
L’Europa sotto la cupola di fuoco: caldo record, prime vittime e il monito del clima
Temperature fino a 38°C in Francia, allerta massima a Roma e Firenze, annegamenti nel Regno Unito. L’anticiclone subtropicale porta un’ondata di calore eccezionale, mentre l’ONU denuncia la dipendenza dai combustibili fossili.
Mai un maggio così rovente. Mentre la Pianura Padana toccava punte di 36°C – con Pavia, Piacenza, Cremona e Modena a livelli da piena estate – il ministero della Salute diramava l’allerta rossa per Roma, Firenze, Bologna e Torino, il massimo livello di rischio anche per le persone sane. L’ondata di caldo, che gli esperti chiamano «cupola di calore», ha già provocato una scia di vittime: in Francia si contano almeno tredici morti, tra cui diversi annegamenti, mentre nel Regno Unito si registrano nove decessi in pochi giorni, sette dei quali adolescenti annegati in laghi e spiagge. La portavoce del governo francese, Maud Bregeon, ha parlato di sette decessi «direttamente o indirettamente legati alla canicola»; a Parigi, dove martedì si sono toccati i 39°C – il giorno di maggio più caldo mai registrato in Francia –, i cittadini cercavano riparo nei parchi e nelle fontane.
Il fenomeno, fotografato dai satelliti Sentinel-3 del programma Copernicus, ha investito l’intera Europa centro-occidentale. In Spagna e Portogallo i termometri hanno sfiorato i 38°C, in Germania si sono superati i 30°C e lo zero termico sulle Alpi è salito fino a quota 4000 metri, un valore tipico di luglio. In Italia, l’osservatorio di Parma – attivo dal 1878 – ha registrato 35,9°C, polverizzando ogni record di maggio; in Gran Bretagna, martedì la colonnina di mercurio ha raggiunto 35,1°C ai Kew Gardens di Londra, nuovo primato assoluto per il mese. L’anticiclone subtropicale ha tenuto bloccate le perturbazioni atlantiche, generando un’anomalia termica di 10-12°C rispetto alle medie, con l’indicatore termico nazionale francese che ha segnato 24,83°C, battendo il record stabilito appena il giorno prima.
L’eccezionalità dell’evento preoccupa anche il mondo agricolo. Le associazioni di categoria francesi lanciano l’allarme: «Non bisognerebbe che durasse troppo a lungo», avverte Franck Sander, presidente dei bieticoltori, mentre i coltivatori di cereali temono per il grano e l’orzo. Alcuni frutticoltori beneficiano di una qualità superiore e di un aumento delle vendite, ma il rischio per le rese è concreto. Nel Regno Unito, intanto, dopo il picco di caldo sono scattati allarmi per violenti temporali nel sud-ovest, con grandine e inondazioni localizzate. E, secondo il meteorologo italiano Daniele Cat Berro, «il caldo estremo sarà sempre più frequente: questa è la nuova normalità».
La dimensione globale del fenomeno emerge con nitidezza dalle parole del segretario esecutivo della Convenzione ONU sul clima, Simon Stiell: «L’ondata di calore in Europa è un brutale promemoria delle conseguenze a spirale della crisi climatica, il cui principale responsabile è la dipendenza mondiale dalla combustione di carbone, petrolio e gas». Mentre l’Europa boccheggiava, l’India centrale e nord-occidentale registrava temperature fino a 47,4°C, con il monsone ancora al largo del Kerala e il premier Modi che esortava i cittadini a idratarsi. La contemporaneità dei due eventi estremi – a migliaia di chilometri di distanza ma sotto lo stesso anticiclone planetario – suona come un monito. Le città italiane, con i piani anti-calore e l’apertura straordinaria di strutture pubbliche, si attrezzano per un’estate che inizia con un anticipo bruciante, prefigurando un futuro in cui l’adattamento sarà cruciale quanto la riduzione delle emissioni.
| Stampa europea continentale | −0.10 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Un’ondata di caldo eccezionale per fine maggio sta colpendo l'Europa, con temperature da piena estate e punte fino a 38°C. Si registrano decessi per annegamento nel Regno Unito e si allerta per la qualità dell’aria in Francia, mentre l’agricoltura è già in difficoltà. I meteorologi avvertono che eventi simili saranno sempre più frequenti.
La violenta ondata di calore in Europa è l'ennesima prova della crisi climatica, provocata dalla dipendenza mondiale dai combustibili fossili. Il capo del clima dell'ONU parla di un campanello d'allarme che deve spingere ad accelerare la transizione verso energie pulite, additando carbone, petrolio e gas come principali responsabili.
Un'ondata di caldo eccezionale sta interessando l'Europa occidentale, con temperature record in Francia e allerta arancione in 13 dipartimenti. L'ONU ha attribuito il fenomeno alla dipendenza globale dai combustibili fossili, sottolineando la necessità di una transizione energetica. Le autorità locali raccomandano prudenza.
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