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Il Pentagono in preghiera con Tarantino: quando Hegseth scambia la Bibbia per 'Pulp Fiction'

Una funzione religiosa al Pentagono si è trasformata in un incidente diplomatico e culturale, con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth che ha citato, come fosse un versetto biblico, il violento monologo del killer Jules dal film 'Pulp Fiction' di Quentin Tarantino. Hegseth ha presentato il testo, recitato dall'attore Samuel L. Jackson prima di un omicidio nel cult movie del 1994, come una preghiera ispirata al libro di Ezechiele per benedire una missione di salvataggio in Iran, denominata 'Sandy 1'. La gaffe, divenuta virale in poche ore, non è solo una svista imbarazzante, ma rivela le profonde contraddizioni di una leadership che mescola fede, guerra e cultura pop.

L'episodio si inserisce nel personaggio pubblico di Hegseth, noto per una fede ostentata che sfiora il cosplay storico: tatuaggi con croci di Gerusalemme e il motto crociato 'Deus vult', l'auto-definizione di 'ministro della guerra' e una retorica da crociato moderno. Durante il servizio di preghiera, ha affermato che la preghiera, chiamata 'CSAR 25:17' tra i militari, guidava le operazioni in Iran, senza rendersi conto che si trattava di un adattamento cinematografico, non delle Sacre Scritture. Secondo gli analisti di Washington, questa confusione tra finzione e realtà distrae dal vero sforzo bellico e solleva interrogativi sulla competenza del vertice della Difesa.

Dall'ottica di Bruxelles e delle capitali europee, l'incidente è visto come un sintomo preoccupante di un fondamentalismo religioso che si insinua nella politica estera americana, rischiando di minare la coesione della NATO e la credibilità degli Stati Uniti in teatri critici come il Medio Oriente. In Italia, dove la sensibilità verso la laicità delle istituzioni è alta, si osserva con apprensione come tali derive possano indebolire la partnership transatlantica, soprattutto in scenari come il Mediterraneo, dove la stabilità richiede pragmatismo, non teatralità. La prospettiva di Mosca, invece, coglie l'occasione per dipingere l'amministrazione americana come amateuristica, utilizzando l'episodio per ridicolizzare la moralità della guerra in Iran.

Oltre il ridicolo, la vicenda solleva questioni sostanziali: secondo osservatori europei, riflette una tendenza a strumentalizzare la fede per giustificare interventi militari, con Hegseth che, in pieno stile tarantiniano, ha legato la 'vendetta divina' alle operazioni belliche. Questo approccio, già emerso con le polemiche sulle immagini sacre di Donald Trump, segna un'ulteriore frattura tra l'esecutivo americano e le autorità religiose tradizionali, oltre che con gli alleati.

In prospettiva, l'episodio del falso versetto biblico potrebbe avere ripercussioni sulla percezione della leadership americana, spingendo l'Europa e l'Italia a valutare con maggiore autonomia le alleanze strategiche. In un contesto globale dove la retorica spesso sostituisce la sostanza, la capacità di distinguere tra cinema e realtà diventa un fattore cruciale per la sicurezza collettiva, e la gaffe di Hegseth rischia di essere ricordata come un simbolo di questa pericolosa confusione.

Divergenza — chi la racconta come
33%Media
3 blocchi · posizioni da −0.80 a 0.00
CriticoFavorevole
EURRUSATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa europea continentale−0.80critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa europea continentale−0.80

Il segretario alla Difesa americano ha recitato un falso versetto biblico tratto da Pulp Fiction durante una funzione al Pentagono, scatenando polemiche e ironie. L'episodio viene dipinto come l'ennesima prova di un mix di ignoranza e teatralità, perfettamente in linea con la sua posa da crociato moderno.

IroniaIndignazione
Stampa russa e CSI0.00

Il ministro della Difesa statunitense ha citato durante un discorso al Pentagono un passaggio che ha attribuito alla Bibbia, ma che in realtà proviene dal film Pulp Fiction di Tarantino. La notizia viene riportata in modo asciutto, senza commenti espliciti, limitandosi a segnalare la gaffe.

DistaccoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Il segretario alla Difesa Hegseth ha recitato un discorso di Pulp Fiction durante una riunione di preghiera al Pentagono, suscitando critiche per aver distolto l'attenzione dallo sforzo bellico. Fonti interne al Pentagono lamentano che questi incontri di preghiera distraggono frequentemente il personale dalle operazioni militari.

