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martedì 21 luglio 2026

FMI approva 690 milioni di dollari per l'Ucraina, totale a 2,2 miliardi

Il Fondo Monetario Internazionale ha sbloccato un nuovo prestito per Kiev, che mantiene la stabilità macroeconomica nonostante la guerra e le riforme rallentate.

Il Consiglio esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha approvato un nuovo prestito di 690 milioni di dollari per l'Ucraina, portando il totale dei versamenti nell'ambito del programma quadriennale da 8,1 miliardi a circa 2,2 miliardi. La decisione, annunciata lunedì, è stata presa al termine di una revisione dell'economia ucraina.

Secondo il FMI, l'Ucraina ha mantenuto la stabilità macroeconomica e finanziaria nonostante la guerra in corso con la Russia, un contesto esterno più difficile e rischi eccezionalmente elevati. La direttrice generale Kristalina Georgieva ha definito il paese "notevolmente resiliente" e ha sottolineato che politiche solide, ancorate al programma del FMI e sostenute da un forte sostegno internazionale, hanno contribuito a preservare la stabilità. Tuttavia, il Fondo ha rilevato un peggioramento delle prospettive economiche, dovuto principalmente all'intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture critiche e agli effetti indiretti del conflitto in Medio Oriente.

La performance del programma è stata giudicata "complessivamente soddisfacente", con tutti gli obiettivi quantitativi e indicativi fissati per fine marzo raggiunti. L'obiettivo sulle riserve internazionali nette per fine giugno, invece, non è stato centrato, in parte a causa dell'impatto del conflitto mediorientale. Il FMI ha inoltre segnalato un rallentamento nell'attuazione delle riforme, con diversi parametri strutturali completati in ritardo o non raggiunti. Per mantenere il programma in carreggiata, lo staff del Fondo e le autorità ucraine hanno concordato a giugno un calendario rivisto per le riforme, misure correttive e nuovi impegni politici.

Georgieva ha ribadito che preservare la stabilità macroeconomica resta la priorità immediata per l'Ucraina, e ha sollecitato politiche fiscali e monetarie prudenti, oltre a misure per rafforzare la resilienza del settore finanziario. Il programma, il più grande mai approvato dal FMI per un paese in stato di conflitto, prevede condizioni che includono riforme strutturali, mobilitazione delle entrate interne, lotta alla corruzione e allineamento doganale con gli standard dell'Unione Europea. Il prossimo passo sarà la continuazione delle revisioni periodiche, con l'erogazione delle successive tranche subordinata al rispetto degli impegni assunti.

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Stampa russa e CSI−0.80

La Russia riproietta la guerra come una minaccia esistenziale, enfatizzando gli attacchi dei droni e la leadership militare ucraina, ignorando la dimensione economica del conflitto.

AllarmeRevanscismo
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L'Europa continentale si concentra su questioni interne e commerciali, senza menzionare l'Ucraina, suggerendo che la guerra non è una priorità immediata.

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martedì 21 luglio 2026

FMI approva 690 milioni di dollari per l'Ucraina, totale a 2,2 miliardi

Il Fondo Monetario Internazionale ha sbloccato un nuovo prestito per Kiev, che mantiene la stabilità macroeconomica nonostante la guerra e le riforme rallentate.

Il Consiglio esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha approvato un nuovo prestito di 690 milioni di dollari per l'Ucraina, portando il totale dei versamenti nell'ambito del programma quadriennale da 8,1 miliardi a circa 2,2 miliardi. La decisione, annunciata lunedì, è stata presa al termine di una revisione dell'economia ucraina.

Secondo il FMI, l'Ucraina ha mantenuto la stabilità macroeconomica e finanziaria nonostante la guerra in corso con la Russia, un contesto esterno più difficile e rischi eccezionalmente elevati. La direttrice generale Kristalina Georgieva ha definito il paese "notevolmente resiliente" e ha sottolineato che politiche solide, ancorate al programma del FMI e sostenute da un forte sostegno internazionale, hanno contribuito a preservare la stabilità. Tuttavia, il Fondo ha rilevato un peggioramento delle prospettive economiche, dovuto principalmente all'intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture critiche e agli effetti indiretti del conflitto in Medio Oriente.

La performance del programma è stata giudicata "complessivamente soddisfacente", con tutti gli obiettivi quantitativi e indicativi fissati per fine marzo raggiunti. L'obiettivo sulle riserve internazionali nette per fine giugno, invece, non è stato centrato, in parte a causa dell'impatto del conflitto mediorientale. Il FMI ha inoltre segnalato un rallentamento nell'attuazione delle riforme, con diversi parametri strutturali completati in ritardo o non raggiunti. Per mantenere il programma in carreggiata, lo staff del Fondo e le autorità ucraine hanno concordato a giugno un calendario rivisto per le riforme, misure correttive e nuovi impegni politici.

Georgieva ha ribadito che preservare la stabilità macroeconomica resta la priorità immediata per l'Ucraina, e ha sollecitato politiche fiscali e monetarie prudenti, oltre a misure per rafforzare la resilienza del settore finanziario. Il programma, il più grande mai approvato dal FMI per un paese in stato di conflitto, prevede condizioni che includono riforme strutturali, mobilitazione delle entrate interne, lotta alla corruzione e allineamento doganale con gli standard dell'Unione Europea. Il prossimo passo sarà la continuazione delle revisioni periodiche, con l'erogazione delle successive tranche subordinata al rispetto degli impegni assunti.

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L'Europa continentale si concentra su questioni interne e commerciali, senza menzionare l'Ucraina, suggerendo che la guerra non è una priorità immediata.

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