
Congo, epidemia di Ebola: oltre 3.200 casi e 1.405 morti
Il ceppo Bundibugyo, senza vaccino né trattamento, ha già causato 1.405 vittime su oltre 3.200 contagi; l'Uganda ha dimesso l'ultimo paziente, ma la trasmissione nella RDC resta elevata e ostacolata da conflitti e scioperi.
Secondo i dati governativi diffusi domenica, i casi confermati di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo hanno raggiunto quota 3.200, con 1.405 decessi. Un'impennata significativa rispetto al precedente bilancio, che al 24 luglio registrava 3.075 contagi e 1.354 vittime. L'epidemia, dichiarata il 15 maggio scorso, è la diciassettesima nella storia del Paese e si concentra nelle province orientali, con Ituri come epicentro: qui si segnala circa il 90% dei contagi, in un'area di confine con Sud Sudan e Uganda.
La risposta sanitaria è complicata da molteplici fattori. Il ceppo Bundibugyo, responsabile dell'ondata attuale, non dispone di vaccini o terapie approvati, e il tasso di letalità si attesta intorno al 44%. Le autorità sanitarie, supportate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, avvertono che il numero reale di infezioni potrebbe essere più alto a causa di casi non individuati. Gli sforzi di contenimento sono inoltre ostacolati dal conflitto armato che affligge la regione, dalla diffidenza delle comunità verso gli operatori umanitari e, negli ultimi giorni, da scioperi del personale sanitario che rivendica salari arretrati.
Il fronte internazionale registra sviluppi contrastanti. In Uganda, dove si sono verificati 20 contagi e 2 decessi, l'ultimo paziente è stato dimesso il 16 luglio, facendo scattare il conteggio di 42 giorni per dichiarare ufficialmente conclusa l'emergenza. L'OMS valuta alto il rischio di diffusione nell'Africa subsahariana, ma basso a livello globale. L'attuale epidemia è già la terza più letale di Ebola dopo quella dell'Africa occidentale del 2014-2016 (oltre 11.000 morti) e quella che colpì l'est del Congo tra il 2018 e il 2020 (circa 2.300 vittime).
Sul piano scientifico, sono in corso tentativi di accelerare lo sviluppo di contromisure. L'Università di Oxford ha annunciato venerdì che a un primo gruppo di volontari è stato somministrato un vaccino sperimentale specifico per il ceppo Bundibugyo. Parallelamente, da inizio luglio sono partite le sperimentazioni cliniche su due antivirali. Le autorità congolesi continuano a rafforzare la sorveglianza e il tracciamento dei contatti, ma l'Istituto Nazionale di Sanità Pubblica conferma che l'epidemia resta in una fase di trasmissione continuata con alta circolazione virale.
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L'OMS rassicura che il rischio di diffusione globale dell'ebola è basso. Il direttore Tedros parla a Rio de Janeiro, ricevendo un dottorato onorario. Il focus è sulla gestione della crisi piuttosto che sull'allarme.
Il peggioramento dell'epidemia di ebola nella RDC è sottolineato: oltre 3.200 casi e 1.405 morti, diffusione in cinque province. Si richiedono fondi per 1,4 miliardi di dollari per il rafforzamento della risposta.
Il numero di casi di ebola sale a 3.200, rendendola la terza epidemia più grande. Nel frattempo, il Regno Unito approva una sperimentazione umana per il vaccino contro il ceppo Bundibugyo. Si mescolano dati allarmanti e progressi scientifici.
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