IndignazioneScetticismo
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Beirut, a sei anni dall’esplosione del porto la giustizia resta un cantiere aperto·Tlalpan, fermato un uomo con 217 chili di cocaina occultati in un furgone·Scott Bessent: possibile accordo Usa-Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz·Ebola in Congo: superati 3.700 casi, l’OMS chiede più risorse·Milano in lacrime per Franco Baresi: l’addio al Capitano nella basilica di Sant’Ambrogio·HSBC riprende i buyback dopo un semestre da 19,5 miliardi di utile·Scossa di magnitudo 4.3 con epicentro vicino a Pisa, avvertita in tutta la Toscana·BP: utile adjusted a 5,73 miliardi nel trimestre, spinto dal trading e dal conflitto in Medio Oriente·Beirut, a sei anni dall’esplosione del porto la giustizia resta un cantiere aperto·Tlalpan, fermato un uomo con 217 chili di cocaina occultati in un furgone·Scott Bessent: possibile accordo Usa-Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz·Ebola in Congo: superati 3.700 casi, l’OMS chiede più risorse·Milano in lacrime per Franco Baresi: l’addio al Capitano nella basilica di Sant’Ambrogio·HSBC riprende i buyback dopo un semestre da 19,5 miliardi di utile·Scossa di magnitudo 4.3 con epicentro vicino a Pisa, avvertita in tutta la Toscana·BP: utile adjusted a 5,73 miliardi nel trimestre, spinto dal trading e dal conflitto in Medio Oriente·
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mercoledì 22 aprile 2026

Il Pentagono in preghiera con Tarantino: quando Hegseth scambia la Bibbia per 'Pulp Fiction'

Una funzione religiosa al Pentagono si è trasformata in un incidente diplomatico e culturale, con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth che ha citato, come fosse un versetto biblico, il violento monologo del killer Jules dal film 'Pulp Fiction' di Quentin Tarantino. Hegseth ha presentato il testo, recitato dall'attore Samuel L. Jackson prima di un omicidio nel cult movie del 1994, come una preghiera ispirata al libro di Ezechiele per benedire una missione di salvataggio in Iran, denominata 'Sandy 1'. La gaffe, divenuta virale in poche ore, non è solo una svista imbarazzante, ma rivela le profonde contraddizioni di una leadership che mescola fede, guerra e cultura pop.

L'episodio si inserisce nel personaggio pubblico di Hegseth, noto per una fede ostentata che sfiora il cosplay storico: tatuaggi con croci di Gerusalemme e il motto crociato 'Deus vult', l'auto-definizione di 'ministro della guerra' e una retorica da crociato moderno. Durante il servizio di preghiera, ha affermato che la preghiera, chiamata 'CSAR 25:17' tra i militari, guidava le operazioni in Iran, senza rendersi conto che si trattava di un adattamento cinematografico, non delle Sacre Scritture. Secondo gli analisti di Washington, questa confusione tra finzione e realtà distrae dal vero sforzo bellico e solleva interrogativi sulla competenza del vertice della Difesa.

Dall'ottica di Bruxelles e delle capitali europee, l'incidente è visto come un sintomo preoccupante di un fondamentalismo religioso che si insinua nella politica estera americana, rischiando di minare la coesione della NATO e la credibilità degli Stati Uniti in teatri critici come il Medio Oriente. In Italia, dove la sensibilità verso la laicità delle istituzioni è alta, si osserva con apprensione come tali derive possano indebolire la partnership transatlantica, soprattutto in scenari come il Mediterraneo, dove la stabilità richiede pragmatismo, non teatralità. La prospettiva di Mosca, invece, coglie l'occasione per dipingere l'amministrazione americana come amateuristica, utilizzando l'episodio per ridicolizzare la moralità della guerra in Iran.

Oltre il ridicolo, la vicenda solleva questioni sostanziali: secondo osservatori europei, riflette una tendenza a strumentalizzare la fede per giustificare interventi militari, con Hegseth che, in pieno stile tarantiniano, ha legato la 'vendetta divina' alle operazioni belliche. Questo approccio, già emerso con le polemiche sulle immagini sacre di Donald Trump, segna un'ulteriore frattura tra l'esecutivo americano e le autorità religiose tradizionali, oltre che con gli alleati.

In prospettiva, l'episodio del falso versetto biblico potrebbe avere ripercussioni sulla percezione della leadership americana, spingendo l'Europa e l'Italia a valutare con maggiore autonomia le alleanze strategiche. In un contesto globale dove la retorica spesso sostituisce la sostanza, la capacità di distinguere tra cinema e realtà diventa un fattore cruciale per la sicurezza collettiva, e la gaffe di Hegseth rischia di essere ricordata come un simbolo di questa pericolosa confusione.

Divergenza — chi la racconta come
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CriticoFavorevole
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Stampa europea continentale−0.80critical
Stampa russa e CSI0.00neutral
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
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Il segretario alla Difesa americano ha recitato un falso versetto biblico tratto da Pulp Fiction durante una funzione al Pentagono, scatenando polemiche e ironie. L'episodio viene dipinto come l'ennesima prova di un mix di ignoranza e teatralità, perfettamente in linea con la sua posa da crociato moderno.

IroniaIndignazione
Stampa russa e CSI0.00

Il ministro della Difesa statunitense ha citato durante un discorso al Pentagono un passaggio che ha attribuito alla Bibbia, ma che in realtà proviene dal film Pulp Fiction di Tarantino. La notizia viene riportata in modo asciutto, senza commenti espliciti, limitandosi a segnalare la gaffe.

DistaccoPragmatismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Il segretario alla Difesa Hegseth ha recitato un discorso di Pulp Fiction durante una riunione di preghiera al Pentagono, suscitando critiche per aver distolto l'attenzione dallo sforzo bellico. Fonti interne al Pentagono lamentano che questi incontri di preghiera distraggono frequentemente il personale dalle operazioni militari.

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