
L’AFA smentisce il sequestro, ma l’inchiesta statunitense sui contratti milionari avanza
Dopo la finale del Mondiale 2026, fonti giornalistiche riferiscono di un fermo dell’FBI ai danni del presidente Claudio Tapia; la Federcalcio argentina nega, ma ammette che un terzo è stato citato davanti a un Gran Giurì in Florida.
Poche ore dopo la sconfitta dell’Argentina nella finale del Mondiale 2026, diversi organi di stampa argentini e internazionali hanno riferito che agenti dell’FBI avevano fermato il presidente della AFA, Claudio Tapia, e altri dirigenti all’aeroporto JFK di New York, sequestrando telefoni cellulari e dispositivi elettronici. La ricostruzione, basata su testimonianze e documenti giudiziari citati da testate come Infobae e La Nación, colloca l’operazione poco prima dell’imbarco del volo charter che riportava la delegazione a Buenos Aires, causando un ritardo di oltre due ore. L’AFA ha reagito con un comunicato ufficiale in cui definisce «assolutamente falso» che Tapia o il tesoriere Pablo Toviggino siano stati citati a comparire o che siano stati loro confiscati apparecchi. L’FBI, interpellata dalla Reuters, ha rifiutato ogni commento.
Al centro dell’inchiesta, condotta dalla Corte distrettuale del Sud della Florida, vi è la società TourProdEnter LLC, registrata in Florida e amministrata dall’imprenditore Javier Faroni. Secondo i documenti bancari e commerciali analizzati dagli investigatori, la società avrebbe agito come agente commerciale esclusivo della AFA per la gestione di contratti di sponsorizzazione, diritti televisivi e partite amichevoli, movimentando operazioni che, secondo le stime riportate da più fonti, supererebbero i 300 milioni di dollari. I magistrati statunitensi stanno esaminando se parte di questi fondi – circa 40 milioni, secondo il Miami Herald – sia stata dirottata verso imprese prive di attività reale, alcune delle quali con sede nello stesso edificio di Miami, e se tali flussi configurino riciclaggio di denaro o frode bancaria.
La posizione ufficiale della AFA riconosce l’esistenza di una citazione emessa dal tribunale della Florida, ma precisa che essa è rivolta a «un terzo», chiamato a comparire davanti a un Gran Giurì e a fornire documentazione e comunicazioni relative a diverse persone, tra cui dirigenti dell’associazione. La federazione nega quindi qualsiasi misura personale nei confronti di Tapia o Toviggino, escludendo obblighi processuali o sequestri di beni. Tuttavia, alcune ricostruzioni giornalistiche – non confermate dalle autorità – indicano che lo stesso Tapia sarebbe stato convocato per il 30 luglio e che l’indagine punti a ricostruire i contatti tra i vertici AFA, Faroni e altri intermediari. In Argentina, parallelamente, la giustizia ha aperto fascicoli per presunta evasione fiscale e riciclaggio, con perquisizioni già eseguite a dicembre e il coinvolgimento dell’agenzia tributaria ARCA.
L’inchiesta statunitense si inserisce in un quadro di tensioni già aperte tra la AFA e l’esecutivo del presidente Milei, che spinge per trasformare i club in società per azioni. Al momento, non risultano imputazioni formali contro Tapia o altri dirigenti negli Stati Uniti. Il prossimo passaggio noto è la comparizione del terzo citato davanti al Gran Giurì, mentre la documentazione bancaria e le comunicazioni acquisite potrebbero allargare il perimetro dell’indagine. La AFA ha annunciato che si riserva azioni legali contro la diffusione di informazioni ritenute false o ingannevoli.
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.50 | aligned |
| Stampa sud-est asiatica | 0.00 | neutral |
L'AFA nega le accuse di sequestro e la stampa locale mette in dubbio la legittimità dell'inchiesta USA, vista come un'intromissione negli affari interni. Si sottolinea l'importanza della sovranità e si minimizzano le prove.
L'inchiesta statunitense sui contratti milionari è un passo necessario contro la corruzione. L'AFA cerca di sottrarsi con smentite deboli. La stampa atlantica sostiene l'azione investigativa e sottolinea la portata del caso.
La vicenda viene riportata con distacco, senza prendere posizione. Ci si limita a descrivere i fatti: l'AFA nega e gli USA indagano. Nessun giudizio di valore.
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