
Il plotone d’esecuzione torna nella giustizia federale americana, mentre il Papa ne chiede l’abolizione globale
Con una mossa che segna un punto di rottura nella storia penale degli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l’intenzione di reintrodurre il plotone d’esecuzione, la sedia elettrica e il gas letale come metodi federali per le condanne a morte, accanto all’iniezione di pentobarbital già riesumata dalla prima amministrazione Trump. L’annuncio, consegnato in un rapporto di una cinquantina di pagine dal procuratore generale ad interim Todd Blanche, accusa l’amministrazione Biden di aver «provocato danni incalcolabili alle vittime» con la moratoria sulle esecuzioni e promette di «stare dalla parte delle vittime» riesumando pratiche che la stessa giurisprudenza americana aveva in passato bollato come crudeli. L’inversione è tanto più netta se si considera che Joe Biden, prima di lasciare la Casa Bianca nel gennaio 2025, aveva commutato trentasette condanne federali, lasciando solo tre detenuti nel braccio della morte, e aveva ritirato il pentobarbital per timore di sofferenze inutili.
Ora il pendolo torna a oscillare verso l’estremo opposto, in un clima politico che non esita a rispolverare i fucili Winchester per riaffermare la forza della legge.
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