
Il petrolio crolla sotto i 90 dollari: la tregua Trump-Iran allenta la morsa sui mercati
L'annuncio del presidente americano di aver cancellato gli attacchi e di essere vicino a un accordo con Teheran fa precipitare le quotazioni del greggio, riaccendendo l'ottimismo sulle borse globali.
Venerdì i mercati petroliferi hanno registrato un vero e proprio tracollo, con il Brent che in alcuni momenti è scivolato fino a 86 dollari al barile e il WTI americano sotto gli 84 dollari, perdendo oltre il 4% in una sola seduta. La causa scatenante è stata la brusca inversione di rotta del presidente Donald Trump, che dopo giorni di minacce di attacchi "durissimi" contro l'Iran ha annunciato di aver cancellato i raid pianificati e di essere vicino a un'intesa. "Abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo", ha dichiarato Trump in un comizio, aggiungendo che un accordo di pace potrebbe essere firmato già questo fine settimana e che lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto alla navigazione. La notizia ha immediatamente allentato la morsa che da settimane stringeva i mercati energetici globali, innescando un'ondata di vendite sui contratti future.
La svolta è maturata in un intricato reticolo diplomatico. Da Washington, fonti vicine all'amministrazione hanno rivelato che leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti e il capo di stato maggiore dell'esercito pachistano avrebbero assicurato Trump che un'intesa con Teheran era a portata di mano, includendo la riapertura di Hormuz e l'accesso dell'Iran a oltre 16 miliardi di dollari di risorse finanziarie congelate. A Teheran, l'agenzia semi-ufficiale Fars ha però smentito che sia stato approvato alcun testo, segnalando che la strada è ancora in salita. Tuttavia, i toni concilianti di entrambe le capitali hanno convinto gli operatori che il rischio di un'escalation militare – con possibili interruzioni delle forniture dal Golfo Persico – si stia ridimensionando rapidamente.
Per l'Europa e in particolare per l'Italia, grande importatore di greggio, il calo delle quotazioni rappresenta una boccata d'ossigeno dopo mesi di rincari che hanno alimentato inflazione e frenato la crescita. Le borse del Vecchio Continente hanno chiuso in forte rialzo, sulla scia di un rally globale che ha beneficiato anche del debutto record di SpaceX sul Nasdaq. Secondo gli analisti di Bruxelles, un ritorno duraturo della stabilità nel Golfo potrebbe riportare il petrolio verso i 72 dollari al barile, il livello precedente allo scoppio delle ostilità a fine febbraio. Ma permangono elementi di cautela: il greggio resta ben al di sopra di quella soglia, e la storia recente insegna che annunci di tregua in Medio Oriente possono rivelarsi effimeri.
La reazione dei mercati è stata "rapida e decisa", come ha osservato un analista di IG Markets, ma la sostenibilità del movimento dipenderà dalla concretezza dei passi diplomatici. Se davvero Hormuz venisse riaperto e le tensioni si allentassero, il premio di rischio geopolitico incorporato nei prezzi potrebbe dissolversi, con effetti benefici per l'intera economia mondiale. Al contrario, un fallimento dei negoziati riaccenderebbe immediatamente le fiamme speculative. In questo delicato passaggio, gli occhi restano puntati sul fine settimana, quando Trump ha promesso di chiudere l'accordo. Per ora, il sollievo è palpabile, ma la prudenza resta d'obbligo.
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Dopo che Trump ha annullato il piano di attacco contro l'Iran, i prezzi del petrolio sono scesi, allentando i timori di un'escalation. La cancellazione è stata accolta con sollievo, e il mercato ha reagito con un calo delle quotazioni. L'Iran esce dalla crisi come parte risparmiata, mentre il mondo beneficia di un greggio meno caro.
Le speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran hanno infiammato i mercati globali, con un forte calo del petrolio e un rally delle borse. La prospettiva di un'intesa che riaprirebbe lo Stretto di Hormuz ha alimentato l'ottimismo, e gli investitori celebrano un'inversione spettacolare del conflitto. Regna un clima di entusiasmo e sollievo.
La prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran ha spinto i prezzi del petrolio ai minimi da marzo, aumentando l'appetito per il rischio e sostenendo gli asset globali. I mercati stanno prezzando uno scenario più benigno dopo che Trump ha fatto un passo indietro dagli attacchi e segnalato progressi nei negoziati. L'attenzione è sulle implicazioni finanziarie e sul sollievo per i timori sull'offerta energetica.
I prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 4% dopo che Trump ha annullato l'attacco pianificato contro l'Iran, allentando i timori di un'escalation in Medio Oriente. Sia il Brent che il WTI hanno registrato cali significativi. Si tratta di un aggiornamento di mercato lineare, incentrato sui movimenti dei prezzi e sulla causa immediata.
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