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martedì 21 luglio 2026

Gli Stati Uniti pubblicano un rapporto su Cuba: accuse di spionaggio e ingerenze

Il documento di 100 pagine denuncia una campagna di sovversione durata 67 anni, cita la presenza di agenti russi in Messico e menziona il presidente colombiano Gustavo Petro.

Il 20 luglio 2026 il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un rapporto di cento pagine intitolato “Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo”, presentato dal segretario di Stato Marco Rubio. Il documento accusa il governo dell’Avana di aver condotto per 67 anni una campagna di “spionaggio e sovversione” sul suolo statunitense, infiltrando i più alti livelli dell’amministrazione, reclutando attivisti e sostenendo gruppi armati di estrema sinistra. Secondo il rapporto, Cuba ha costruito una rete rivoluzionaria che ha plasmato movimenti estremisti influenti negli Stati Uniti, tra cui i Democratic Socialists of America e Black Lives Matter, e continua a mantenere legami con organizzazioni della sinistra radicale.

Il governo cubano ha respinto le accuse, negando la presenza di installazioni militari o di intelligence di potenze straniere sull’isola e accusando Washington di usare il dossier per giustificare un inasprimento della propria politica. Il rapporto allarga il quadro regionale: sostiene che ufficiali dell’intelligence russa operano in Messico sotto copertura diplomatica per raccogliere informazioni sugli Stati Uniti, una circostanza che avrebbe generato tensioni diplomatiche tra i due Paesi. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha confermato la presenza di circa 250 agenti stranieri nel Paese, senza precisarne le affiliazioni. Il documento menziona inoltre il presidente colombiano Gustavo Petro per la sua passata militanza nel gruppo guerrigliero M-19, che secondo il rapporto ricevette addestramento e sostegno da Cuba.

Il Dipartimento di Stato descrive un’alleanza strategica tra L’Avana, Mosca e Pechino. Cuba ospiterebbe 18 centri di intelligence dei segnali, di cui due gestiti dalla Russia e tre dalla Cina, con un personale triplicato dal 2023. Tali installazioni, definite “i più critici avamposti di ascolto all’estero” per entrambe le potenze, sarebbero utilizzate per monitorare le attività militari americane e sostenere operazioni di disinformazione e cyberattacchi. La pubblicazione del rapporto avviene in un momento di forte pressione economica sull’isola: l’amministrazione Trump ha imposto un blocco petrolifero che ha provocato blackout nazionali e una crisi umanitaria, descritta da alcuni deputati democratici come una “Gaza silenziosa”.

Il dossier non annuncia nuove misure concrete, ma si inserisce in una campagna di massima pressione che ha già portato a sanzioni contro il ministero del Turismo cubano e aziende statali. Sul piano diplomatico, l’Assemblea Generale dell’Onu ha recentemente approvato con 136 voti favorevoli, 9 contrari e 30 astensioni – tra cui quella dell’Italia – la riapertura del dibattito sull’embargo. Il rapporto rappresenta un tassello di una strategia più ampia, mentre il presidente Trump ha dichiarato che “molte cose accadranno a Cuba nei prossimi mesi”, senza escludere ulteriori iniziative.

Divergenza — chi la racconta come
51%Media
4 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.40
CriticoFavorevole
ATLLATCINEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa latinoamericana+0.40aligned
Stampa cinese+0.30aligned
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.40

Il rapporto americano denuncia attività di spionaggio cubano, giustificando misure di sicurezza nazionale.

AllarmePragmatismo
Stampa latinoamericana+0.40

Il rapporto è un pretesto per una nuova ondata di pressioni imperialiste contro Cuba, ignorando la sovranità dell'isola.

IndignazioneVittimismo
Stampa cinese+0.30

Pechino vede nel rapporto un'ennesima mossa egemonica di Washington contro un paese socialista fratello.

ScetticismoRevanscismo
Stampa europea continentale−0.10

L'Europa prende atto del rapporto ma invita alla moderazione e al dialogo, senza schierarsi apertamente.

