Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 9 agosto 2026
320 testate · 17 lingue248 briefing oggi
Società e Culturamercoledì 22 aprile 2026

Euphoria nel vortice della crisi: polemiche sulla rappresentazione femminile e crollo di consensi

La terza stagione di Euphoria, attesa per quattro anni, è approdata sugli schermi travolta da un ciclone di critiche che ne segna il più netto declino culturale e di pubblico. Secondo gli analisti di Hollywood, il crollo del punteggio su Rotten Tomatoes dall'80% al 43% non è un semplice dato statistico, ma il sintomo di una serie che ha perso la bussola narrativa, allontanandosi dal realismo crudo e dalla complessità psicologica che l'avevano resa un fenomeno globale. Il salto temporale di cinque anni, invece di rinvigorire la trama, ha accentuato quelle che da più parti vengono definite derive misogine e una ossessiva ipersessualizzazione delle protagoniste, finendo per trasformare un dramma generazionale in una caricatura.

La percezione europea, particolarmente sensibile ai temi della rappresentazione, ha colto subito la dissonanza. Dagli ambienti critici britannici arriva una condanna ferma verso il creatore Sam Levinson, accusato di intrappolare sistematicamente ogni personaggio femminile in dinamiche di performance e sfruttamento sessuale. Questa lettura trova conferma nell'arco narrativo di Cassie, interpretata da Sydney Sweeney, che per finanziare il suo matrimonio da sogno con Nate – un rapporto già tossico – considera senza batter ciglio il ricorso a piattaforme come OnlyFans. Una scelta, quella della produzione, che dalla Germania viene commentata con sconcerto per le sue immagini volutamente provocatorie, come la stessa Sweeney in un controverso costume da cane, simbolo di una spettacolarizzazione vuota del disagio.

La crisi di Euphoria è peraltro anticipata dalle defezioni. L'ottica iberica sottolinea come l'abbandono dell'attrice Barbie Ferreira, stanca del ruolo riduttivo di 'amica grassa', sia stato un campanello d'allarme ignorato. La sua scelta di dedicarsi al cinema horror e alla commedia indipendente, liberandosi da uno stereotipo, contrasta con il destino delle ex compagne di serie, ancora prigioniere di narrazioni che le riducono a corpi oggettivati. Per il pubblico italiano ed europeo, abituato a discutere di diritti e rappresentazione nei media, questa stagnazione narrativa suona come un anacronismo, soprattutto in un'epoca in cui le serie tv sono vettori potentissimi di modelli sociali.

In prospettiva, secondo gli osservatori culturali di Bruxelles, il futuro di Euphoria appare incerto. La tempesta di reazioni negative, se da un lato mantiene la serie sotto i riflettori del dibattito pubblico, rischia di svuotarla di ogni credibilità residua. La domanda che si pongono gli addetti ai lavori è se lo scandalo possa ancora rigenerare l'interesse o se, al contrario, segni il tramonto definitivo di un show che ha smarrito la capacità di dialogare con il suo tempo. Per l'industria dell'intrattenimento globale, incluso il mercato italiano sempre più permeabile a questi prodotti, il caso Euphoria diventa uno studio su come il successo possa inaridirsi quando la provocazione perde il contatto con la sostanza.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.70
CriticoFavorevole
EURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.80critical
Stampa europea continentale−0.70

La terza stagione di Euphoria è travolta da polemiche per l'ipersessualizzazione delle protagoniste, accusate di essere intrappolate in ruoli di sfruttamento. L'abbandono di attrici come Barbie Ferreira, che rifiuta l'etichetta di 'amica grassa', e le immagini provocatorie di Sydney Sweeney in costume da cane alimentano il dibattito su una serie ormai priva di equilibrio.

IndignazioneScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.80

Cosa è andato storto per Euphoria? La serie un tempo acclamata è crollata da un indice di gradimento dell'80% a un misero 43% su Rotten Tomatoes. La terza stagione, attesa per anni, è stata accolta da una tempesta di reazioni negative, segnando la deriva di un prodotto che ha perso la sua carica rivoluzionaria.

ScetticismoSchadenfreude
Ultim'ora
Jack Johnson, il documentario SURFILMUSIC e il sogno di un'estate semplice·L’iniezione in diretta Instagram e la scelta di congelare il tempo·Petrolio in rialzo, Teheran fissa le condizioni per Hormuz·Dollaro debole e inflazione: le attese dei mercati emergenti·Como-Chalobah, affare fatto: il difensore inglese firma fino al 2031·Bruna Marquezine celebra i 28 anni di Shawn Mendes con il primo post d'amore·Sparatoria a Holbæk, in Danimarca: tre feriti, fermato un uomo·Accoltellamento mortale a Hamilton: è il nono omicidio del 2026·Jack Johnson, il documentario SURFILMUSIC e il sogno di un'estate semplice·L’iniezione in diretta Instagram e la scelta di congelare il tempo·Petrolio in rialzo, Teheran fissa le condizioni per Hormuz·Dollaro debole e inflazione: le attese dei mercati emergenti·Como-Chalobah, affare fatto: il difensore inglese firma fino al 2031·Bruna Marquezine celebra i 28 anni di Shawn Mendes con il primo post d'amore·Sparatoria a Holbæk, in Danimarca: tre feriti, fermato un uomo·Accoltellamento mortale a Hamilton: è il nono omicidio del 2026·
Agg. 22:574 lingue · 4 testate
4 testate|4 lingue|3 min lettura
mercoledì 22 aprile 2026

