
Il Pentagono sceglie otto big tech per l'IA bellica, esclusa Anthropic
Il Pentagono ha annunciato venerdì un accordo con otto tra i maggiori colossi dell'intelligenza artificiale – SpaceX, OpenAI, Google, Nvidia, Reflection, Microsoft, Amazon Web Services e Oracle – per integrare le loro tecnologie nelle reti classificate del dipartimento della Difesa americano. L'obiettivo dichiarato è trasformare l'esercito statunitense in una forza da combattimento «AI-first», capace di mantenere un vantaggio decisionale in tutti i teatri operativi. L'intesa, che prevede l'impiego per «usi operativi leciti», accelera un percorso già tracciato: la piattaforma interna GenAI.mil ha registrato in soli cinque mesi oltre 1,3 milioni di utenti tra personale militare e civile, riducendo da mesi a giorni la durata di molte missioni analitiche.
La notizia, tuttavia, è accompagnata da una assenza che pesa: quella di Anthropic, la startup californiana creatrice del modello Claude. La Casa Bianca l'ha inserita nella lista dei rischi per la catena di approvvigionamento legati alla sicurezza nazionale, dopo che l'azienda aveva preteso garanzie etiche sull'uso bellico dell'IA, chiedendo di escludere sistemi autonomi letali e la sorveglianza di massa sui cittadini americani. Il contenzioso è ora nelle aule di tribunale, mentre Anthropic continua a lavorare con altre agenzie federali.
La scelta di escluderla non è solo tecnica: secondo gli analisti di Washington, rappresenta un chiaro segnale politico – la nuova amministrazione non tollera veti esterni su decisioni militari, anche a costo di rinunciare a uno dei modelli più avanzati. La tensione, però, non si ferma agli Stati Uniti. A Hong Kong, Goldman Sachs ha tagliato l'accesso ai modelli Claude per i propri dipendenti, in seguito a consultazioni con Anthropic e a una lettura restrittiva del contratto imposta dalle crescenti frizioni tra Cina e Stati Uniti.
Nell'ottica di Pechino, ogni dipendenza da fornitori americani di IA configura un rischio di sorveglianza o di interferenza, e il governo cinese ha già bloccato l'uso di ChatGPT e Claude sul proprio territorio. Per l'Europa e l'Italia, la partita è doppiamente delicata. Da un lato, l'assegnazione esclusiva di contratti militari a un ristretto gruppo di aziende rischia di accelerare una frammentazione tecnologica globale, in cui alleati come i partner Nato potrebbero vedersi imporre standard e vincoli di accesso.
Dall'altro, il braccio di ferro con Anthropic mostra come la governance dell'IA non sia solo una questione di sicurezza, ma anche di autonomia strategica. Bruxelles osserva con attenzione: il regolamento europeo sull'IA, in fase di attuazione, cerca di tracciare una terza via tra efficienza bellica e diritti fondamentali. Il futuro, probabilmente, vedrà una corsa agli armamenti digitali sempre più serrata, con alleanze che si stringono e si spezzano attorno al nodo spinoso del controllo umano sulle armi intelligenti.
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