
Il New Jersey accoglie il Marocco per i Mondiali 2026: la governatrice Sherrill tra sport e politica
La scelta della Pingry School come base dei Leoni dell’Atlante. Mikie Sherrill accoglie il Marocco ma sfida la Fifa e i tagli al welfare.
Il New Jersey si prepara a diventare uno dei centri nevralgici del Mondiale 2026. La governatrice Mikie Sherrill ha annunciato, insieme all’ambasciatore marocchino Youssef Amrani, che la squadra del Marocco stabilirà il proprio campo base alla Pingry School di Basking Ridge, a un’ora da New York. Una scelta che non sorprende: la struttura aveva già ospitato l’Italia finalista nel 1994 e oggi si inserisce in una strategia di diplomazia sportiva che Rabat cura con particolare attenzione, vista la crescente influenza del calcio marocchino sulla scena internazionale. I Leoni dell’Atlante, inseriti nel girone C con Brasile, Scozia e Haiti, giocheranno le prime partite sulla costa orientale, e il New Jersey si candida così a essere una delle destinazioni più ambite per i ritiri delle nazionali, al pari di Kansas City che ospiterà Argentina e Inghilterra.
Ma la governatrice Sherrill non è certo una soccer mom qualsiasi. Ex pilota della Marina, democratica con un passato da procuratrice federale, ha costruito la sua reputazione sfidando apertamente la Fifa e il presidente Gianni Infantino, chiedendo garanzie per i contribuenti del New Jersey di fronte ai costi dell’evento. Una battaglia che le è valsa l’appellativo di Robin Hood del pallone, come scrivono i cronisti locali. E che si intreccia ora con un’altra, ben più aspra: quella contro i tagli al programma SNAP voluti da Donald Trump. La legge H.R. 1, che dal 2028 costringerebbe gli stati a coprire una quota dei sussidi alimentari, metterebbe a rischio centinaia di milioni di dollari per il New Jersey, e Sherrill ha chiesto al presidente di rinviare la misura al 2030.
Nel frattempo, a Washington si discute di frodi nei programmi federali. La task force anti-frode guidata dal vicepresidente JD Vance, voluta da Trump, ha acceso i riflettori su casi come quello del Minnesota, dove l’associazione Feeding Our Future ha sottratto milioni. Una vicenda che, secondo gli analisti, rivela fragilità sistemiche nei controlli pubblici.
Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il Mondiale 2026 rappresenta un’occasione per osservare da vicino le dinamiche di un paese che ospiterà la finale al MetLife Stadium. La comunità marocchina in Italia, seconda solo a quella francese, seguirà con passione il percorso della propria nazionale. Ma la vera partita, per Sherrill, è un’altra: conciliare la vetrina globale del calcio con le urgenze sociali di uno stato che non intende pagare il conto.
La strada verso il 2026 sarà lunga. E mentre le nazionali affilano le armi, la governatrice del New Jersey continua a giocare su due fronti: quello della diplomazia sportiva e quello della difesa del welfare. Una doppia sfida che potrebbe ridefinire il ruolo delle istituzioni locali nell’organizzazione dei grandi eventi.
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