
Api in pericolo: l'allarme ONU su tassi di estinzione mai visti minaccia ecosistemi e cibo
Le Nazioni Unite denunciano tassi di estinzione degli impollinatori da 100 a 1000 volte superiori alla media, tra pesticidi e crisi climatica.
Il 20 maggio, in occasione della Giornata Mondiale delle Api, le Nazioni Unite hanno lanciato un allarme senza precedenti: i tassi di estinzione degli insetti impollinatori sono oggi da cento a mille volte superiori alla media storica. Secondo il rapporto della FAO, l'uso indiscriminato di pesticidi chimici e la trasformazione degli habitat naturali rappresentano le minacce più gravi, aggravate dalla crisi climatica globale. Il dato, diffuso in contemporanea con la ricorrenza istituita dall'ONU nel 2018, segna un'accelerazione preoccupante rispetto alle stime precedenti.
In India, come spiega un apicoltore e conservazionista di Pune, la conoscenza del ruolo delle api si limita spesso alla produzione di miele, trascurando la loro funzione di pilastri degli ecosistemi e dell'agricoltura. La situazione è ancora più drammatica in Messico: a Calakmul, nel Campeche, la deforestazione e il cambiamento climatico hanno ridotto del 60% la produzione di miele, costringendo gli apicoltori a lottare per preservare sia il loro sostentamento che l'equilibrio ecologico della regione. Le api mellifere, spiega l'organizzazione SAbERES, soffrono anche la riduzione delle aree di alimentazione e la disponibilità di acqua.
La scomparsa delle api non minaccia solo la biodiversità, ma l'intera catena alimentare umana. Oltre alla loro funzione di impollinatori, producono miele, cera e propoli, utilizzati in farmaceutica e cosmetica. In Europa, dove l'Italia è tra i maggiori produttori di miele, il declino degli impollinatori mette a rischio colture fondamentali come frutta, verdura e frutta secca. La Politica Agricola Comune ha già introdotto misure per ridurre l'uso di pesticidi, ma gli sforzi devono accelerare per scongiurare conseguenze irreversibili.
Mentre gli scienziati sottolineano l'urgenza di un'azione coordinata a livello globale, gli apicoltori messicani di Calakmul cercano di adattarsi, preservando le api native e la selva. La strada da percorrere è lunga, ma la consapevolezza cresce: proteggere le api significa proteggere noi stessi e i sistemi alimentari da cui dipendiamo.
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.60 | aligned |
La stampa indiana e sudasiatica inquadra la protezione delle api come strettamente legata alle comunità pastorali indigene e alla conoscenza tradizionale. Sottolinea il ruolo delle api nel sostenere i sistemi alimentari e la biodiversità, avvertendo delle conseguenze del loro declino. La narrazione fonde riverenza culturale e preoccupazioni pratiche ecologiche.
Il giornalismo latinoamericano si concentra sullo scenario catastrofico dell'estinzione delle api, sottolineando il collasso dell'agricoltura e degli ecosistemi. Adotta un tono urgente, avvertendo che senza api la produzione alimentare globale e la biodiversità affrontano gravi minacce. La narrazione è allarmistica ma fattuale, incentrata sulle potenziali perdite.
La stampa atlantica presenta le api come antiche compagne dell'umanità, evidenziando il loro ruolo nell'impollinazione e nella produzione alimentare. Il tono è apprezzativo ma misurato, notando l'origine misteriosa del nome dell'ape e i benefici quotidiani del loro lavoro. Evita l'allarme, concentrandosi invece sulla convivenza e l'utilità pratica.
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