
Il grano in stallo tra record sudamericani e costi in salita: l'Italia osserva
Brasile verso raccolto record di soia, ma l'Argentina riduce le semine. In Italia qualità buona, ma superfici e prezzi preoccupano.
Il Brasile si avvia a chiudere la stagione cerealicola 2025/26 con un dato che ridefinisce gli equilibri del commercio globale: la Conab ha rivisto al rialzo le stime del raccolto complessivo fino a 358 milioni di tonnellate, con la soia a quota 180,1 milioni – il valore più alto della serie storica [A4]. Un'annata eccezionale che, secondo l'ottica di Brasilia, conferma il ruolo del Paese come fornitore dominante di proteine vegetali. Ma la crescita esponenziale dell'offerta sudamericana non trova un contrappunto altrettanto lineare altrove.
In Italia, la campagna cerealicola volge al termine con un bilancio che i tecnici di Consorzi Agrari d'Italia definiscono a due facce [A1] [A5]. Da un lato, le rese per ettaro e la qualità del raccolto si collocano su livelli medio-alti, un segnale confortante dopo le incognite meteo della scorsa stagione. Dall'altro, però, persiste una criticità strutturale: la contrazione delle superfici seminate, unita al rialzo dei costi di produzione e alla volatilità dei prezzi di vendita, tiene sotto pressione le aziende agricole. Il quadro è ulteriormente aggravato dall'incertezza geopolitica, che rende opachi i flussi commerciali. Per l'Europa, abituata a importare materia prima dal Mar Nero e dalle Americhe, il rischio è di ritrovarsi in una morsa tra domanda interna debole e concorrenza estera a basso costo.
Oltreoceano, la situazione argentina offre una lezione di complessità. Le condizioni climatiche sono quasi ideali: i profili di umidità del suolo sono superiori a quelli del 2021, annata che diede un raccolto record [A2]. Eppure la superficie destinata al grano tenero per la campagna 2026 segna un calo del 7 per cento, circa 500mila ettari in meno. Il motivo, spiegano gli analisti di Buenos Aires, è l'esplosione del prezzo dei fertilizzanti azotati, in particolare dell'urea, che rende antieconomica la semina estensiva [A2]. A ciò si aggiunge un paradosso: la stagione appena conclusa è stata la migliore di sempre con 29,5 milioni di tonnellate, ma l'industria molitoria denuncia carenza di offerta e qualità panificabile inadeguata [A6]. Tanto che, come riferisce la Federazione Argentina dell'Industria Molitoria, si sta già valutando l'importazione di grano dal Paraguay. Un cortocircuito che rivela quanto gli squilibri di filiera possano annullare i vantaggi della natura. Intanto, la disponibilità di sementi non manca, ma il nodo resta il costo complessivo della produzione, come sottolinea il responsabile commerciale dell'ACA [A3].
Di fronte a questo scenario, il mercato globale dei cereali si prepara a una fase di transizione. L'offerta abbondante dal Brasile spingerà al ribasso i prezzi internazionali della soia, ma l'incertezza sui costi di produzione e la concentrazione geografica delle eccedenze – poche regioni producono molto – rendono il sistema vulnerabile a shock esterni. Per l'Italia, e più in generale per l'Unione europea, il nodo centrale resta la competitività: come reggere la pressione di un'agricoltura sudamericana che scala volumi mentre i produttori europei sono stretti tra oneri normativi, margini ridotti e instabilità dei mercati? Le prossime settimane, con la pubblicazione dei dati definitivi di semina e le prime stime di resa, diranno se il 2026 sarà l'anno del consolidamento o della frattura. Intanto, da San Lazzaro di Savena a Rosario, gli operatori guardano avanti con la consapevolezza che il vero raccolto, ormai, è quello delle scelte strategiche.
| Stampa europea continentale | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
Il raccolto cerealicolo 2025/2026 si chiude con rese per ettaro positive e una qualità generalmente molto buona, ma l'incertezza domina a causa della riduzione delle superfici seminate, dell'aumento dei costi di produzione e dei prezzi instabili. I consorzi agrari sottolineano il paradosso di un'annata tecnicamente buona ma economicamente critica, chiedendo attenzione per le difficoltà strutturali del settore.
Nonostante condizioni climatiche eccellenti e riserve idriche record, la superficie seminata a grano in Argentina è in calo del 7% e il settore molitorio minaccia di importare il cereale dal Paraguay, vittima di una 'paradossale abbondanza'. I costi di produzione schiaccianti e i prezzi poco remunerativi spingono i produttori a ridurre le semine, mentre il Brasile stima un raccolto record di soia, creando un contrasto regionale tra eccedenze e difficoltà di approvvigionamento.
Allarga lo sguardo
Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua
2 lingue · 74 testate
Da TechnologyGli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali
1 lingua · 8 testate
Da Science & HealthFinestra alimentare di 8-9 ore: benefici cognitivi in donne in sovrappeso, ma lo studio è preliminare
4 lingue · 10 testate