
Falsi d’autore e opere trafugate: l’arte globale tra frode e restituzione
Un padre e una figlia del New Jersey hanno patteggiato mercoledì dinanzi a un tribunale federale di New York, ammettendo di aver venduto per quasi due milioni di dollari falsi dipinti spacciati per opere di Andy Warhol, Banksy e Picasso. Secondo l’accusa, Erwin Bankowski, cinquant’anni, e Karolina Bankowska, ventisei, avevano messo in piedi una vera e propria fabbrica di contraffazioni, facendo realizzare centinaia di copie da artisti polacchini su carta d’epoca e munite di timbri falsi di gallerie. L’Fbi ha sottolineato come il caso rappresenti un attacco alla fiducia che regge il mercato dell’arte: i due rischiano fino a vent’anni di carcere e dovranno restituire 1,9 milioni di dollari.
La vicenda, emersa anche dai resoconti della stampa russa, rivela una rete internazionale che sfruttava la scarsa trasparenza del collezionismo newyorkese. Un mercante d’arte, Robert Rogal, aveva preso in consegna un falso Andrew Wyeth presentato dalla giovane come cimelio di famiglia: la provenienza era «un po’ nebulosa», ma la ragazza sembrava credibile. Il caso giudiziario si inserisce in un quadro più ampio di sfide per il patrimonio artistico, come dimostrano due vicende parallele venute dal Canada.
Da Ottawa, la Corte suprema ha accettato di esaminare il ricorso di Jeffrey Wood, il ladro che nel 2022 rubò dal Château Laurier il celebre ritratto di Winston Churchill scattato da Yousuf Karsh, sostituendolo con una copia e rivendendolo a Londra. Condannato a due anni meno un giorno, Wood tenta ora di ridurre la pena, mentre l’opera è tornata al suo posto grazie all’intervento delle autorità britanniche e italiane, che hanno aiutato a rintracciarla. Dall’altra parte dell’Atlantico, una fondazione canadese senza scopo di lucro ha invece fatto da ponte per restituire al Musée d’Orsay un disegno di Renoir trafugato dai nazisti novant’anni fa. «Questa tela ha una storia complicata, purtroppo comune a molte opere d’arte europee», ha dichiarato la direttrice della EJB Steinberg Arts Foundation.
Il disegno, Le Jugement de Pâris, acquistato dalla fondazione nel 2023, è ora esposto a Parigi, segnando un passo nella lunga battaglia per la restituzione delle opere saccheggiate. Questi tre episodi, letti assieme, disegnano un panorama in cui il mercato dell’arte globale si muove tra inganni sofisticati e tentativi di giustizia. Per l’Europa, e per l’Italia che ospita alcuni dei più grandi patrimoni artistici, il monito è duplice: da un lato servono certificazioni più robuste per arginare le contraffazioni; dall’altro occorre rafforzare la cooperazione internazionale per recuperare i tesori perduti.
La sentenza del caso Bankowski potrebbe rappresentare un precedente, ma gli analisti di Bruxelles e New York concordano: la fiducia nel sistema si ricostruisce un pezzo alla volta, con indagini più rapide e sanzioni esemplari.
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