
Il Senato brasiliano approva l'autonomia finanziaria del BC: il Pix entra in Costituzione
La Commissione Costituzione e Giustizia del Senato brasiliano ha approvato mercoledì, con voto simbolico, la proposta di emendamento costituzionale (PEC 65/2023) che conferisce autonomia finanziaria e di bilancio alla Banca Centrale (BC). Il testo, in discussione da oltre due anni, rappresenta un passo decisivo verso il rafforzamento dell'istituto, già dotato di autonomia operativa dal 2021. Tra le novità più rilevanti, la proposta include il sistema di pagamento istantaneo Pix nella Costituzione, garantendone la gratuità per le persone fisiche e vietandone la privatizzazione o il trasferimento a soggetti diversi dalla BC. La mossa, secondo gli analisti di Brasilia, mira a blindare uno strumento divenuto pilastro dell'inclusione finanziaria, con oltre 160 milioni di utenti.
Il governo Lula, pur dichiarandosi favorevole al rafforzamento della BC, ha chiesto una settimana di tempo per negoziare modifiche al testo. Il ministro delle Finanze, Dario Durigan, ha espresso cautela: "A pretesto di rafforzare la BC, si potrebbero includere regole che finiscono per ostacolare". L'esecutivo sta elaborando una proposta alternativa che mantenga la BC come autarchia, ma con maggiore autonomia. Intanto, il presidente della Febraban, Isaac Sidney, intervenendo al Consiglio per lo Sviluppo Economico e Sociale, ha difeso una BC "forte, tecnica e indipendente", sottolineando come le istituzioni solide siano cruciali per assorbire shock economici e preservare la fiducia.
La PEC ora passa all'esame dell'Aula del Senato, dove necessita di almeno 49 voti favorevoli su 81 in due turni di votazione. Secondo fonti parlamentari, la votazione potrebbe avvenire già la prossima settimana, se verrà approvata la richiesta d'urgenza. L'opposizione, in particolare il Partito dei Lavoratori, teme che l'autonomia di bilancio possa ridurre il controllo democratico sulla politica monetaria, mentre il centrodestra sostiene che la misura rafforzerà la credibilità dell'istituto. In una prospettiva più ampia, l'evoluzione del dibattito brasiliano risuona in Europa, dove la Banca Centrale Europea gode già di ampia indipendenza, ma dove si discute se un simile modello possa essere replicato in paesi con tradizioni istituzionali diverse.
L'esito finale della PEC avrà implicazioni non solo per la stabilità macroeconomica del Brasile, ma anche per il posizionamento del paese nei mercati finanziari globali. Gli investitori internazionali, secondo osservatori di New York, guardano con favore a un BC più autonomo, considerandolo un baluardo contro pressioni inflazionistiche e fiscali. Tuttavia, la partita politica resta aperta: il governo Lula, pur non ostacolando il provvedimento, cerca di evitare che l'autonomia si traduca in un isolamento della BC dalle priorità dello sviluppo economico. Il compromesso finale, se raggiunto, potrebbe diventare un modello per altri paesi emergenti alle prese con il dilemma tra indipendenza tecnica e responsabilità democratica.
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