
Il volto di Trump sui passaporti americani: una svolta simbolica che divide
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'emissione di una serie limitata di passaporti commemorativi in occasione del 250° anniversario dell’indipendenza, con l’immagine del presidente Donald Trump stampata all’interno della copertina. Si tratta di una novità assoluta nella storia degli Stati Uniti: mai prima d’ora il ritratto di un capo di Stato in carica era apparso su un documento di viaggio ufficiale. La mossa, che riguarderà tra 25.000 e 30.000 esemplari disponibili solo presso l’agenzia di Washington, rappresenta l’ultimo di una serie di gesti con cui l’amministrazione repubblicana ha impresso il nome e l’effigie del presidente su edifici federali, monete e istituzioni culturali, suscitando un acceso dibattito sul confine tra celebrazione patriottica e personalizzazione del potere.
La reazione delle opposizioni democratiche è stata immediata: alcuni esponenti hanno parlato di «giornata spaventosa per l’America», paragonando Trump a un monarca in un momento in cui re Carlo III era in visita ufficiale negli Stati Uniti. A Bruxelles, gli analisti osservano con preoccupazione il progressivo scivolamento verso pratiche più vicine a regimi autoritari che a democrazie mature, mentre a Pechino la notizia viene letta come la prova di una deriva nazionalista che indebolisce la credibilità dei valori liberali occidentali. Da Berlino e Zurigo, i commenti sottolineano il contrasto con l’uso sobrio dei simboli repubblicani in Europa, dove l’immagine dei leader non compare mai su documenti personali.
Per l’Italia, abituata a celebrazioni istituzionali discrete, il caso solleva interrogativi sul rapporto tra identità nazionale e culto della personalità. Il passaporto, strumento di riconoscimento internazionale per eccellenza, rischia di trasformarsi in un vessillo politico, con effetti imprevedibili sulla sua percezione all’estero. La decisione apre una stagione di riflessione più ampia: fino a che punto la personalizzazione delle istituzioni può spingersi in una democrazia?
Il prossimo anno, con le elezioni di midterm, forse si vedrà se questa strategia rafforzerà o logorerà il consenso attorno alla figura del presidente.
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