
Tifone Noul si abbatte sulla Cina meridionale: evacuazioni di massa e centinaia di voli cancellati
Il ciclone tropicale Noul, il più potente dell’anno, ha colpito il Guangdong con raffiche a 162 km/h, costringendo alla fuga oltre 700mila persone.
Il tifone Noul, dodicesima tempesta tropicale della stagione e la terza ad abbattersi sulla Cina in luglio, ha toccato terra domenica all’alba nei pressi di Pinghai, nella provincia del Guangdong, a circa 80 chilometri a nord‑est di Hong Kong. I venti massimi sostenuti al centro, secondo il Centro meteorologico nazionale cinese, hanno raggiunto i 162 chilometri orari, facendone il più violento a colpire il Paese da inizio anno.
Le autorità hanno disposto l’evacuazione di oltre 340.000 persone già prima dell’arrivo della tempesta, cifra che secondo alcuni resoconti successivi è salita a oltre 715.000. L’Osservatorio di Hong Kong ha emesso il segnale di allerta T9, il secondo più alto, declassandolo nelle ore seguenti a T8. Nell’ex colonia britannica, secondo le autorità locali, almeno 21 persone sono rimaste ferite e sono state registrate oltre cento segnalazioni di alberi caduti e diversi allagamenti.
Il traffico aereo è stato gravemente compromesso: solo all’aeroporto di Hong Kong sono stati cancellati circa 350 voli, mentre decine di collegamenti ferroviari ad alta velocità sono stati sospesi. Anche le città di Shenzhen e Guangzhou hanno subito interruzioni nei trasporti. Nelle Filippine, prima di rafforzarsi nel Mar Cinese Meridionale, Noul aveva già causato tre morti, un disperso e danni a oltre 230 abitazioni, con più di 9.300 sfollati.
Il tifone si sta ora indebolendo mano a mano che si addentra nel Guangdong, ma il Centro meteorologico nazionale prevede forti piogge fino a martedì nelle province interne di Jiangxi, Hunan, Hubei, e più a nord fino a Henan e Shandong. La Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme ha stanziato 100 milioni di yuan (circa 14,8 milioni di dollari) per sostenere le opere di ripristino nella provincia colpita.
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