
Cinque condanne per Coatti: la giustizia colombiana fa i conti con il passato
Omicidio del biologo italiano a Santa Marta: riconosciute le responsabilità. Trent’anni dopo, per lo studente Turra una svolta. Il ritratto di un Paese che cambia.
La giustizia colombiana ha emesso le prime cinque condanne per l’omicidio di Alessandro Coatti, il biologo trentottenne di Longastrino ucciso il 5 aprile 2025 a Santa Marta. I cinque imputati, che hanno ammesso ogni responsabilità, sono stati condannati a venticinque anni e dieci mesi di reclusione per aver attirato la vittima con un’app di incontri, sequestrato, derubato e quindi ucciso per asfissia, prima di smembrarne il corpo e abbandonarlo in diversi punti della città caraibica. La rapidità del procedimento – poco più di un anno dal delitto – ha colpito gli osservatori italiani, abituati a cronache giudiziarie ben più lente. Ma nel contesto colombiano rappresenta un’inversione di tendenza, perché storicamente la violenza contro gli stranieri, e in particolare contro gli italiani, ha atteso decenni per trovare un riconoscimento.
Lo dimostra il caso di Giacomo Turra, lo studente ventiquattrenne di filosofia e antropologia dell’Università di Padova ucciso a Cartagena il 3 settembre 1995: dopo trent’anni, lo Stato colombiano ha finalmente riconosciuto le proprie responsabilità. Turra, entrato in un ristorante cinese in preda a forti dolori, era stato bloccato a terra e picchiato a morte da cinque agenti di polizia. La riapertura del caso, caldeggiata dalle autorità diplomatiche italiane, ha portato a un’ammissione formale che ha del clamoroso, visti i precedenti di impunità che avevano segnato il Paese latinoamericano. Se a Bogotà si sottolinea come la svolta sia frutto di un paziente lavoro istituzionale, a Roma prevale il rammarico per un’attesa troppo lunga.
L’ondata di violenza che attraversa la Colombia non risparmia però i suoi stessi cittadini. Solo poche settimane fa, a Bogotà, il diciannovenne Fredy Santiago Guzmán Cárdenas è stato accoltellato nella stazione di TransMilenio Minuto de Dios per il furto del cellulare: un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e che la Procura ha rapidamente risolto con l’arresto di un ventiduenne. E in Brasile, a Dourados, la morte del ventenne Felipe Gebra Pasquini, studente di Ingegneria energetica all’Università Federale, stroncato da un malore in aula, ha riacceso il dibattito sulla preparazione delle istituzioni universitarie ad affrontare le emergenze sanitarie. Due esempi, a latitudini diverse, di come la fragilità della vita si intrecci con carenze sistemiche.
Ora che la giustizia ha fatto il suo corso per Coatti, l’attenzione si sposta sulle implicazioni per i viaggiatori italiani e per la cooperazione giudiziaria tra Italia e Colombia. Secondo gli analisti di Bruxelles, il caso potrebbe diventare un precedente utile per rafforzare i meccanismi di tutela consolare e per spingere altri Paesi della regione a rivedere le proprie procedure investigative. Ma resta aperta la domanda se la Colombia, nonostante i progressi, riuscirà a mantenere la promessa di una giustizia rapida ed equa per tutti. Per i familiari di Alessandro Coatti e di Giacomo Turra, la speranza è che il cammino non si fermi qui.
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | +0.20 | neutral |
La stampa europea continentale sottolinea la condanna dei cinque assassini del biologo italiano Alessandro Coatti, ma non dimentica il caso di Giacomo Turra, ucciso trent'anni fa dalla polizia colombiana. Viene evidenziata l'ingiustizia storica e la lentezza della giustizia colombiana, pur riconoscendo il risultato nel caso attuale. Il tono è critico verso le autorità colombiane per il passato.
La stampa latinoamericana si concentra sulle condanne come un successo della giustizia colombiana, fornendo dettagli della cattura e del processo. Il caso Turra viene spesso ignorato o trattato separatamente. Il tono è neutrale o leggermente celebrativo per il risultato giudiziario.
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