Euphoria nel vortice della crisi: polemiche sulla rappresentazione femminile e crollo di consensi

La terza stagione di Euphoria, attesa per quattro anni, è approdata sugli schermi travolta da un ciclone di critiche che ne segna il più netto declino culturale e di pubblico. Secondo gli analisti di Hollywood, il crollo del punteggio su Rotten Tomatoes dall'80% al 43% non è un semplice dato statistico, ma il sintomo di una serie che ha perso la bussola narrativa, allontanandosi dal realismo crudo e dalla complessità psicologica che l'avevano resa un fenomeno globale. Il salto temporale di cinque anni, invece di rinvigorire la trama, ha accentuato quelle che da più parti vengono definite derive misogine e una ossessiva ipersessualizzazione delle protagoniste, finendo per trasformare un dramma generazionale in una caricatura.

La percezione europea, particolarmente sensibile ai temi della rappresentazione, ha colto subito la dissonanza. Dagli ambienti critici britannici arriva una condanna ferma verso il creatore Sam Levinson, accusato di intrappolare sistematicamente ogni personaggio femminile in dinamiche di performance e sfruttamento sessuale. Questa lettura trova conferma nell'arco narrativo di Cassie, interpretata da Sydney Sweeney, che per finanziare il suo matrimonio da sogno con Nate – un rapporto già tossico – considera senza batter ciglio il ricorso a piattaforme come OnlyFans. Una scelta, quella della produzione, che dalla Germania viene commentata con sconcerto per le sue immagini volutamente provocatorie, come la stessa Sweeney in un controverso costume da cane, simbolo di una spettacolarizzazione vuota del disagio.

La crisi di Euphoria è peraltro anticipata dalle defezioni. L'ottica iberica sottolinea come l'abbandono dell'attrice Barbie Ferreira, stanca del ruolo riduttivo di 'amica grassa', sia stato un campanello d'allarme ignorato. La sua scelta di dedicarsi al cinema horror e alla commedia indipendente, liberandosi da uno stereotipo, contrasta con il destino delle ex compagne di serie, ancora prigioniere di narrazioni che le riducono a corpi oggettivati. Per il pubblico italiano ed europeo, abituato a discutere di diritti e rappresentazione nei media, questa stagnazione narrativa suona come un anacronismo, soprattutto in un'epoca in cui le serie tv sono vettori potentissimi di modelli sociali.

In prospettiva, secondo gli osservatori culturali di Bruxelles, il futuro di Euphoria appare incerto. La tempesta di reazioni negative, se da un lato mantiene la serie sotto i riflettori del dibattito pubblico, rischia di svuotarla di ogni credibilità residua. La domanda che si pongono gli addetti ai lavori è se lo scandalo possa ancora rigenerare l'interesse o se, al contrario, segni il tramonto definitivo di un show che ha smarrito la capacità di dialogare con il suo tempo. Per l'industria dell'intrattenimento globale, incluso il mercato italiano sempre più permeabile a questi prodotti, il caso Euphoria diventa uno studio su come il successo possa inaridirsi quando la provocazione perde il contatto con la sostanza.

Divergenza — chi la racconta come
5%Bassa
2 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.70
CriticoFavorevole
EURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.80critical
Stampa europea continentale−0.70

La terza stagione di Euphoria è travolta da polemiche per l'ipersessualizzazione delle protagoniste, accusate di essere intrappolate in ruoli di sfruttamento. L'abbandono di attrici come Barbie Ferreira, che rifiuta l'etichetta di 'amica grassa', e le immagini provocatorie di Sydney Sweeney in costume da cane alimentano il dibattito su una serie ormai priva di equilibrio.

IndignazioneScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.80

Cosa è andato storto per Euphoria? La serie un tempo acclamata è crollata da un indice di gradimento dell'80% a un misero 43% su Rotten Tomatoes. La terza stagione, attesa per anni, è stata accolta da una tempesta di reazioni negative, segnando la deriva di un prodotto che ha perso la sua carica rivoluzionaria.

ScetticismoSchadenfreude

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 4 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

2 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

Agenti IA fuori controllo: il primo caso australiano riapre il dibattito sulla sicurezza

6 lingue · 27 testate

Leggi di più