
La nazionale iraniana in Turchia tra visti e tensioni con gli USA: le garanzie della FIFA
La selezione iraniana è atterrata ad Antalya per un ritiro e le pratiche visti in vista dei Mondiali 2026, mentre il conflitto con Washington incombe.
La nazionale di calcio dell'Iran è giunta lunedì ad Antalya, in Turchia, per un ritiro di preparazione in vista dei Mondiali 2026, che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. L'arrivo è stato confermato da fonti dell'agenzia AFP, che hanno descritto i giocatori in tute blu navy mentre scendevano dall'aereo. La delegazione, composta da 22 elementi e dallo staff tecnico, si dedicherà a sedute di allenamento e a due amichevoli, come riferito dalla stampa iraniana. Il nodo cruciale resta però quello dei visti d'ingresso negli Stati Uniti, ancora non rilasciati: il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha espresso timori, dichiarando di sperare che vengano concessi a tutti i 28 convocati, altrimenti la situazione diventerebbe molto più complicata. La presenza della squadra in Turchia è stata ampiamente riportata dai media locali, con il quotidiano Sabah che ha dedicato un articolo alla delegazione.
Il contesto politico rende la questione dei visti particolarmente delicata. Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un'offensiva contro l'Iran, interrotta da un cessate il fuoco l'8 aprile, ma le trattative di pace non hanno ancora prodotto una svolta. Nuovi attacchi di droni contro i Paesi del Golfo e le minacce del presidente Trump hanno alimentato i timori di una ripresa delle ostilità. In questo scenario, la Federazione calcistica internazionale (FIFA) ha fornito garanzie ufficiali alla federcalcio iraniana, assicurando che verranno rispettati i diritti degli atleti e che la concessione dei visti è di competenza del Paese ospitante, secondo le norme FIFA. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, dopo un incontro tra i dirigenti iraniani e i vertici della FIFA in Turchia.
Dalla prospettiva di Teheran, la partecipazione ai Mondiali assume un valore simbolico e politico, in un momento in cui la nazione è sotto pressione internazionale. La stampa iraniana ha sottolineato la determinazione a competere nonostante le difficoltà, mentre osservatori occidentali notano che l'ottenimento dei visti potrebbe diventare una variabile diplomatica. L'esito di questa vicenda sarà seguito con attenzione a Bruxelles e a Washington: se i visti dovessero essere negati, si configurerebbe un precedente senza precedenti, con possibili ripercussioni sulle relazioni tra Iran e Stati Uniti, e sul ruolo della FIFA come garante dell'autonomia sportiva.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
La FIFA e la federazione iraniana hanno tenuto un incontro costruttivo a Istanbul, risolvendo i dettagli operativi per la partecipazione dell'Iran ai Mondiali 2026. La squadra si allenerà in Turchia, completerà le pratiche per i visti e poi viaggerà negli Stati Uniti per tutte e tre le partite del girone. I funzionari hanno espresso fiducia e soddisfazione per i progressi, nonostante il conflitto in corso in Medio Oriente.
Dopo un incontro costruttivo a Istanbul, la FIFA ha riconfermato la partecipazione dell'Iran ai Mondiali nonostante i dubbi sollevati dagli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran a febbraio. La delegazione iraniana si è concentrata sul superamento degli ostacoli per visti e logistica causati dalle tensioni geopolitiche. L'incontro è stato giudicato positivo, ma la narrazione sottolinea l'Iran come vittima di aggressioni straniere, con la sua presenza al torneo messa in discussione.
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