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El Bakkali domina a Rabat, Dosso delude: la Diamond League accende la stagione

Soufiane El Bakkali firma la miglior prestazione mondiale dell'anno nei 3000 siepi; Tobi Amusan infrange il record del meeting. Serata opaca per l'italiana Zaynab Dosso, solo settima nei 100 metri.

La Diamond League ha trovato in Rabat un palcoscenico regale, dove il principe ereditario Moulay El Hassan ha presieduto la diciassettesima edizione del Meeting Internazionale Mohammed VI, terza tappa del circuito mondiale. Sotto lo sguardo del principe e davanti a un pubblico festante, il marocchino Soufiane El Bakkali ha incendiato la serata con un 3000 siepi da primato: 7’57”25, miglior prestazione mondiale dell’anno, che gli ha permesso di precedere il tedesco Frederik Ruppert e il keniano Simon Kiprop Koech. «Questo tempo mi dà la motivazione per puntare al record del mondo», ha dichiarato il campione olimpico, confermando un’ambizione che trova già nelle prime uscite stagionali solide fondamenta.

L’evento ha regalato emozioni a ogni latitudine. La nigeriana Tobi Amusan, primatista mondiale dei 100 ostacoli, ha infranto il proprio record del meeting con un perentorio 12”28, eguagliando il suo miglior crono stagionale e lasciandosi alle spalle la bahamense Devynne Charlton e l’olandese Nadine Visser. Sulla pedana del salto in alto, l’ucraina Yaroslava Mahuchikh ha dominato con 1,97 metri, mentre nei 1500 la vittoria è andata allo statunitense Yared Nuguse, in volata sul portoghese Isaac Nader. A sorpresa, negli 800 metri il britannico Max Burgin ha piegato il campione olimpico keniano Emmanuel Wanyonyi, segnando 1’42”98 e candidandosi a un ruolo di protagonista nei nuovi World Athletics Ultimate Championships di settembre a Budapest.

Per l’Italia, invece, la serata è stata segnata dalla prestazione incolore di Zaynab Dosso. La campionessa mondiale indoor dei 60 metri, accreditata di un personale di 11”01, non è mai entrata in gara ed è scivolata al settimo posto in 11”25, lontana dal podio tutto giamaicano – vittoria per Clayton in 10”85 – e dalle migliori interpreti europee, con la lussemburghese Patrizia in evidenza. Un passo falso che solleva interrogativi in vista degli appuntamenti più importanti della stagione.

Rabat ha confermato così la propria centralità nel calendario dell’atletica globale, offrendo indicazioni preziose a tre mesi dagli eventi clou dell’estate. El Bakkali si proietta verso l’assalto al record, Amusan consolida la propria leadership, mentre nuovi nomi come Burgin scalpitano per una ribalta che, quest’anno, avrà in Budapest un palcoscenico inedito e forse decisivo.

Divergenza — chi la racconta come
60%Alta
4 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.90
CriticoFavorevole
ALMAFREURJPK
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa arabo levante-Maghreb+0.90aligned
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa giapponese-coreana+0.50aligned
Stampa arabo levante-Maghreb+0.90

Sotto lo sguardo del principe ereditario, il campione marocchino Soufiane El Bakkali ha dominato il meeting di Rabat con la miglior prestazione mondiale dell'anno sui 3000 siepi. L'atleta punta ora a battere il record del mondo, forte della sua strategia e del sostegno reale.

TrionfoPragmatismo
Stampa africana subsahariana0.00

Sorpresa e trionfo per gli atleti africani al meeting di Rabat: il keniota Wanyonyi ha subito una sconfitta inattesa contro il britannico Burgin, mentre la nigeriana Amusan ha frantumato il proprio record del meeting nei 100 ostacoli. La serata ha mostrato sia fragilità che dominio continentale.

ScetticismoTrionfo
Stampa europea continentale−0.70

Serata da dimenticare per l'azzurra Zaynab Dosso: la campionessa del mondo indoor dei 60 metri non è mai entrata in gara e ha chiuso solo settima nei 100 metri. Mentre le giamaicane dominavano, l'italiana ha mostrato una prestazione ben al di sotto delle attese, definita una classica giornata no.

IroniaScetticismo
Stampa giapponese-coreana+0.50

Kenny Bednarek ha surclassato il campione olimpico Letsile Tebogo nei 200 metri, correndo in 19.69 secondi e prendendo un netto vantaggio nella prima parte. La vittoria netta conferma la forza dello sprinter statunitense, mentre il botswano ha faticato.