DistaccoPragmatismo
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martedì 21 luglio 2026

Gli Stati Uniti pubblicano un rapporto su Cuba: accuse di spionaggio e ingerenze

Il documento di 100 pagine denuncia una campagna di sovversione durata 67 anni, cita la presenza di agenti russi in Messico e menziona il presidente colombiano Gustavo Petro.

Il 20 luglio 2026 il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un rapporto di cento pagine intitolato “Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo”, presentato dal segretario di Stato Marco Rubio. Il documento accusa il governo dell’Avana di aver condotto per 67 anni una campagna di “spionaggio e sovversione” sul suolo statunitense, infiltrando i più alti livelli dell’amministrazione, reclutando attivisti e sostenendo gruppi armati di estrema sinistra. Secondo il rapporto, Cuba ha costruito una rete rivoluzionaria che ha plasmato movimenti estremisti influenti negli Stati Uniti, tra cui i Democratic Socialists of America e Black Lives Matter, e continua a mantenere legami con organizzazioni della sinistra radicale.

Il governo cubano ha respinto le accuse, negando la presenza di installazioni militari o di intelligence di potenze straniere sull’isola e accusando Washington di usare il dossier per giustificare un inasprimento della propria politica. Il rapporto allarga il quadro regionale: sostiene che ufficiali dell’intelligence russa operano in Messico sotto copertura diplomatica per raccogliere informazioni sugli Stati Uniti, una circostanza che avrebbe generato tensioni diplomatiche tra i due Paesi. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha confermato la presenza di circa 250 agenti stranieri nel Paese, senza precisarne le affiliazioni. Il documento menziona inoltre il presidente colombiano Gustavo Petro per la sua passata militanza nel gruppo guerrigliero M-19, che secondo il rapporto ricevette addestramento e sostegno da Cuba.

Il Dipartimento di Stato descrive un’alleanza strategica tra L’Avana, Mosca e Pechino. Cuba ospiterebbe 18 centri di intelligence dei segnali, di cui due gestiti dalla Russia e tre dalla Cina, con un personale triplicato dal 2023. Tali installazioni, definite “i più critici avamposti di ascolto all’estero” per entrambe le potenze, sarebbero utilizzate per monitorare le attività militari americane e sostenere operazioni di disinformazione e cyberattacchi. La pubblicazione del rapporto avviene in un momento di forte pressione economica sull’isola: l’amministrazione Trump ha imposto un blocco petrolifero che ha provocato blackout nazionali e una crisi umanitaria, descritta da alcuni deputati democratici come una “Gaza silenziosa”.

Il dossier non annuncia nuove misure concrete, ma si inserisce in una campagna di massima pressione che ha già portato a sanzioni contro il ministero del Turismo cubano e aziende statali. Sul piano diplomatico, l’Assemblea Generale dell’Onu ha recentemente approvato con 136 voti favorevoli, 9 contrari e 30 astensioni – tra cui quella dell’Italia – la riapertura del dibattito sull’embargo. Il rapporto rappresenta un tassello di una strategia più ampia, mentre il presidente Trump ha dichiarato che “molte cose accadranno a Cuba nei prossimi mesi”, senza escludere ulteriori iniziative.

Divergenza — chi la racconta come
51%Media
4 blocchi · posizioni da −0.40 a +0.40
CriticoFavorevole
ATLLATCINEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa latinoamericana+0.40aligned
Stampa cinese+0.30aligned
Stampa europea continentale−0.10neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.40

Il rapporto americano denuncia attività di spionaggio cubano, giustificando misure di sicurezza nazionale.

AllarmePragmatismo
Stampa latinoamericana+0.40

Il rapporto è un pretesto per una nuova ondata di pressioni imperialiste contro Cuba, ignorando la sovranità dell'isola.

IndignazioneVittimismo
Stampa cinese+0.30

Pechino vede nel rapporto un'ennesima mossa egemonica di Washington contro un paese socialista fratello.

ScetticismoRevanscismo
Stampa europea continentale−0.10

L'Europa prende atto del rapporto ma invita alla moderazione e al dialogo, senza schierarsi apertamente.

DistaccoPragmatismo

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