
L’ascensore sociale scende: per i Millennials italiani più probabile il declino che il riscatto
Per i nati tra il 1980 e il 1994 scivolare nella scala sociale è più frequente che salire, mostra l’Istat. Ma le stesse generazioni sviluppano vantaggi emotivi e abitudini innovative.
Il rapporto annuale dell’Istat ha certificato una verità scomoda per l’Italia: l’ascensore sociale, da tempo bloccato, si muove ormai in discesa. Tra gli occupati nati tra il 1980 e il 1994, la mobilità discendente – il ritrovarsi più in basso rispetto ai propri genitori – è oggi più probabile della mobilità ascendente. Il dato, che riguarda la generazione dei cosiddetti Millennials, segna una rottura rispetto al Novecento, quando crescita economica e istruzione di massa permettevano ai figli di superare i padri. Secondo gli analisti italiani, il fenomeno riflette la stagnazione salariale, la precarietà del lavoro e un sistema di welfare sempre meno efficace.
A guardare oltre i confini nazionali, il quadro si arricchisce di sfumature. Da diverse ricerche internazionali emerge infatti che proprio i nati tra il 1980 e il 2000 – generazione ponte tra mondo analogico e digitale – sviluppano competenze emotive uniche: sanno adattarsi a contesti mutevoli senza perdere i codici della comunicazione faccia a faccia. Uno studio di psicologia, ripreso dalla stampa spagnola, sottolinea come questa doppia esperienza abbia rafforzato una specie di vantaggio adattivo. Parallelamente, una ricerca sul comportamento dei consumatori mostra che il 78% dei Millennials preferisce spendere per esperienze – concerti, viaggi, eventi – piuttosto che per beni materiali, abitudine che gli esperti collegano a un maggiore benessere soggettivo.
Il confronto generazionale, alimentato da stereotipi antichi – già Aristotele lamentava l’insopportabilità dei giovani – assume oggi contorni più precisi. Se i Baby Boomer hanno potuto contare su un mercato del lavoro stabile, salari reali in crescita e un costo della casa accessibile, le generazioni successive hanno ereditato un panorama economico ben più ostile. Secondo l’ottica tedesca, la disputa sul ‘chi ha avuto più difficoltà’ rischia di appiattire le differenze strutturali: i Boomer hanno goduto di un contesto favorevole che oggi non esiste più, ma la narrazione della ‘generazione viziata’ persiste, alimentata da chi spesso siede, come scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung, proprio al tavolo familiare.
In assenza di politiche mirate, il rischio per l’Europa – e per l’Italia in particolare – è che la mobilità discendente diventi strutturale, mentre le risorse creative e adattive dei nati tra gli anni Ottanta e Novanta restino sottoutilizzate. Se da un lato la capacità di reinventarsi e la preferenza per l’esperienza possono rappresentare una leva per nuovi modelli economici, dall’altro servono interventi pubblici che invertano la tendenza: investimenti in istruzione, politiche abitative, ammortizzatori sociali aggiornati. La fotografia dell’Istat è un campanello d’allarme che Bruxelles e Roma non possono ignorare.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
| Stampa latinoamericana | +0.50 | aligned |
La narrazione si concentra su dati empirici mostrando tendenze generazionali, come il fatto che le donne single della Gen Z stanno superando gli uomini nell'acquisto di case, sebbene la generazione nel complesso fatichi. Viene offerto anche un quiz interattivo per confrontare le abitudini di spesa tra generazioni, con tono leggero e descrittivo.
La narrazione lamenta la rottura dell'ascensore sociale, con i Millennials che rischiano di stare peggio dei genitori. Citando dati Istat, sottolinea che per i nati negli anni '80 la mobilità verso il basso è più probabile che salire di classe, in contrasto con l'epoca d'oro del dopoguerra. C'è un tono critico verso la perdita di opportunità.
La narrazione mette in luce i Millennials come una generazione ponte con un vantaggio emotivo unico, capace di adattarsi ai cambiamenti mantenendo i codici della vita analogica. Viene sottolineato che preferiscono spendere in esperienze piuttosto che in beni materiali, un'abitudine che migliora il benessere, come mostrato da studi recenti.
Allarga lo sguardo
Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera
7 lingue · 36 testate
Da TechnologyPasseggiata spaziale sulla Iss per preparare i nuovi pannelli solari Irosa
3 lingue · 7 testate
Da Science & HealthPer la prima volta, l'intelligenza artificiale progetta virus sintetici funzionanti
3 lingue · 24 testate