
Tra il Metropolitano e Tel Aviv: il calcio europeo vive weekend di svolte decisive
Atléti affonda dopo l’addio alla Champions; in Israele il Hapoel Be’er Sheva scavalca il Beitar e rilancia la corsa scudetto.
Il Metropolitano di Madrid non è mai stato un luogo così malinconico come sabato sera, quando l’Atlético Madrid ha incassato l’ennesima delusione stagionale: una sconfitta per 0-1 contro il Celta Vigo ha allungato l’ombra della crisi già aperta dall’eliminazione in Champions League per mano dell’Arsenal. L’unico gol di Borja Iglesias, un sontuoso pallonetto su Jan Oblak al sessantaduesimo, ha punito una squadra che sembra aver smarrito la propria identità, come testimoniano la scarsa affluenza — poco più di cinquantaduemila spettatori — e la rassegnazione nei minuti finali. Per gli analisti madrileni, il passo falso dei colchoneros non mette a rischio la qualificazione alla prossima Champions — il quarto posto è ancora saldo con 63 punti — ma rivela le crepe di un progetto che ha visto svanire la Copa del Rey in finale e il sogno europeo a Londra.
Il Celta, invece, si porta a 50 punti e consolida la sesta piazza, continuando a inseguire il Betis, quinto a 54 dopo il pareggio per 2-2 contro la Real Sociedad, rimontata dal 2-0 iniziale con un gol capolavoro di Antony. Ma l’attenzione di tutto il calcio iberico è già rivolta a domenica: il Barcellona, ospite del Real Madrid, può laurearsi campione con una vittoria, chiudendo un campionato dominato. Nella prospettiva di Bruxelles e delle stanze del calcio europeo, la possibile incoronazione blaugrana rappresenta un ritorno al vertice di un club che ha saputo rinnovarsi dopo le turbolenze finanziarie, con implicazioni anche per le competizioni continentali del prossimo anno.
A migliaia di chilometri di distanza, la domenica calcistica israeliana ha regalato un colpo di scena altrettanto significativo. Il Hapoel Be’er Sheva ha travolto 4-2 l’Hapoel Petah Tikva, mentre la capolista Beitar Jerusalem è crollata 3-0 sotto i colpi del Maccabi Haifa, uscendo dalla partita già nel primo tempo con il doppio vantaggio ospite firmato da Giavon East. Il risultato ribalta la graduatoria: il Hapoel Be’er Sheva sale a due punti sopra il Beitar, a tre giornate dalla fine del campionato.
Da Tel Aviv, gli osservatori sottolineano come la squadra di Eliniv Barda abbia mostrato una maturità tattica e una freddezza sotto pressione che mancavano da anni, mentre il Beitar sconta la stanchezza di una stagione intensa e l’assenza di giocatori chiave. Il prossimo capitolo si scriverà martedì, quando le due contendenti si affronteranno direttamente al Teddy Stadium: uno scontro che potrebbe già decidere l’assegnazione del titolo. In un fine settimana che ha visto squadre del calibro dell’Atlético Madrid e del Beitar arretrare, il messaggio comune è che la continuità e la gestione delle pressioni — sia in Europa che in Medio Oriente — restano gli ingredienti più rari e preziosi per chi ambisce a vincere.
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