
J&J offre 5,5 miliardi di dollari per chiudere le cause sul talco
L'accordo copre circa 69.000 cause per cancro alle ovaie, pari al 99,75% dei contenziosi pendenti. Necessaria l'approvazione del 95% dei querelanti.
Johnson & Johnson ha annunciato lunedì un accordo da 5,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di cause intentate da consumatori che sostengono che il borotalco a base di talco e altri prodotti simili abbiano provocato il cancro alle ovaie. L'intesa, ancora subordinata al consenso di almeno il 95% dei querelanti e all'approvazione del giudice federale che sovrintende al contenzioso, riguarda circa 69.000 casi — il 99,75% delle rivendicazioni ancora pendenti — riuniti presso un tribunale federale del New Jersey e in tribunali statali, secondo quanto riferito dalla stessa azienda.
Erik Haas, vicepresidente del contenzioso di J&J, ha definito le accuse «infondate» e ha dichiarato che la società era disposta a transigere per chiudere la vicenda, pur «confidando di avere la meglio in tribunale, come è accaduto nella stragrande maggioranza dei processi finora celebrati». Gli studi legali che rappresentano i querelanti hanno confermato l'accordo, definendolo una buona risoluzione dopo un decennio di battaglie giudiziarie. J&J ha sempre negato che i suoi prodotti a base di talco causino il cancro, sostenendo che il minerale è sicuro e non contiene amianto.
Il contenzioso era ripreso nel marzo 2025, dopo essere stato sospeso per oltre tre anni durante i ripetuti tentativi falliti di J&J di risolvere le cause attraverso la bancarotta di una società fittizia. A differenza di quei tentativi, l'accordo odierno riguarda solo le cause esistenti e non copre eventuali azioni future. Una settimana prima dell'annuncio, un giudice federale aveva messo in dubbio la capacità dei singoli querelanti di dimostrare che il talco fosse la causa specifica del loro cancro alle ovaie, segnando una vittoria giudiziaria per l'azienda.
Il talco è stato classificato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come «probabilmente cancerogeno per gli esseri umani» nel 2024. Johnson & Johnson ha interrotto la vendita del borotalco a base di talco negli Stati Uniti nel 2020, passando a un prodotto a base di amido di mais. Le fonti divergono sulla data di cessazione globale: secondo un'agenzia di stampa malese la vendita mondiale è terminata nel 2023, mentre un'altra testata riporta che l'azienda annunciò l'uscita dal mercato globale già nel 2022.
L'accordo non include le cause in corso nel Regno Unito, dove nell'ottobre 2025 è stato intentato il più grande contenzioso per responsabilità da prodotto della storia britannica, con oltre 7.000 potenziali querelanti. J&J respinge anche quelle accuse. La procedura per la ratifica della transazione è ora nelle mani dei rappresentanti legali dei querelanti e del tribunale federale.
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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L'accordo viene presentato come una mossa pragmatica per risolvere una lunga controversia legale, con J&J che continua a negare la causalità. L'attenzione è sui termini finanziari e sulle procedure necessarie per la finalizzazione.
La narrazione enfatizza il rischio cancerogeno e la responsabilità dell'azienda, ritraendo l'accordo come un'ammissione storica di danno. Il linguaggio suggerisce protezione dei consumatori e responsabilità.
La notizia è riportata come un aggiornamento aziendale, concentrandosi sull'importo dell'accordo e sul numero di casi risolti. Poco giudizio morale; è un resoconto fattuale di una decisione legale aziendale.
La narrazione dà risalto alla negazione di J&J e alla sua argomentazione che le accuse sono infondate, suggerendo che l'accordo è un passo pratico piuttosto che un'ammissione. La prospettiva dell'azienda è in primo piano.
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