
Senato Usa blocca i fondi per la sala ricevimenti di Trump: sconfitta per la Casa Bianca
Il Senato americano cancella lo stanziamento di un miliardo di dollari per la sicurezza della Casa Bianca, inclusi 220 milioni per la nuova sala voluta da Trump.
Il colpo di scena arriva dal Senato degli Stati Uniti, dove il consigliere giuridico della Camera alta ha bocciato lo stanziamento di un miliardo di dollari destinato a potenziare la sicurezza della Casa Bianca, parte del quale – circa 220 milioni – era stato ipotizzato per la nuova sala ricevimenti voluta dal presidente Donald Trump. La decisione, accolta con favore dai democratici che avevano denunciato lo spreco di denaro pubblico, segna una battuta d’arresto per l’amministrazione repubblicana, che aveva cercato di accelerare i lavori dopo un attentato a un gala a cui Trump aveva partecipato ad aprile.
Secondo le ricostruzioni degli analisti di Washington, la manovra era stata inserita in un pacchetto di spesa per la sicurezza, ma i democratici ne avevano contestato la giurisdizione, costringendo il provvedimento a superare la soglia dei sessanta voti, ben oltre la maggioranza semplice finora ipotizzata. A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta la defezione interna al Partito Repubblicano: il senatore Thom Tillis, della Carolina del Nord, ha minacciato di opporsi all’intero pacchetto da 72 miliardi di dollari per le operazioni di immigrazione se la partita dei fondi per la sala da ballo fosse rimasta in agenda. Un segnale che, nell’ottica di una maggioranza risicata, potrebbe far fallire l’intera strategia legislativa del presidente.
Il progetto della sala ricevimenti, del costo complessivo di 400 milioni di dollari, sarebbe stato finanziato con donazioni private da aziende come Amazon, Google e dallo stesso Trump. Tuttavia, la richiesta di fondi pubblici per le opere di sicurezza connesse aveva sollevato un dibattito politico acceso, con l’opposizione che vi leggeva un tentativo di aggirare le normali procedure di bilancio. Ora, con il parere del Senato, la strada si fa in salita.
Da Bruxelles, gli osservatori europei seguono con attenzione la vicenda, che evidenzia le crescenti fratture all’interno del sistema politico statunitense. Per l’Italia e l’Europa, tradizionali alleati di Washington, questa paralisi legislativa interna potrebbe riflettersi sulla percezione di affidabilità degli Stati Uniti in un momento di tensioni globali, anche se il progetto della sala da ballo rimane un episodio circoscritto. La partita, intanto, si sposta ora sulla possibilità di un nuovo testo che rispetti le regole di giurisdizione, ma l’assenza di un accordo bipartisan rende l’esito incerto.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
Il Senato americano ha bloccato i fondi pubblici per le misure di sicurezza della Casa Bianca, inclusa la sala ricevimenti voluta da Trump. L'amministrazione aveva sempre dichiarato che la costruzione sarebbe stata finanziata con donazioni private, ma lo stanziamento per la sicurezza rivela un ricorso a denaro dei contribuenti. La mossa segnala crescenti dissensi anche all'interno del partito del presidente.
Il Senato USA ha bloccato il piano di Trump per rinnovare il ballroom della Casa Bianca dopo che un consulente legale ha stabilito che il disegno di legge violava le regole di giurisdizione. La proposta repubblicana da un miliardo di dollari deve ora superare la soglia dei 60 voti, mettendo a rischio il progetto. L'ostacolo è procedurale, non politico.
Un senatore repubblicano minaccia di bloccare un importante pacchetto di finanziamenti per l'immigrazione a causa della richiesta di un miliardo di dollari per il ballroom della Casa Bianca voluto da Trump. La rivolta interna rischia di far deragliare l'intero pacchetto da 72 miliardi per la sicurezza dei confini e le operazioni dell'ICE. I critici nel partito definiscono la cifra per il ballroom inventata e avvertono che potrebbe costare al GOP la sua agenda legislativa.
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