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venerdì 5 giugno 2026

Gli Stati Uniti preparano una risoluzione contro l’Iran all’AIEA: il dossier nucleare si complica

Mentre proseguono i colloqui per un cessate il fuoco, Washington spinge per una condanna formale a Vienna. Dubbi da Mosca e Pechino, l’ombra delle scorte di uranio.

Alla vigilia della riunione del Consiglio dei governatori dell’AIEA, gli Stati Uniti hanno predisposto una bozza di risoluzione di condanna contro l’Iran, una mossa che rischia di inasprire il già fragile negoziato per il rinnovo della tregua fra Washington e Teheran. Lo riferiscono fonti diplomatiche occidentali, precisando che il testo non è stato ancora distribuito e i suoi contenuti restano indefiniti. L’iniziativa giunge mentre le due capitali discutono un’estensione del cessate il fuoco che potrebbe aprire la strada a colloqui più ampi sul programma nucleare iraniano, su cui il presidente Trump insiste per un’interdizione assoluta all’arma atomica.

La partita ruota attorno al destino delle consistenti scorte di uranio altamente arricchito, rimaste in gran parte intatte dopo i raid israelo-statunitensi dello scorso giugno che danneggiarono i tre impianti di arricchimento allora noti. Il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha dichiarato che la questione delle riserve è «al centro di qualsiasi possibile accordo» e ha confermato che le autorità iraniane hanno comunicato all’Agenzia che il materiale si trova ancora nei siti precedenti, ma senza che sia stato possibile verificarlo autonomamente. Grossi ha sottolineato che l’accesso ai siti è la precondizione per ogni valutazione tecnica, mentre da Mosca l’ambasciatore russo presso l’AIEA, Mikhail Ulyanov, ha messo in guardia: «Penso che questa azione possa provocare la parte iraniana». Russia e Cina si sono opposte a tutte le recenti risoluzioni critiche verso Teheran.

Le condizioni di conflitto intermittente continuano a ostacolare le ispezioni, nonostante la relativa calma seguita al cessate il fuoco: gli ispettori hanno potuto visitare alcune installazioni, ma la sorveglianza completa resta impossibile. Nel frattempo, indiscrezioni riportate dalla stampa iraniana evocano scenari di trasferimento dell’uranio in Paesi terzi, in particolare la Cina, che secondo alcuni analisti potrebbe agire da mediatore o depositario di un’intesa. Teheran ha smentito categoricamente queste ipotesi, ma esse alimentano il clima di sospetto reciproco.

Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la prospettiva di una nuova risoluzione è un banco di prova. Da una parte, i membri europei del Consiglio (Francia, Germania e Regno Unito) hanno storicamente sostenuto le iniziative statunitensi all’AIEA; dall’altra, una condanna formale rischia di irrigidire ulteriormente l’Iran e di allontanare la soluzione diplomatica che Bruxelles ha cercato di preservare fin dagli accordi del 2015. Per Roma, che intrattiene tradizionali legami economici e culturali con Teheran e guarda con preoccupazione all’instabilità del Medio Oriente, il bilanciamento tra non proliferazione e dialogo è particolarmente delicato.

La sessione del Consiglio dei governatori si preannuncia dunque come un momento di verità: se Washington procederà, la reazione iraniana potrebbe materializzarsi in un’ulteriore riduzione della cooperazione con l’Agenzia, gettando un’ombra sui colloqui per la tregua. L’intreccio tra il fronte politico e quello tecnico-ispezioni rimane il nodo gordiano di una crisi che coinvolge gli equilibri globali, con l’Europa e l’Italia chiamate a una difficile mediazione.

Divergenza — chi la racconta come
21%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.50 a 0.00
CriticoFavorevole
ATLIRNGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera0.00neutral
Stampa iraniana e affini−0.50critical
Stampa del Golfo arabo−0.20neutral
Stampa atlantica / anglosfera0.00

Gli Stati Uniti stanno preparando una bozza di risoluzione per il Consiglio dei governatori dell'AIEA che condanna l'Iran, secondo fonti diplomatiche. La mossa potrebbe complicare i negoziati in corso per l'estensione del cessate il fuoco e l'avvio di colloqui più ampi sul programma nucleare iraniano. Washington e Teheran stanno discutendo la proroga della tregua, mentre gli USA insistono che l'Iran non sviluppi armi nucleari.

PragmatismoDistacco
Stampa iraniana e affini−0.50

Mentre sono in corso colloqui nucleari e discussioni per l'estensione del cessate il fuoco, gli Stati Uniti preparano al contempo una nuova risoluzione AIEA di condanna contro l'Iran. Questa mossa contraddittoria rischia di irritare Teheran e di minare gli sforzi diplomatici; funzionari russi avvertono che l'Iran potrebbe reagire duramente. L'Iran ribadisce il suo diritto all'energia nucleare pacifica e nega di voler costruire armi, in un contesto di recenti attacchi militari ai suoi impianti.

