
Usa-Iran, riprendono i colloqui tecnici: Hormuz e ispezioni nucleari al centro del negoziato
Pakistan annuncia la ripresa dei negoziati la prossima settimana, ma Washington e Teheran divergono su ispezioni nucleari e pedaggi nello Stretto di Hormuz.
Il ministero degli Esteri pakistano ha annunciato che i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran riprenderanno la prossima settimana, con una data ancora oscillante tra lunedì e mercoledì, mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio indica il 29 o 30 giugno come giorni probabili per il ritorno delle squadre tecniche in Svizzera. La mediazione è affidata a Pakistan e Qatar, che hanno già facilitato la firma, il 17 giugno, del memorandum d’intesa di Islamabad: un quadro di sessanta giorni per negoziare un accordo definitivo che copra il cessate il fuoco in Libano, il programma nucleare iraniano, lo sblocco di asset congelati e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Il primo round, svoltosi il 21 giugno a Bürgenstock, ha visto delegazioni di alto profilo politico affiancate da esperti tecnici.
Le posizioni delle parti restano distanti su diversi fronti. Secondo fonti dell’amministrazione Trump, Washington pretende l’accesso immediato degli ispettori dell’Aiea – e di ispettori americani – a tutti i siti nucleari iraniani, compresi quelli colpiti durante l’ultimo conflitto, e rifiuta qualsiasi pedaggio imposto da Teheran al transito nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe acconsentito a ispezioni «al massimo livello, senza limiti di tempo». Nell’ottica di Teheran, invece, il memorandum rappresenta una «dichiarazione di sconfitta dell’America», come affermato dal capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, frutto della resistenza nazionale e non di pressioni esterne. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito che il programma balistico non è negoziabile e che senza i missili l’Iran «sarebbe stato distrutto come Gaza». Teheran nega di aver assunto impegni sulle ispezioni e ha annunciato con l’Oman l’avvio di trattative per una gestione congiunta della navigazione nello Stretto, lasciando intendere un modello regionale alternativo al controllo unilaterale.
Sul piano operativo, il memorandum prevede la creazione di gruppi di lavoro su nucleare, sanzioni, monitoraggio e risoluzione delle controversie, oltre a una cellula di de-escalation per il Libano con la partecipazione di Beirut. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha confermato che gli ispettori visiteranno gli impianti di arricchimento iraniani, un passo intermedio previsto dall’intesa. Nel frattempo, l’Organizzazione marittima internazionale ha avviato l’evacuazione di oltre undicimila marittimi bloccati nel Golfo a causa della chiusura dello Stretto durante le ostilità. Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, la posta in gioco è duplice: la sicurezza energetica dipende dalla libertà di navigazione a Hormuz, mentre la stabilizzazione del Libano tocca direttamente la missione Unifil, cui Roma contribuisce con un contingente significativo. La trasparenza nucleare iraniana resta un pilastro del regime di non proliferazione globale.
I colloqui tecnici della prossima settimana, che vedranno la partecipazione del Dipartimento di Stato e del Dipartimento dell’Energia americano, dovranno affrontare il nodo delle ispezioni e delle tariffe di transito, su cui le dichiarazioni pubbliche continuano a contraddirsi. La scadenza dei sessanta giorni, fissata per metà agosto, impone un ritmo serrato, mentre Islamabad e Doha mantengono un canale di comunicazione diretta tra le parti per prevenire incidenti. La prossima tornata dirà se le divergenze potranno essere ricomposte entro la finestra negoziale, oppure se il memorandum rischierà di restare una cornice senza contenuti vincolanti.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | +0.20 | neutral |
Le date sono fissate: i gruppi tecnici si riuniranno il 29 o 30 giugno a Bürgenstock.
Citando direttamente il Segretario di Stato americano, la notizia acquisisce autorevolezza e obiettività.
Non viene riportata alcuna reazione o dichiarazione da parte iraniana, né il ruolo di mediazione di Pakistan e Qatar menzionato nel titolo originale.
I negoziati tecnici con gli Stati Uniti riprenderanno la prossima settimana in Svizzera, un passo avanti nel dialogo.
Presentando la notizia come una semplice ripresa di colloqui tecnici, si normalizza il processo diplomatico e si evita di enfatizzare eventuali tensioni.
Non vengono menzionati i dettagli specifici della delegazione americana (vicepresidente Vance) né la data esatta del 29 o 30 giugno, a differenza delle fonti russe.
Allarga lo sguardo
Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese
4 lingue · 16 testate
Da TechnologyAmazon finanzia in Texas una maxi-centrale a gas per l’IA: emissioni record
5 lingue · 10 testate
Da Science & HealthPer la prima volta, l'intelligenza artificiale progetta virus sintetici funzionanti
2 lingue · 24 testate