
Delhi, il ex domestico che uccise senza rimorso: un giallo di debiti, giochi e violenza
La cronaca nera indiana si è fermata su un volto giovane e impassibile, quello di Rahul Meena, diciannove anni, ex domestico nella casa di un alto funzionario del fisco a Kailash Hills, quartiere elegante di Delhi. Interrogato dopo aver aggredito, stuprato e ucciso la figlia ventiduenne della famiglia — laureata all’IIT e aspirante funzionaria — Meena non ha mostrato alcun segno di pentimento. "Se didi mi avesse dato i soldi, non sarebbe successo", ha detto agli investigatori con la stessa freddezza con cui ha trascinato il corpo della vittima dalla terrazza fino al piano inferiore, tentando di usarne le impronte digitali per aprire una cassaforte biometrica. Secondo la polizia, l’omicidio è maturato in un vortice di debiti: Meena aveva accumulato circa cinquecentomila rupie (oltre cinquemila euro) perdendole in piattaforme di gioco online, e aveva già venduto tre telefoni, compresi quelli dei familiari, per alimentare la dipendenza.
Il furto nella casa degli ex datori di lavoro doveva essere il colpo finale. Ma la violenza è esploduta ben prima di quel mercoledì mattina: la sera precedente, nella natia Alwar, in Rajasthan, Meena aveva già aggredito un’altra donna, tentando di strangolarla dopo averla violentata. Unica testimone, il silenzio di una stanza di periferia.
La macchina del terrore si è mossa su due binari paralleli: da Delhi a Alwar e ritorno, in poche ore. Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato il giovane mentre si cambiava d’abito dopo il delitto, indifferente come se avesse compiuto un gesto ordinario. La magistratura lo ha posto in custodia cautelare per quattro giorni.
Intanto, a Mahoba, nell’Uttar Pradesh, un’altra storia di famiglia si è chiusa nel sangue: un uomo di trentotto anni è stato strangolato dalla moglie e dai figli perché temevano che sperperasse le ottantaduemila rupie risparmiate per il matrimonio della figlia. Due vicende lontane, unite dal filo rosso della povertà e della disperazione. Gli analisti di Bruxelles osservano con preoccupazione l’aumento della violenza di genere in India, mentre a Pechino si sottolinea il costo sociale della mancata regolamentazione del gioco d’azzardo online.
Per l’Italia, il caso riecheggia il dibattito sulle condizioni del lavoro domestico e sulla fragilità delle reti di protezione per le giovani donne sole in casa. La domanda che resta sospesa, mentre la giustizia indiana cerca di ricostruire ogni tassello, è se una società che non sa interrompere il ciclo della dipendenza e della sopraffazione possa davvero proteggere i suoi cittadini più vulnerabili.
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