’elasticità della domanda di fronte a listini in rapida ascesa.

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I materiali dei blocchi di stampa forniti non includono alcuna copertura della causa contro i produttori di DRAM.
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Incendio a Monterrey: un morto e una ferita in un’abitazione·Alce e capriolo sulla E4: due interventi per animali selvatici in Svezia·Il Senato conferma Erica Schwartz alla guida dei CDC, agenzia in crisi·Ritrovata sana e salva l’adolescente scomparsa a Ensenada·Fifa ammette errori sul progetto Ffe e chiude le fila attorno a Infantino·Dubai, la polizia mette in guardia dalle false offerte di lavoro part-time che sfruttano i conti correnti·Zverev eliminato all'esordio a Montreal, Griekspoor sorprende il numero 1 del tabellone·Gaza dà sepoltura a 112 corpi di due clan, uccisi in un raid israeliano del 2023 e rimasti per quasi tre anni sotto le macerie·Incendio a Monterrey: un morto e una ferita in un’abitazione·Alce e capriolo sulla E4: due interventi per animali selvatici in Svezia·Il Senato conferma Erica Schwartz alla guida dei CDC, agenzia in crisi·Ritrovata sana e salva l’adolescente scomparsa a Ensenada·Fifa ammette errori sul progetto Ffe e chiude le fila attorno a Infantino·Dubai, la polizia mette in guardia dalle false offerte di lavoro part-time che sfruttano i conti correnti·Zverev eliminato all'esordio a Montreal, Griekspoor sorprende il numero 1 del tabellone·Gaza dà sepoltura a 112 corpi di due clan, uccisi in un raid israeliano del 2023 e rimasti per quasi tre anni sotto le macerie·
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lunedì 29 giugno 2026

Carestia di chip, la memoria diventa un lusso: Apple alza i prezzi e scatta la class action

Un'ondata di rincari travolge l'elettronica di consumo mentre tre colossi asiatici finiscono in tribunale con l'accusa di aver drogato il mercato della DRAM.

Il 25 giugno un gruppo di consumatori e piccole imprese americane ha depositato presso la corte federale della California settentrionale una class action contro Samsung Electronics, SK Hynix e Micron, i tre produttori che controllano la quasi totalità del mercato globale delle memorie DRAM. L’accusa è di aver coordinato un taglio artificiale della produzione di moduli DDR3 e DDR4, dirottando le risorse verso le più costose memorie HBM destinate ai data center per l’intelligenza artificiale. L’effetto, secondo l’atto di citazione, è stato un’impennata dei prezzi al dettaglio stimata intorno al 700% in quattro anni, una dinamica che ha spinto Apple ad annunciare nelle stesse ore aumenti fino al 20% su MacBook e iPad, e Microsoft a ritoccare verso l’alto il prezzo di Xbox.

La tensione sul mercato delle memorie non è un fenomeno inedito. Già nel 2005 Samsung e Hynix patteggiarono multe per oltre 480 milioni di dollari con il Dipartimento di Giustizia statunitense per un cartello sui prezzi della DRAM. Oggi la pressione aggiuntiva viene dalla domanda generata dall’intelligenza artificiale: i chip HBM, necessari per gli acceleratori e i server, assorbono linee produttive che prima rifornivano il mercato consumer. Analisti asiatici, tra cui Ming-Chi Kuo, segnalano che il divario tra domanda e offerta è destinato ad allargarsi almeno fino al 2027, con una quota crescente di capacità produttiva che migrerà dai dispositivi personali ai data center. In questo scenario, secondo gli osservatori di Seul, i tre grandi avrebbero potuto sfruttare la loro posizione dominante per mantenere artificialmente bassa l’offerta di memorie tradizionali, in un mercato dove le barriere all’ingresso – costi di una fabbrica fino a decine di miliardi di dollari e know-how accumulato in decenni – rendono impossibile l’ingresso di nuovi concorrenti.

L’impatto si sta propagando lungo tutta la filiera. Negli Stati Uniti, piccole aziende come Mono Technologies raccontano di aver visto il costo di un singolo chip DRAM passare da 35 a 300 dollari, mettendo a rischio la sostenibilità di intere linee di prodotto. In Europa, e in Italia, i rivenditori segnalano che gli stock acquistati a prezzi precedenti stanno esaurendosi, e i rincari si trasferiranno ai consumatori nel giro di settimane o mesi, aggravati dalla volatilità dei cambi e dai costi logistici. Apple, nel frattempo, sta cercando di diversificare le fonti di approvvigionamento: secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa di Pechino, Cupertino avrebbe avviato un’attività di lobbying presso la Casa Bianca per ottenere il permesso di acquistare chip dal produttore cinese CXMT, oggi soggetto a restrizioni all’esportazione. L’obiettivo non sarebbe tanto ridurre i costi, quanto garantirsi un canale di fornitura aggiuntivo in una fase in cui la priorità è la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il procedimento legale in California è solo all’inizio. Se il giudice accoglierà la richiesta di estendere la class action a tutti gli acquirenti di dispositivi con DRAM, il contenzioso potrebbe assumere dimensioni sistemiche, con richieste di risarcimento triplo. Nel frattempo, gli analisti di Wall Street, pur criticando la scelta di Apple di scaricare i costi sui consumatori, la giudicano una mossa inevitabile per preservare i margini. La prossima finestra di osservazione sarà la trimestrale di Apple del 30 luglio, che potrebbe offrire i primi segnali sull’elasticità della domanda di fronte a listini in rapida ascesa.

Divergenza — chi la racconta come
0%Bassa
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Divergenza tra blocchi di stampa
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I materiali dei blocchi di stampa forniti non includono alcuna copertura della causa contro i produttori di DRAM.
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