Accedi
Edizione delle 20:00 CETgiovedì 6 agosto 2026
320 testate · 17 lingue93 briefing oggi
Ultim'ora
Giustizia e Dirittovenerdì 12 giugno 2026

Israele, la deriva di Ben-Gvir: rapire civili in Libano, torture e assalti allo stato di diritto

Mentre il ministro israeliano propone di sequestrare donne e giovani libanesi e condivide video di arresti, una legge che ridisegna la polizia interna scatena l'allarme della magistratura.

In una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha proposto di «pensare fuori dagli schemi» nella guerra contro Hezbollah: rapire donne e giovani libanesi per usarli come ostaggi. L’idea, che viola apertamente il diritto internazionale umanitario, è emersa mentre l’esecutivo discuteva l’espansione della campagna militare in Libano, nonostante il fragile cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ad aprile. La notizia, rimbalzata dalla stampa israeliana ai media del Sud-est asiatico, ha suscitato sconcerto anche tra gli alleati più stretti di Tel Aviv.

Non è un caso che proprio Ben-Gvir, esponente di punta dell’estrema destra religiosa, stia spingendo nel frattempo una riforma che ridisegna il Dipartimento investigativo della polizia (Mahash), l’organismo incaricato di indagare sui reati commessi dagli agenti, dalla violenza durante le proteste alla corruzione. Approvata dalla Knesset e subito impugnata davanti all’Alta Corte di Giustizia, la legge trasferisce maggiori poteri al ministro, suscitando l’allarme del procuratore capo e di numerosi giuristi, che vi vedono un colpo all’indipendenza del controllo sull’operato delle forze dell’ordine. Per gli analisti israeliani, si tratta di un tassello di un disegno più ampio volto a indebolire i freni istituzionali.

A migliaia di chilometri di distanza, dall’Australia giungono accuse altrettanto gravi. La ventitreenne Gemma O’Toole, una degli undici cittadini australiani fermati mentre cercavano di forzare il blocco navale di Gaza con una flottiglia umanitaria, ha raccontato di essere stata torturata e aggredita sessualmente da membri delle Forze di difesa israeliane. A maggio, lo stesso Ben-Gvir aveva condiviso sui social un video in cui si vedevano O’Toole e altri attivisti trascinati via con forza, un gesto che ora assume contorni sinistri alla luce delle denunce. L’episodio rientra in una più ampia stretta israeliana contro le iniziative di solidarietà verso Gaza, descritta dai testimoni come sistematicamente violenta.

L’accumularsi di episodi che sfidano le norme basilari del diritto internazionale – dalla proposta di prendere ostaggi civili, alle riforme che indeboliscono l’accountability della polizia, fino alle accuse di sevizie sui detenuti – delinea un quadro allarmante per l’immagine di Israele nel mondo. In Europa, e in particolare in Italia, dove il governo ha finora mantenuto un profilo di cauta equidistanza, cresce la pressione per una condanna chiara. Mentre l’Alta Corte israeliana esamina i ricorsi contro la legge sul Mahash, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione la deriva autoritaria di un esecutivo in cui le voci più radicali dettano l’agenda, rischiando di compromettere il già fragile equilibrio regionale e di isolare ulteriormente il Paese.

Divergenza — chi la racconta come
10%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.90 a −0.50
CriticoFavorevole
ISRCINATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa israeliana−0.70critical
Stampa cinese−0.90critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa israeliana−0.70

Le parole incendiarie di un ministro israeliano che invoca il rapimento suscitano dura condanna, mentre un ricorso all'Alta Corte contesta la riforma dell'organismo di controllo sulla polizia, vista come una pericolosa presa di potere che minaccia l'indipendenza giudiziaria e la responsabilità democratica.

AllarmeIndignazione
Stampa cinese−0.90

Un ministro israeliano propugna apertamente il rapimento, mentre le manovre legali del regime smantellano la responsabilità della polizia, rivelando la sistematica illegalità dell'occupazione e smascherando i doppi standard dei sostenitori occidentali che chiudono un occhio.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Il sconsiderato appoggio di un ministro israeliano al rapimento e un ricorso all'Alta Corte contro le riforme della sorveglianza sulla polizia destano allarme per l'escalation dell'estremismo e l'arretramento democratico, suscitando appelli alla moderazione e al rispetto dello Stato di diritto da parte degli alleati.

AllarmePragmatismo
Ultim'ora
Sparatoria al consolato Usa di Toronto: fermati un diciannovenne e un quindicenne·Trump firma due ordini esecutivi per limitare la cittadinanza per nascita e vietare il “turismo delle nascite”·Visti USA, il controllo dei social media si estende a giornalisti e lavoratori nordamericani·L’IA progetta 16 virus batteriofagi funzionanti: è la prima volta per un genoma completo·Trump prevede una fine rapida del conflitto con l’Iran, mentre prosegue il negoziato su Hormuz·Wall Street incerta, petrolio in rialzo mentre si guarda al possibile accordo sullo Stretto di Hormuz·Terzo turno preliminare: Hapoel Tel Aviv avanti, cadono Maccabi e Beitar. Pari Hammarby, Rangers ko·La canzone scomparsa e il kolobok: cronaca di una guerra culturale russa·Sparatoria al consolato Usa di Toronto: fermati un diciannovenne e un quindicenne·Trump firma due ordini esecutivi per limitare la cittadinanza per nascita e vietare il “turismo delle nascite”·Visti USA, il controllo dei social media si estende a giornalisti e lavoratori nordamericani·L’IA progetta 16 virus batteriofagi funzionanti: è la prima volta per un genoma completo·Trump prevede una fine rapida del conflitto con l’Iran, mentre prosegue il negoziato su Hormuz·Wall Street incerta, petrolio in rialzo mentre si guarda al possibile accordo sullo Stretto di Hormuz·Terzo turno preliminare: Hapoel Tel Aviv avanti, cadono Maccabi e Beitar. Pari Hammarby, Rangers ko·La canzone scomparsa e il kolobok: cronaca di una guerra culturale russa·
Agg. 07:402 lingue · 4 testate
PrecedenteGiustizia e DirittoSuccessivo
4 testate|2 lingue|3 min lettura
venerdì 12 giugno 2026

