
Attacchi iraniani nel Golfo: radar di Kuwait City danneggiato, condanna araba unanime
Missili e droni iraniani hanno colpito Kuwait, Bahrein e Giordania, provocando vittime e l'interruzione del traffico aereo. Mentre l'aviazione civile internazionale viene allertata, i Paesi arabi e Algeria esprimono ferma riprovazione.
L’escalation iraniana nel Golfo ha raggiunto un nuovo, pericoloso livello nella mattinata di giovedì, quando missili e droni teleguidati hanno colpito simultaneamente Bahrein, Giordania e, in particolare, il Kuwait. Qui l’attacco ha preso di mira il radar dell’aeroporto internazionale di Kuwait City, provocando vittime e danni materiali ingenti alle infrastrutture di controllo del traffico aereo. Le autorità kuwaitiane hanno immediatamente denunciato “un’aggressione criminale organizzata”, disponendo la chiusura temporanea dello spazio aereo e attivando misure precauzionali di emergenza. È la terza volta in poche settimane che il Paese subisce simili offese: il ministero degli Esteri ha formalmente protestato presso l’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO), mentre fonti governative hanno assicurato che il Kuwait si riserva il diritto di difendere con ogni mezzo la propria sovranità.
La comunità araba ha reagito con compattezza e durezza. Gli Emirati Arabi Uniti hanno definito gli attacchi “una flagrante violazione della sovranità di tre nazioni sorelle” e una minaccia alla stabilità regionale. Anche l’Algeria, pur geograficamente lontana dal teatro delle ostilità, ha espresso la propria “ferma condanna e viva riprovazione”, sottolineando il rifiuto categorico di qualsiasi attentato alla sicurezza dei tre Paesi. L’Iraq, in una nota del ministero degli Esteri, ha deplorato le azioni iraniane ma ha al contempo insistito sulla necessità di “dare la priorità al dialogo e alla saggezza” per allentare le tensioni. Baghdad, che oscilla tra la fedeltà all’alleanza sciita con Teheran e le pressioni americane, sembra voler ritagliarsi un ruolo di mediatore, ammonendo che l’instabilità degli Stati vicini si riverbera sulla sua stessa sicurezza nazionale.
Al di là delle riprovazioni diplomatiche, l’attacco al radar di Kuwait City accende i riflettori sulla vulnerabilità del trasporto aereo civile in una regione sempre più militarizzata. L’interferenza con i sistemi di navigazione non minaccia solo i voli locali, ma rischia di compromettere corridoi internazionali vitali che collegano l’Asia all’Europa. Secondo analisti della sicurezza con base a Bruxelles, la ripetuta compromissione delle infrastrutture aeroportuali – già osservata durante i conflitti in Ucraina e Yemen – potrebbe indurre l’ICAO a emanare linee guida più restrittive o a riclassificare lo spazio aereo del Golfo, con costi economici e logistici significativi per le compagnie europee. Per l’Italia, che vanta forti legami commerciali ed energetici con l’area, l’aggravarsi della crisi rappresenta un fattore di preoccupazione, sia per la sicurezza degli approvvigionamenti sia per la sorte dei circa duemila militari impegnati nelle missioni di peacekeeping nella regione.
La dinamica attuale riproduce, su scala regionale, uno schema di azione-reazione che affonda le radici nella mai risolta tensione tra Teheran e Washington. Mentre la Casa Bianca mantiene un basso profilo pubblico, le capitali arabe sollecitano un intervento diplomatico più incisivo. L’appello unanime alla de-escalation e al ritorno ai negoziati, rilanciato da Nairobi a Rabat, nasconde tuttavia una profonda incertezza: la capacità di deterrenza degli Stati colpiti appare limitata e la spirale di rappresaglie potrebbe allargare il conflitto a nuovi teatri, coinvolgendo direttamente anche le potenze esterne. In assenza di un’iniziativa multilaterale credibile, il Medio Oriente si avvia a diventare un campo di battaglia per procura dove a pagare il prezzo più alto è, ancora una volta, l’incolumità dei civili.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | −0.80 | critical |
Diversi paesi del Golfo e il Regno Hashemita di Giordania hanno condannato i recenti attacchi missilistici e di droni attribuiti all'Iran, che hanno colpito il loro territorio. Le dichiarazioni ufficiali denunciano le violazioni della sovranità e invitano alla moderazione, con un appello al dialogo tra Teheran e Washington per raggiungere una comprensione reciproca.
Gli Emirati Arabi Uniti denunciano con forza gli attacchi iraniani contro Bahrein, Kuwait e Giordania, definendoli una palese violazione della sovranità e una minaccia alla sicurezza regionale. Riattivano la piena solidarietà con i paesi colpiti e sostengono ogni misura per preservare la loro stabilità.
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