
Germania, la sconfitta che divide: Nagelsmann contro i suoi giocatori dopo il ko con l’Ecuador
Il ct tedesco parla di errori tattici, Kimmich e Undav ammettono che gli avversari avevano più fame: il 2-1 ecuadoriano apre crepe nello spogliatoio alla vigilia degli ottavi.
La Germania è già qualificata, l’Ecuador si gioca tutto. E si vede. A New Jersey, nella notte italiana, la squadra di Nagelsmann si illude con un gol-lampo di Sané dopo centonove secondi, poi si sfalda sotto i colpi di una Tri più aggressiva e affamata. Angulo pareggia prima dell’intervallo, Plata firma il sorpasso nella ripresa approfittando di un’incertezza di Neuer. Finisce 2-1 per i sudamericani, che strappano il pass per gli ottavi come una delle migliori terze, mentre i tedeschi – già certi del primo posto nel girone – incassano la terza sconfitta nelle ultime tre edizioni dei Mondiali, un bilancio in perfetta parità con le vittorie.
Il risultato scatena reazioni opposte dentro e fuori la Mannschaft. Per la stampa tedesca, il match svela una squadra senza gerarchie né identità: la Süddeutsche Zeitung parla di ruoli «annacquati» dallo staff tecnico, la Frankfurter Allgemeine di un piano ancora indecifrabile e di un gruppo che si è illuso dopo le vittorie con Curaçao e Costa d’Avorio. Ancora più severo Jürgen Klopp, oggi commentatore tv, che definisce «una catastrofe» gli errori in fase di possesso e accusa i suoi connazionali di aver giocato come in un allenamento, senza la «mentalità straordinaria» che serve in un Mondiale.
Ma è il dopopartita a consegnare la frattura più eloquente. Nagelsmann liquida come «sciocchezze» le ipotesi di scarsa motivazione e attribuisce la sconfitta a un «suicidio tattico» dopo il vantaggio: «Abbiamo perso il controllo, dovevamo essere più pazienti». Di tutt’altro avviso il capitano Kimmich e l’attaccante Undav, che davanti ai microfoni di Magenta TV riconoscono senza giri di parole la superiorità emotiva degli ecuadoriani. «Loro volevano vincere più di noi, è per questo che hanno meritato», dice Kimmich. Undav rincara: «Erano più aggressivi, più tenaci. Dobbiamo imparare che bisogna dare tutto, sempre». Una spaccatura che i media asiatici e sudamericani leggono come il sintomo di uno spogliatoio tutt’altro che compatto.
Dall’altra parte, l’Ecuador esulta con la passione di chi si è guadagnato la sopravvivenza. La stampa brasiliana sottolinea la «garra» della Tri, capace di divorare i tedeschi nei duelli a centrocampo e di ribaltare la partita con un Plata in versione eroe. Per il calcio sudamericano, il successo conferma che intensità e fame possono colmare il divario tecnico, specie quando l’avversario si presenta con la pancia piena di certezze.
La Germania adesso si prepara all’appuntamento di Boston, dove lunedì affronterà una delle otto migliori terze. Nagelsmann si trincera dietro il mistero della formazione («deciderò dopo l’allenamento di domenica»), ma le crepe emerse contro l’Ecuador rischiano di pesare più di una semplice sconfitta indolore.
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| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'Ecuador deve vincere per restare in corsa nel Gruppo E; la Germania è già qualificata.
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