ScetticismoVittimismoAllarme
Stampa del Golfo arabo−0.20

Gli USA stanno predisponendo una risoluzione di censura contro l'Iran in vista della riunione dei governatori AIEA, mossa che secondo i diplomatici potrebbe complicare i colloqui per l'estensione del cessate il fuoco. Mentre negoziano la tregua, Washington insiste che l'Iran non deve dotarsi di armi nucleari; Teheran nega ogni ambizione del genere. Lo scenario include attacchi militari americano-israeliani che hanno danneggiato noti impianti di arricchimento.

AllarmeDistacco
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Gli Stati Uniti preparano una risoluzione contro l’Iran all’AIEA: il dossier nucleare si complica

Mentre proseguono i colloqui per un cessate il fuoco, Washington spinge per una condanna formale a Vienna. Dubbi da Mosca e Pechino, l’ombra delle scorte di uranio.

Alla vigilia della riunione del Consiglio dei governatori dell’AIEA, gli Stati Uniti hanno predisposto una bozza di risoluzione di condanna contro l’Iran, una mossa che rischia di inasprire il già fragile negoziato per il rinnovo della tregua fra Washington e Teheran. Lo riferiscono fonti diplomatiche occidentali, precisando che il testo non è stato ancora distribuito e i suoi contenuti restano indefiniti. L’iniziativa giunge mentre le due capitali discutono un’estensione del cessate il fuoco che potrebbe aprire la strada a colloqui più ampi sul programma nucleare iraniano, su cui il presidente Trump insiste per un’interdizione assoluta all’arma atomica.

La partita ruota attorno al destino delle consistenti scorte di uranio altamente arricchito, rimaste in gran parte intatte dopo i raid israelo-statunitensi dello scorso giugno che danneggiarono i tre impianti di arricchimento allora noti. Il direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, ha dichiarato che la questione delle riserve è «al centro di qualsiasi possibile accordo» e ha confermato che le autorità iraniane hanno comunicato all’Agenzia che il materiale si trova ancora nei siti precedenti, ma senza che sia stato possibile verificarlo autonomamente. Grossi ha sottolineato che l’accesso ai siti è la precondizione per ogni valutazione tecnica, mentre da Mosca l’ambasciatore russo presso l’AIEA, Mikhail Ulyanov, ha messo in guardia: «Penso che questa azione possa provocare la parte iraniana». Russia e Cina si sono opposte a tutte le recenti risoluzioni critiche verso Teheran.

Le condizioni di conflitto intermittente continuano a ostacolare le ispezioni, nonostante la relativa calma seguita al cessate il fuoco: gli ispettori hanno potuto visitare alcune installazioni, ma la sorveglianza completa resta impossibile. Nel frattempo, indiscrezioni riportate dalla stampa iraniana evocano scenari di trasferimento dell’uranio in Paesi terzi, in particolare la Cina, che secondo alcuni analisti potrebbe agire da mediatore o depositario di un’intesa. Teheran ha smentito categoricamente queste ipotesi, ma esse alimentano il clima di sospetto reciproco.

Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, la prospettiva di una nuova risoluzione è un banco di prova. Da una parte, i membri europei del Consiglio (Francia, Germania e Regno Unito) hanno storicamente sostenuto le iniziative statunitensi all’AIEA; dall’altra, una condanna formale rischia di irrigidire ulteriormente l’Iran e di allontanare la soluzione diplomatica che Bruxelles ha cercato di preservare fin dagli accordi del 2015. Per Roma, che intrattiene tradizionali legami economici e culturali con Teheran e guarda con preoccupazione all’instabilità del Medio Oriente, il bilanciamento tra non proliferazione e dialogo è particolarmente delicato.

La sessione del Consiglio dei governatori si preannuncia dunque come un momento di verità: se Washington procederà, la reazione iraniana potrebbe materializzarsi in un’ulteriore riduzione della cooperazione con l’Agenzia, gettando un’ombra sui colloqui per la tregua. L’intreccio tra il fronte politico e quello tecnico-ispezioni rimane il nodo gordiano di una crisi che coinvolge gli equilibri globali, con l’Europa e l’Italia chiamate a una difficile mediazione.

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PragmatismoDistacco
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Mentre sono in corso colloqui nucleari e discussioni per l'estensione del cessate il fuoco, gli Stati Uniti preparano al contempo una nuova risoluzione AIEA di condanna contro l'Iran. Questa mossa contraddittoria rischia di irritare Teheran e di minare gli sforzi diplomatici; funzionari russi avvertono che l'Iran potrebbe reagire duramente. L'Iran ribadisce il suo diritto all'energia nucleare pacifica e nega di voler costruire armi, in un contesto di recenti attacchi militari ai suoi impianti.

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Gli USA stanno predisponendo una risoluzione di censura contro l'Iran in vista della riunione dei governatori AIEA, mossa che secondo i diplomatici potrebbe complicare i colloqui per l'estensione del cessate il fuoco. Mentre negoziano la tregua, Washington insiste che l'Iran non deve dotarsi di armi nucleari; Teheran nega ogni ambizione del genere. Lo scenario include attacchi militari americano-israeliani che hanno danneggiato noti impianti di arricchimento.

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