
L’addio amaro di Salah e il trionfo saudita: il calcio globale cambia pelle
Il calcio internazionale vive ore sospese tra l’epilogo malinconico dei grandi protagonisti e l’irresistibile ascesa di nuovi poli di potere. L’immagine più eloquente arriva dall’Inghilterra: Mohamed Salah potrebbe aver già indossato per l’ultima volta la maglia del Liverpool. Un risentimento muscolare alla coscia, trasformatosi in una lesione che secondo lo staff della nazionale egiziana richiederà almeno quattro settimane di cure, ha spento anzitempo la stagione del fuoriclasse, proprio nel momento in cui aveva annunciato l’intenzione di lasciare Anfield.
Parole cariche di mestizia sono giunte da Steven Gerrard, bandiera dei Reds, che non nasconde il timore di un addio consumato sul lettino dei massaggi anziché sul prato di casa. La prospettiva, per i tifosi, è quella di una ferita che brucia più del semplice forfait tecnico: è il congedo forzato di un’icona che in 39 presenze aveva comunque firmato dodici reti e nove assist, tenendo il Liverpool in vetta alla Premier League fino all’ultimo strappo muscolare.
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