
Il nome di Aigner per la presidenza tedesca: la mossa di Söder che cambia gli equilibri
La sorpresa arriva da Monaco: Markus Söder ha rotto il silenzio sulla successione di Frank-Walter Steinmeier, indicando il nome della sua compagna di partito Ilse Aigner per la carica di presidente federale. La dichiarazione, rilasciata al «Münchner Merkur», segna una svolta nelle dinamiche interne alla CSU, perché fino a ieri Söder aveva evitato di esporsi, probabilmente per tenersi aperta la strada verso la cancelleria. Ora, invece, il premier bavarese si schiera apertamente: «Se Ilse Aigner lo desidera, ha la mia piena simpatia e il mio sostegno». La partita per il Quirinale tedesco si giocherà all'inizio del 2027, quando scadrà il secondo mandato di Steinmeier, che non potrà più ricandidarsi.
Da Berlino, dove la scelta del capo dello Stato è tradizionalmente un’operazione di equilibrio tra i partiti, la mossa di Söder viene letta come un tentativo di rafforzare il peso della CSU a livello nazionale, in un momento in cui la CDU di Friedrich Merz guida il governo. L’ipotesi che entrambe le massime cariche – cancelliere e presidente – possano finire in mani bavaresi è considerata irrealistica, ma l’indicazione di Aigner, ex ministra federale dell’Agricoltura e oggi numero due del Land come presidente del Landtag, potrebbe rappresentare una carta spendibile nelle trattative con i socialdemocratici e con i Verdi. Secondo gli analisti di Bruxelles, la scelta non è neutrale per l’Europa: la presidenza tedesca ha un ruolo cerimoniale ma anche di garanzia istituzionale, e un profilo come quello di Aigner, moderato e con solide radici territoriali, potrebbe favorire un clima di stabilità in un momento in cui la Germania cerca di riconquistare leadership politica ed economica.
Da Roma, dove si segue con attenzione la transizione tedesca per le sue ricadute sul bilancio comunitario e sulle politiche migratorie, l'uscita di Söder conferma la tendenza a personalizzare le successioni. L’opposizione socialdemocratica e i liberali hanno già fatto sapere che la scelta non può essere appannaggio di un solo partito, e che la prossima nomina dovrà passare da un confronto parlamentare ampio. La partita si giocherà dopo l’estate, quando l’Unione presenterà formalmente la propria proposta. Ma l’effetto sorpresa è già stato ottenuto: il nome di Ilse Aigner esce dalla dimensione regionale bavarese e si proietta nel dibattito nazionale. Se accetterà la candidatura, la sfida per Söder sarà duplice: tenere insieme la base conservatrice e, al tempo stesso, non bruciare le residue ambizioni personali per la cancelleria. L’avvicinarsi del 2027 renderà più netti i contorni di una partita che, per ora, è solo agli albori.
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