Israele, la deriva di Ben-Gvir: rapire civili in Libano, torture e assalti allo stato di diritto

Mentre il ministro israeliano propone di sequestrare donne e giovani libanesi e condivide video di arresti, una legge che ridisegna la polizia interna scatena l'allarme della magistratura.

In una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha proposto di «pensare fuori dagli schemi» nella guerra contro Hezbollah: rapire donne e giovani libanesi per usarli come ostaggi. L’idea, che viola apertamente il diritto internazionale umanitario, è emersa mentre l’esecutivo discuteva l’espansione della campagna militare in Libano, nonostante il fragile cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti ad aprile. La notizia, rimbalzata dalla stampa israeliana ai media del Sud-est asiatico, ha suscitato sconcerto anche tra gli alleati più stretti di Tel Aviv.

Non è un caso che proprio Ben-Gvir, esponente di punta dell’estrema destra religiosa, stia spingendo nel frattempo una riforma che ridisegna il Dipartimento investigativo della polizia (Mahash), l’organismo incaricato di indagare sui reati commessi dagli agenti, dalla violenza durante le proteste alla corruzione. Approvata dalla Knesset e subito impugnata davanti all’Alta Corte di Giustizia, la legge trasferisce maggiori poteri al ministro, suscitando l’allarme del procuratore capo e di numerosi giuristi, che vi vedono un colpo all’indipendenza del controllo sull’operato delle forze dell’ordine. Per gli analisti israeliani, si tratta di un tassello di un disegno più ampio volto a indebolire i freni istituzionali.

A migliaia di chilometri di distanza, dall’Australia giungono accuse altrettanto gravi. La ventitreenne Gemma O’Toole, una degli undici cittadini australiani fermati mentre cercavano di forzare il blocco navale di Gaza con una flottiglia umanitaria, ha raccontato di essere stata torturata e aggredita sessualmente da membri delle Forze di difesa israeliane. A maggio, lo stesso Ben-Gvir aveva condiviso sui social un video in cui si vedevano O’Toole e altri attivisti trascinati via con forza, un gesto che ora assume contorni sinistri alla luce delle denunce. L’episodio rientra in una più ampia stretta israeliana contro le iniziative di solidarietà verso Gaza, descritta dai testimoni come sistematicamente violenta.

L’accumularsi di episodi che sfidano le norme basilari del diritto internazionale – dalla proposta di prendere ostaggi civili, alle riforme che indeboliscono l’accountability della polizia, fino alle accuse di sevizie sui detenuti – delinea un quadro allarmante per l’immagine di Israele nel mondo. In Europa, e in particolare in Italia, dove il governo ha finora mantenuto un profilo di cauta equidistanza, cresce la pressione per una condanna chiara. Mentre l’Alta Corte israeliana esamina i ricorsi contro la legge sul Mahash, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione la deriva autoritaria di un esecutivo in cui le voci più radicali dettano l’agenda, rischiando di compromettere il già fragile equilibrio regionale e di isolare ulteriormente il Paese.

Divergenza — chi la racconta come
10%Bassa
3 blocchi · posizioni da −0.90 a −0.50
CriticoFavorevole
ISRCINATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa israeliana−0.70critical
Stampa cinese−0.90critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.50critical
Stampa israeliana−0.70

Le parole incendiarie di un ministro israeliano che invoca il rapimento suscitano dura condanna, mentre un ricorso all'Alta Corte contesta la riforma dell'organismo di controllo sulla polizia, vista come una pericolosa presa di potere che minaccia l'indipendenza giudiziaria e la responsabilità democratica.

AllarmeIndignazione
Stampa cinese−0.90

Un ministro israeliano propugna apertamente il rapimento, mentre le manovre legali del regime smantellano la responsabilità della polizia, rivelando la sistematica illegalità dell'occupazione e smascherando i doppi standard dei sostenitori occidentali che chiudono un occhio.

IndignazioneVittimismo
Stampa atlantica / anglosfera−0.50

Il sconsiderato appoggio di un ministro israeliano al rapimento e un ricorso all'Alta Corte contro le riforme della sorveglianza sulla polizia destano allarme per l'escalation dell'estremismo e l'arretramento democratico, suscitando appelli alla moderazione e al rispetto dello Stato di diritto da parte degli alleati.

AllarmePragmatismo

Questa notizia è apparsa su

4 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto

3 lingue · 43 testate

Da Economy & Markets

I giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane

2 lingue · 21 testate

Da Technology

Apple rimuove Telegram dall’App Store per materiale pedopornografico, poi lo ripristina in giornata

3 lingue · 21 testate

Leggi di più