TrionfoDistacco
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lunedì 1 giugno 2026

El Bakkali domina a Rabat, Dosso delude: la Diamond League accende la stagione

Soufiane El Bakkali firma la miglior prestazione mondiale dell'anno nei 3000 siepi; Tobi Amusan infrange il record del meeting. Serata opaca per l'italiana Zaynab Dosso, solo settima nei 100 metri.

La Diamond League ha trovato in Rabat un palcoscenico regale, dove il principe ereditario Moulay El Hassan ha presieduto la diciassettesima edizione del Meeting Internazionale Mohammed VI, terza tappa del circuito mondiale. Sotto lo sguardo del principe e davanti a un pubblico festante, il marocchino Soufiane El Bakkali ha incendiato la serata con un 3000 siepi da primato: 7’57”25, miglior prestazione mondiale dell’anno, che gli ha permesso di precedere il tedesco Frederik Ruppert e il keniano Simon Kiprop Koech. «Questo tempo mi dà la motivazione per puntare al record del mondo», ha dichiarato il campione olimpico, confermando un’ambizione che trova già nelle prime uscite stagionali solide fondamenta.

L’evento ha regalato emozioni a ogni latitudine. La nigeriana Tobi Amusan, primatista mondiale dei 100 ostacoli, ha infranto il proprio record del meeting con un perentorio 12”28, eguagliando il suo miglior crono stagionale e lasciandosi alle spalle la bahamense Devynne Charlton e l’olandese Nadine Visser. Sulla pedana del salto in alto, l’ucraina Yaroslava Mahuchikh ha dominato con 1,97 metri, mentre nei 1500 la vittoria è andata allo statunitense Yared Nuguse, in volata sul portoghese Isaac Nader. A sorpresa, negli 800 metri il britannico Max Burgin ha piegato il campione olimpico keniano Emmanuel Wanyonyi, segnando 1’42”98 e candidandosi a un ruolo di protagonista nei nuovi World Athletics Ultimate Championships di settembre a Budapest.

Per l’Italia, invece, la serata è stata segnata dalla prestazione incolore di Zaynab Dosso. La campionessa mondiale indoor dei 60 metri, accreditata di un personale di 11”01, non è mai entrata in gara ed è scivolata al settimo posto in 11”25, lontana dal podio tutto giamaicano – vittoria per Clayton in 10”85 – e dalle migliori interpreti europee, con la lussemburghese Patrizia in evidenza. Un passo falso che solleva interrogativi in vista degli appuntamenti più importanti della stagione.

Rabat ha confermato così la propria centralità nel calendario dell’atletica globale, offrendo indicazioni preziose a tre mesi dagli eventi clou dell’estate. El Bakkali si proietta verso l’assalto al record, Amusan consolida la propria leadership, mentre nuovi nomi come Burgin scalpitano per una ribalta che, quest’anno, avrà in Budapest un palcoscenico inedito e forse decisivo.

Divergenza — chi la racconta come
60%Alta
4 blocchi · posizioni da −0.70 a +0.90
CriticoFavorevole
ALMAFREURJPK
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa arabo levante-Maghreb+0.90aligned
Stampa africana subsahariana0.00neutral
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa giapponese-coreana+0.50aligned
Stampa arabo levante-Maghreb+0.90

Sotto lo sguardo del principe ereditario, il campione marocchino Soufiane El Bakkali ha dominato il meeting di Rabat con la miglior prestazione mondiale dell'anno sui 3000 siepi. L'atleta punta ora a battere il record del mondo, forte della sua strategia e del sostegno reale.

TrionfoPragmatismo
Stampa africana subsahariana0.00

Sorpresa e trionfo per gli atleti africani al meeting di Rabat: il keniota Wanyonyi ha subito una sconfitta inattesa contro il britannico Burgin, mentre la nigeriana Amusan ha frantumato il proprio record del meeting nei 100 ostacoli. La serata ha mostrato sia fragilità che dominio continentale.

ScetticismoTrionfo
Stampa europea continentale−0.70

Serata da dimenticare per l'azzurra Zaynab Dosso: la campionessa del mondo indoor dei 60 metri non è mai entrata in gara e ha chiuso solo settima nei 100 metri. Mentre le giamaicane dominavano, l'italiana ha mostrato una prestazione ben al di sotto delle attese, definita una classica giornata no.

IroniaScetticismo
Stampa giapponese-coreana+0.50

Kenny Bednarek ha surclassato il campione olimpico Letsile Tebogo nei 200 metri, correndo in 19.69 secondi e prendendo un netto vantaggio nella prima parte. La vittoria netta conferma la forza dello sprinter statunitense, mentre il botswano ha faticato.

TrionfoDistacco

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