
Cina e Russia: 'L'IA non sia un club per pochi'
Al vertice di Shanghai, Xi Jinping annuncia 5.000 borse di studio per il Sud globale e partnership con organizzazioni regionali, mentre Mosca chiede accesso equo alle risorse.
Alla Conferenza Mondiale sull'IA di Shanghai, il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato un appello per una governance inclusiva, annunciando 5.000 opportunità di formazione per i paesi in via di sviluppo in cinque anni. 'Lo sviluppo dell'IA non deve essere un'esibizione solista', ha detto, proponendo centri di cooperazione con ASEAN, Unione Africana, Lega Araba, CELAC, SCO e BRICS per evitare 'nuove ingiustizie storiche'.
Il vicecapo di gabinetto del Cremlino Maxim Oreshkin ha avvertito che l'IA non deve diventare 'un club chiuso o una nuova linea di divisione globale', insistendo su un accesso non discriminatorio a dati, potenza di calcolo, modelli e infrastrutture energetiche per colmare il divario digitale.
L'accademico Xue Lan della Tsinghua University ha messo in guardia contro la frammentazione delle regole globali, che rischia di isolare le economie emergenti, e ha esortato a rafforzare l'interoperabilità tra i sistemi di governance.
Un rapporto presentato al summit evidenzia che l'energia diventa una variabile critica per le infrastrutture IA, mentre l'industrializzazione dei modelli si sposta verso applicazioni verticali e trasformazioni complete dei processi aziendali, con urgenza di una governance condivisa.
Il messaggio del vertice è che senza cooperazione e capacity-building, l'IA rischia di accentuare le disuguaglianze. Le iniziative cinesi mirano a fare da ponte, ma la sfida sarà garantire un accesso realmente paritario alle risorse computazionali.
| Stampa cinese | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | +0.10 | neutral |
Pechino avverte che l'intelligenza artificiale non deve diventare un privilegio per pochi, accusando implicitamente l'Occidente di voler creare nuove disuguaglianze tecnologiche. La Cina si presenta come paladina del Sud globale, chiedendo un approccio inclusivo e sicuro. Il messaggio è strategico: l'IA è un pilastro geopolitico, non solo tecnologico.
Il Sud-est asiatico guarda all'IA come a uno strumento pratico per il miglioramento dei servizi pubblici, come dimostra il lancio di un avatar governativo in Malesia. La regione non si inserisce direttamente nel dibattito geopolitico tra Cina e Russia, ma piuttosto adotta una postura tecnocratica focalizzata sull'innovazione domestica.
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