
Intel vola oltre il record del 2000, l’intelligenza artificiale rilancia il gigante dei chip
È un ritorno fragoroso, di quelli che piegano la cronologia e rimettono in discussione le gerarchie del mercato. Nelle contrattazioni pre-mercato di venerdì, il titolo Intel ha toccato un massimo storico superiore a 83 dollari, polverizzando il precedente record intraday del 28 agosto 2000, quando l’euforia della bolla dot-com l’aveva spinto fino a 75,81 dollari. La scintilla è arrivata nella tarda serata di giovedì, con la pubblicazione dei conti del primo trimestre 2026: ricavi a 13,6 miliardi di dollari, in crescita del 7 per cento su base annua, oltre un miliardo sopra le attese degli analisti, e un utile per azione rettificato di 29 centesimi, lontano anni luce dalla stima di un solo centesimo che circolava a Wall Street.
Il dato grezzo nasconde una perdita netta contabile dovuta a svalutazioni straordinarie, ma il mercato ha scelto di guardare alla sostanza operativa, premiando la gestione del nuovo amministratore delegato Lip‑Bu Tan con un balzo che in alcuni momenti ha sfiorato il 28 per cento.
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