
Il processo Musk-Altman e la corsa all'AI: Tesla, SpaceX e il futuro del tech
La sfida legale tra Elon Musk e Sam Altman, che si apre lunedì a Oakland, non è solo una disputa tra due titani della Silicon Valley: è il termometro di una trasformazione che sta ridefinendo il controllo dell'intelligenza artificiale. Musk accusa l'ex socio di aver tradito la missione no-profit di OpenAI, trasformandola in una macchina da profitti da 852 miliardi di dollari. La richiesta di 150 miliardi di danni mette in luce il nodo cruciale: chi deve guidare lo sviluppo dell'AI, e con quali finalità? Secondo gli analisti di Bruxelles, la posta in gioco è anche europea, perché il modello di governance che emergerà dal verdetto influenzerà le regole che l'Unione sta cercando di imporre al settore.
Mentre il processo si avvia, Tesla annuncia un'escalation di spese senza precedenti. Il capex balza a 25 miliardi di dollari per l'anno in corso, triplicando rispetto al 2024, con l'obiettivo di potenziare l'hardware AI4 Plus e colmare il divario con NVIDIA. Ma la promessa di Musk di aggiornare i 400mila veicoli con sistema HW3 alla piena guida autonoma resta sospesa: il nuovo chip, atteso per il 2027, rischia di essere un boomerang commerciale. Pechino osserva con attenzione, perché la mossa di Tesla potrebbe accelerare la competizione con i produttori cinesi di veicoli elettrici, già leader nell'adozione dell'AI a bordo.
Sul fronte SpaceX, l'IPO imminente da 1.750 miliardi di dollari promette di essere la più grande della storia, ma con una peculiarità: la società manterrà il controllo di Musk grazie a un meccanismo di azioni super-votanti, eludendo gli standard di indipendenza del board. Secondo l'ottica di Londra, gli investitori istituzionali guardano con cautela a questo modello, mentre Starlink genera ricavi in crescita ma l'AI assorbe liquidità. La trattativa con Cursor, valutata fino a 60 miliardi, e l'esplorazione di una partnership con la francese Mistral suggeriscono che Musk stia costruendo una sorta di «Avengers dell'AI», aggregando competenze per sfidare OpenAI e Google. L'impatto sull'Europa è duplice: da un lato, l'alleanza con Mistral potrebbe portare sviluppo sul continente; dall'altro, la concentrazione di potere nelle mani di un singolo attore riaccende il dibattito sulla sovranità tecnologica.
In questo scenario, il 2026 si profila come un anno spartiacque. Il processo definirà i confini legali dell'AI, mentre le mosse finanziarie di Tesla e SpaceX metteranno alla prova la pazienza degli investitori. La domanda che resta aperta è se il mito Musk riuscirà a trasformare promesse audaci in profitti concreti, o se la bolla dell'AI, alimentata da valutazioni da trilioni senza utili, stia per scoppiare. Per l'Italia, agganciarsi a questa corsa significa non solo osservare, ma decidere se e come partecipare a una partita che ridefinirà il lavoro, la mobilità e la produzione industriale.
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