
L’asse del Golfo condanna l’aggressione iraniana: solidarietà a Bahrein, Kuwait e Giordania
Il Consiglio ministeriale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), riunitosi mercoledì a Manama, ha espresso una condanna senza precedenti contro gli attacchi con droni e missili balistici sferrati dall’Iran contro Bahrein, Kuwait e Giordania. Definiti come “aggressione flagrante” alla sovranità e alla sicurezza di tre Stati membri, i raid rappresentano una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, secondo la nota diffusa al termine del vertice. La reazione del blocco sunnita è stata immediata e compatta: il Gcc ha ribadito che la sicurezza dei suoi membri è indivisibile e che qualsiasi attacco contro uno di essi equivale a un attacco contro l’intero Consiglio. L’Algeria, pur non facendo parte del Gcc, ha fatto sentire la propria voce, esprimendo una “ferma condanna” e ribadendo il rifiuto di ogni minaccia alla stabilità regionale, in linea con i principi di sovranità e integrità territoriale sanciti dalle convenzioni internazionali.
L’offensiva iraniana, che ha preso di mira tre paesi con interessi strategici divergenti – Bahrein, sede della Quinta Flotta americana; Kuwait, crocevia energetico; e Giordania, baluardo occidentale – ha riacceso le tensioni in un Medio Oriente già segnato da conflitti latenti. Secondo gli analisti di Bruxelles, l’azione di Teheran mira a testare la coesione del fronte sunnita e a inviare un segnale di forza in un momento di stallo nei negoziati sul nucleare. Gli Emirati Arabi Uniti, in una nota del ministero degli Esteri, hanno parlato di “attacchi terroristici e ingiustificati”, offrendo piena solidarietà ai paesi colpiti. La posizione emiratina, tradizionalmente cauta nei confronti dell’Iran, segna un inasprimento del tono che riflette la crescente preoccupazione per la deriva aggressiva di Teheran.
L’impatto sull’Europa e sull’Italia è duplice. Da un lato, l’escalation minaccia la stabilità del Golfo, da cui dipende una quota significativa degli approvvigionamenti energetici del Vecchio Continente. Dall’altro, il rischio di un conflitto regionale potrebbe riaccendere flussi migratori verso le coste italiane, già sotto pressione. Roma, che mantiene relazioni diplomatiche con Teheran e partecipa alla missione navale europea nel Golfo, si trova in una posizione delicata: dovrà bilanciare la condanna dell’aggressione con la necessità di non chiudere i canali di dialogo. La prospettiva di Pechino, intanto, resta quella di un mediatore interessato a non vedere interrotte le rotte del petrolio, mentre Mosca osserva con attenzione, pronta a sfruttare le divisioni tra i paesi del Golfo.
Guardando al futuro, la risposta del Gcc – che ha parlato di “unità incrollabile” – potrebbe tradursi in un rafforzamento della cooperazione militare tra i membri, con possibili esercitazioni congiunte e un maggiore coordinamento con gli Stati Uniti. Tuttavia, la vera incognita è se l’Iran, messo all’angolo dalle sanzioni e dalle proteste interne, cercherà una via d’uscita diplomatica o continuerà sulla strada dello scontro. Per l’Italia e l’Europa, la priorità resta quella di sostenere gli sforzi di de-escalation, magari attraverso un ruolo attivo nella missione europea Atalanta o in nuove iniziative di dialogo regionale. Il rischio, altrimenti, è che il Golfo diventi un nuovo fronte caldo in un mondo già troppo instabile.
| Stampa del Golfo arabo | −0.70 | critical |
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| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
I media del Golfo presentano gli attacchi iraniani al Kuwait come un atto di aggressione proditoria. Vengono attivati i canali diplomatici, con gli Emirati Arabi Uniti e altri Stati del Golfo che offrono piena solidarietà. La risposta sottolinea uno sforzo collettivo per isolare Teheran e salvaguardare la stabilità regionale.
Le testate algerine omettono gli attacchi iraniani, mettendo invece in luce incidenti locali, sport e politica interna. Questa scelta editoriale indica un distacco dalle crisi incentrate sul Golfo, dando priorità alla coesione interna piuttosto che a vicende estere lontane.
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